Museo etnografico dell’arte tessile lanzese: storia, percorso espositivo e tradizione del Lavoro di Lanzo

Da Alessandro Maldera
Marzo 28, 2026

Il Museo etnografico dell’arte tessile lanzese è uno dei luoghi più interessanti per capire una tradizione manuale che ha lasciato un segno preciso nell’identità di Lanzo e delle sue valli. Qui non si trova solo una raccolta di oggetti, ma un vero percorso nella memoria del Lavoro di Lanzo, della tessitura, del ricamo e della cultura materiale locale. Inoltre, il museo unisce funzione espositiva e vocazione laboratoriale, rendendo la visita ancora più significativa.
Un museo nato per salvare e rilanciare il Lavoro di Lanzo
Cos’è il Museo etnografico dell’arte tessile lanzese
Il Museo etnografico dell’arte tessile lanzese nasce con l’obiettivo di conservare e rilanciare le attività manuali tipiche del territorio. Fu voluto da Ester Fornara Borla e realizzato grazie all’Amministrazione Comunale, con un ruolo importante anche dell’assessorato alla cultura.
Il museo venne inaugurato il 20 giugno 2009 e si trova all’interno del seicentesco ex istituto delle Suore Immacolatine, a Lanzo Torinese. La sua funzione non è soltanto quella di custodire oggetti del passato. Al contrario, punta anche a favorire la riscoperta e la riproposta di antiche pratiche artigianali locali.
Per questo motivo il museo si presenta come spazio etnografico, ma anche come laboratorio dell’arte tessile.
Dove si trova e chi lo gestisce
La sede del museo si trova in via San Giovanni Bosco, indicata nei materiali come numero 29 e anche come numero 31, sempre a Lanzo Torinese. La proprietà fa capo al Comune di Lanzo, mentre la gestione è affidata all’associazione “Ricamare a Lanzo”.
Questo aspetto è importante, perché il museo vive proprio grazie al legame tra istituzioni pubbliche e realtà associative locali. E senza questo tipo di presidio, diciamolo, molte raccolte del genere finirebbero chiuse in qualche stanza polverosa a fare la muffa in silenzio.
Il nuovo allestimento inaugurato nel 2021
Anche se il museo è stato fondato nel 2009, il nuovo allestimento è stato inaugurato il 10 luglio 2021. Questo aggiornamento ha riorganizzato il percorso in tre sezioni principali, rendendo più leggibile il racconto dell’arte tessile lanzese.
La struttura del museo permette così di seguire sia la parte tecnica, legata agli strumenti di lavoro, sia quella più estetica e culturale, con manufatti, abiti e testimonianze legate alla vita quotidiana tra Ottocento e Novecento.
Prima sezione: gli arazzi di Elena Mars Albert
La prima parte del percorso è dedicata agli arazzi. Qui sono esposti arazzi e altri manufatti realizzati tra il 1910 e il 1935 da Elena Mars Albert insieme ad alcune collaboratrici.
Successivamente questi materiali sono stati donati al museo dalla famiglia Albert. Questa sezione ha un valore particolare, perché consente di osservare opere che testimoniano sia l’eleganza del lavoro tessile sia la continuità di una pratica artigianale femminile radicata nel territorio.
Seconda sezione: strumenti di lavoro e Arte Popolana Lanzese
La seconda sezione è dedicata agli strumenti dell’Arte Tessile Lanzese, chiamata anche Arte Popolana Lanzese. La sala conserva numerosi attrezzi originali usati a Lanzo Torinese e nelle Valli di Lanzo per la produzione di tessuti ricamati secondo la tecnica del Lavoro di Lanzo.
Tra i pezzi più importanti spicca un telaio della fine del XIX secolo, ancora funzionante. Accanto al telaio, il museo conserva anche altri strumenti legati alla filatura e alla tessitura, tra cui un orditore funzionante.
Questa sezione è probabilmente la più concreta e materiale del percorso. Qui infatti si capisce davvero come venivano prodotti i tessuti e quale livello di precisione richiedessero queste lavorazioni.
Terza sezione: abiti, accessori e moda di un tempo
La terza sezione guarda invece al lato più quotidiano e domestico della tradizione tessile. Qui è conservata una collezione di biancheria personale, abiti, accessori, corredini per bambini e biancheria per la casa.
I materiali esposti sono databili tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX secolo. Questa parte della visita amplia il discorso oltre la sola tecnica tessile e mostra come il ricamo e la lavorazione dei tessuti entrassero concretamente nella vita di ogni giorno.
Il Lavoro di Lanzo e la citazione nella Treccani
Uno degli aspetti più significativi del museo è il riferimento esplicito al “Lavoro di Lanzo”, cioè alla tradizione locale del ricamo e della tessitura. Non si tratta di una curiosità marginale: questa pratica viene infatti richiamata anche nell’Enciclopedia Treccani, segno del suo rilievo culturale.
Il museo, proprio per questo, non racconta solo un mestiere, ma una vera identità artigianale locale, costruita nel tempo tra sapere tecnico, manualità e trasmissione familiare.
Un museo diviso tra filatura, tessitura e arte popolana
Nel suo impianto generale, il museo può essere letto in due grandi comparti. Da una parte c’è tutto ciò che riguarda filatura e tessitura. Dall’altra c’è la presentazione dell’Arte Popolana Lanzese, cioè del patrimonio decorativo e ricamatorio che caratterizza il territorio.
Questa doppia anima è uno dei punti forti della visita. Infatti, il museo non si limita a esporre attrezzi, ma mette in relazione strumenti, tecniche, manufatti e vita quotidiana.
Gestione, pezzi simbolo e modalità di visita
Orari, visite e ingresso
Il Museo etnografico dell’arte tessile lanzese è visitabile gratuitamente. Nei mesi di luglio e agosto apre tutte le domeniche dalle 16 alle 18. Nel resto dell’anno, invece, l’apertura avviene su richiesta e prenotazione.
La prenotazione può essere effettuata al numero 333/5053223 oppure tramite la biblioteca civica. Nei materiali compare anche l’indirizzo email ricamolanzo@libero.it.
Queste informazioni pratiche sono utili, perché non parliamo di un museo con apertura continuativa classica. Meglio quindi controllare prima, così eviti il classico pellegrinaggio a vuoto che fa venire il nervoso.
Risposte sul percorso espositivo e sugli orari
Il museo si trova a Lanzo Torinese, in via San Giovanni Bosco, all’interno del seicentesco ex istituto delle Suore Immacolatine.
Il museo è stato inaugurato il 20 giugno 2009, mentre il nuovo allestimento è stato presentato il 10 luglio 2021.
Si possono vedere arazzi, strumenti originali dell’arte tessile lanzese, un telaio ottocentesco funzionante, un orditore, abiti, accessori, corredini e biancheria tra Otto e Novecento.
L’ingresso al museo è gratuito.
In luglio e agosto il museo apre tutte le domeniche dalle 16 alle 18. Nel resto dell’anno è visitabile su richiesta e prenotazione.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



