Cappella della Madonna delle Grazie a Sant’Antonino di Susa, la chiesa di borgata della Maisonetta

Da Alessandro Maldera
Marzo 23, 2026

La Cappella della Madonna delle Grazie sorge nell’abitato della frazione Maisonetta, nel territorio di Sant’Antonino di Susa, ed è uno di quei luoghi che funzionano proprio perché non cercano di strafare. L’edificio è semplice, raccolto e molto leggibile. Inoltre conserva una struttura ordinata, alcuni dettagli architettonici interessanti e una storia che attraversa più di un secolo di visite, manutenzioni e cura locale.
Una cappella che tiene insieme misura e identità
Dove si trova la cappella della Madonna delle Grazie
La cappella si trova nella Maisonetta, una frazione che conserva ancora il tono delle piccole realtà di borgata. Non siamo davanti a un edificio pensato per dominare il paesaggio, ma a una chiesa che nasce dentro la vita quotidiana del territorio e ne segue il ritmo. Inoltre la sua presenza contribuisce a leggere meglio la parte abitata del comune fuori dal solo centro principale.
Proprio questa collocazione la rende interessante. Non è una tappa da turismo frettoloso, ma un punto utile per capire come la devozione locale si sia distribuita anche nelle frazioni, con edifici di dimensioni contenute ma ben riconoscibili.
La storia della cappella tra Settecento e Ottocento
La costruzione della Cappella della Madonna delle Grazie va collocata tra il 1781 e il 1826. Nel primo di questi due estremi la cappella non risultava ancora esistente; nel secondo, invece, compare già menzionata tra le cappelle dipendenti dalla parrocchia. Di conseguenza la sua edificazione si inserisce tra la fine del Settecento e i primi decenni dell’Ottocento.
Nel corso del tempo l’edificio continuò a essere seguito e controllato. La cappella risulta infatti visitata nel 1840, nel 1873, nel 1904 e nel 1923. In tutte queste occasioni venne trovata in buone condizioni, segno che la comunità la mantenne viva e dignitosa nel tempo. Più avanti, tra il 1961 e il 1962, la cappella fu anche ridecorata, aggiungendo un ulteriore tassello alla sua storia.
La facciata: semplice, ma ben costruita
La facciata è impostata con un profilo a capanna ed è conclusa in alto da un timpano triangolare. L’ingresso è affidato a una porta semplice, affiancata da due piccole finestre quadrate, mentre in asse sopra la porta si apre un oculo ovale che alleggerisce il prospetto e lo rende più mosso.
L’insieme rimane sobrio, ma non banale. Infatti la facciata riesce a essere ordinata senza risultare povera. E, in edifici di questo tipo, è proprio questo equilibrio a fare la differenza.
Il campanile e il profilo esterno della cappella
Sul muro d’ambito destro si alza il campanile a pianta quadrata, che contribuisce a definire l’immagine della cappella nel contesto della borgata. Non si tratta di un elemento imponente, ma basta a dare al profilo dell’edificio una presenza chiara e riconoscibile.
Anche la copertura partecipa a questa identità. Il tetto è a due falde e completa un involucro molto lineare, coerente con il carattere dell’edificio e con il linguaggio costruttivo locale.
L’interno: navata unica, due campate e abside piatta
L’interno si sviluppa secondo uno schema a navata unica, articolata in due campate e conclusa da abside piatta. Le volte sono a vela molto ribassata, soluzione che dà continuità allo spazio senza appesantirlo. Inoltre le pareti interne sono scandite da una cornice continua che segna l’imposta delle volte e viene sorretta, tra una campata e l’altra, da lesene.
Questo impianto è semplice, ma ordinato. E proprio per questo la cappella mantiene una buona leggibilità interna, senza bisogno di artifici eccessivi. In altre parole: poco, ma fatto con criterio.
Struttura, finiture e stato di conservazione
Dal punto di vista costruttivo, la cappella presenta una muratura portante di tipo misto intonacato. All’esterno la facciata è tinteggiata, mentre gli altri lati mantengono l’intonaco a vista. All’interno, invece, le superfici sono intonacate e tinteggiate, con una perlinatura nella parte bassa delle pareti.
In controfacciata è presente una cantoria in muratura, raggiungibile tramite una scala a chiocciola in ferro. Anche questo dettaglio aggiunge carattere all’edificio e ne rafforza la struttura interna. Lo stato di conservazione viene considerato buono, e questo si riflette nella chiarezza con cui i diversi elementi risultano ancora leggibili.
I passaggi chiave della sua vicenda storica
Pavimento, altare e arredi
La pavimentazione è in piastrelle di marmi policromi alla palladiana, soluzione che introduce una nota più curata in un edificio altrimenti molto essenziale. Anche gli arredi confermano questa impressione. All’interno si trovano infatti un altare a pariete seiunctum e un tabernacolo in marmi policromi e dorature, oltre a un ambone ligneo.
Questo contrasto tra involucro semplice e dettagli liturgici più ricchi funziona bene. Non trasforma la cappella in un luogo sfarzoso, ma le dà quella misura decorativa necessaria per non ridurla a un puro contenitore.
Piccola guida rapida alla cappella
La cappella si trova nella frazione Maisonetta, nel territorio comunale di Sant’Antonino di Susa.
La sua edificazione si colloca tra il 1781 e il 1826, cioè tra la fine del Settecento e i primi decenni dell’Ottocento.
L’edificio ha una navata unica divisa in due campate con volte a vela ribassata, abside piatta, facciata a capanna, timpano triangolare, campanile quadrato e tetto a due falde.
Sì. Oltre alle visite documentate nell’Ottocento e nel primo Novecento, la cappella fu ridecorata tra il 1961 e il 1962
Tra gli elementi più notevoli ci sono la cantoria in muratura, il tabernacolo in marmi policromi e dorature, l’altare e la pavimentazione in marmi policromi alla palladiana.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



