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Cappella dei Santi Filippo e Giacomo: la piccola chiesa isolata di Giacone, a sud di Giaveno

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Da Alessandro Maldera

Aprile 02, 2026

La Cappella dei Santi Filippo e Giacomo di Giaveno è una di quelle tappe che si capiscono subito: piccola, isolata e messa “in alto” per farsi trovare. Si trova nella frazione Giacone, sopra la strada che porta a Valgioie e, proprio per questo, sembra una sentinella di borgata. Inoltre l’interno è essenziale ma leggibile, quindi bastano pochi minuti per coglierne struttura, pala e dettagli.

Dettagli da non perdere in 3 minuti

  • Posizione: frazione Giacone, in cima all’altura verso Valgioie, cappella isolata e ben visibile
  • Struttura: aula rettangolare unica con volta a botte e tetto a doppia falda in coppi
  • Sacrestia: sul lato destro, pianta quadrangolare con volta a crociera, aggiunta tra fine XIX e inizio XX secolo
  • Altare e pala: altare in muratura a finto marmo e pala con Madonna col Bambino tra Santi Domenico e Rosa
  • Facciata: fronte a capanna con portone centrale e due finestre simmetriche; intonaco di facciata più recente rispetto ai lati

Dove si trova: Giacone, in cima all’altura verso Valgioie

La cappella è collocata nella frazione Giacone, sulla sommità dell’altura a ridosso della strada diretta a Valgioie. L’edificio è libero su tutti i fronti e presenta la facciata rivolta a sud: perciò, nelle ore centrali, il fronte prende luce in modo netto. È una posizione “da passaggio”, però anche da sosta, perché l’isolamento la distingue dagli edifici della frazione.

Origini e sviluppo: cosa si può dire senza forzare

Sulla data esatta di costruzione non ci sono certezze definitive. Tuttavia, per caratteristiche tipologiche e scelte costruttive, la cappella viene generalmente collocata agli inizi dell’Ottocento. Inoltre compare nella cartografia del Catasto Rabbini (1864) con l’intitolazione di San Giacomino, segno che il luogo era già riconosciuto e nominato.

Più tardi, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, viene aggiunta la sacrestia sul lato destro. Infine, nel corso del Novecento, la cappella è stata seguita con una manutenzione costante da parte dei borghigiani: in particolare si ricordano il rifacimento dell’intonaco di facciata e la tinteggiatura degli interni, interventi che spiegano l’aspetto più “recente” del fronte rispetto ai lati.

Com’è fatta: aula unica con volta a botte e sacrestia laterale

La pianta è la cosa più semplice possibile: un’aula rettangolare unica, coperta da volta a botte. Sul lato destro, invece, è presente la sacrestia a pianta quadrangolare, coperta da volta a crociera. La struttura è in muratura di pietrame, con tetto a doppia falda e copertura in coppi: quindi l’edificio resta coerente con l’edilizia religiosa di borgata.

Facciata e prospetti: il fronte “rifatto” e i lati più grezzi

La facciata è un fronte a capanna, chiuso da un timpano triangolare con cornice in aggetto e una piccola croce in sommità. Al centro si apre il portone ligneo a due battenti, con arco superiore; ai lati, due finestre rettangolari rendono il prospetto simmetrico e funzionale. La base è segnata da una zoccolatura cementizia.

Sui lati, però, l’atmosfera cambia: i prospetti laterali sono intonacati al grezzo e mostrano un carattere più “rustico”. Sul lato destro, inoltre, si nota una finestrella rettangolare, utile per dare aria e luce senza trasformare la cappella in un edificio “aperto” come una chiesa grande.

Dentro: altare dipinto, cornice modanata e pala d’altare

L’interno è composto da un’unica aula, con superfici sobrie e una cornice modanata che corre lungo il perimetro. Questa cornice, inoltre, si sagoma in modo particolare in corrispondenza della zona dell’altare, quasi a “incorniciare” il punto focale.

L’altare è addossato alla parete di fondo ed è realizzato in muratura dipinta a finto marmo. Sopra, la pala d’altare raffigura la Madonna col Bambino tra i Santi Domenico e Rosa: è un dettaglio interessante, perché convive con l’intitolazione ai Santi Filippo e Giacomo e ti ricorda che, spesso, in borgata le devozioni si sommano e non si escludono.

Le pareti sono in tonalità crema e rosato, mentre la volta è bianca; la pavimentazione è in mattonelle di cotto, quindi l’effetto complessivo resta caldo e poco “teatrale”.

Quando viene officiata e stato di conservazione

La cappella è in discreto stato di conservazione. Tuttavia non è una chiesa “monumentale”: vive anche di piccole cure, e infatti la manutenzione recente (intonaco e tinteggiature) è parte della sua storia concreta. Viene officiata in occasione della festa dei santi titolari, quindi il momento più “vivo” è legato al calendario locale.

Cappella dei Santi Filippo e Giacomo di Giaveno: identikit rapido

La Cappella dei Santi Filippo e Giacomo di Giaveno si trova nella frazione Giacone, in posizione isolata sulla sommità dell’altura lungo la strada per Valgioie, con facciata rivolta a sud. L’edificio, attribuibile per tipologia agli inizi dell’Ottocento e presente nel Catasto Rabbini (1864) con il nome di San Giacomino, ha un impianto essenziale: aula rettangolare unica coperta da volta a botte, struttura in muratura di pietrame e tetto a doppia falda con copertura in coppi. Sul lato destro è addossata la sacrestia quadrangolare con volta a crociera, aggiunta tra fine Ottocento e inizio Novecento. All’interno l’altare è in muratura dipinta a finto marmo e la pala d’altare raffigura la Madonna col Bambino tra i Santi Domenico e Rosa. La cappella è in discreto stato conservativo, con manutenzioni recenti su facciata e tinteggiature, e viene officiata per la festa dei santi titolari.

Dove si trova la cappella?

Nella frazione Giacone, in cima all’altura lungo la strada che conduce a Valgioie, con facciata rivolta a sud

Com’è organizzato l’interno?

È un’aula unica rettangolare con volta a botte; sulla destra c’è la sacrestia con volta a crociera

Cosa rappresenta la pala d’altare?

La Madonna col Bambino tra i Santi Domenico e Rosa, collocata sopra l’altare addossato alla parete di fondo

La cappella è antica?

Non c’è una data certa, però la costruzione è attribuita agli inizi dell’Ottocento; inoltre è già segnalata nel Catasto Rabbini del 1864

Quando viene officiata?

In occasione della festa dei santi titolari, quindi nei giorni legati alla devozione locale della borgata

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende