Cappella di San Martino Vescovo di Giaveno: dipinto in facciata, presbiterio rialzato e campanile

Da Alessandro Maldera
Marzo 22, 2026

La Cappella di San Martino Vescovo è una tappa semplice ma ben costruita appena fuori dal capoluogo di Giaveno. Infatti si affaccia lungo la via che porta verso Ruata Sangone e si presenta con un sagrato ordinato e una facciata “parlante”. Inoltre l’interno, pur sobrio, conserva elementi chiari: tre campate, presbiterio rialzato e una pala d’altare che dà senso alla visita.
San Martino Vescovo: guida rapida tra facciata e interni
- Sagrato recintato con muri in mattoni e cancellata verso la strada
- Dipinto di San Martino a cavallo sopra il portone: il segno più riconoscibile
- Tre campate a vela + abside semicircolare: impianto semplice e leggibile
- Pala d’altare con Madonna col Bambino, San Martino e San Camillo de Lellis
- Campanile sopra il tetto verso l’abside, restaurato nel 2000
Dove si trova e com’è inserita nel paesaggio
La cappella si trova a sud-ovest del capoluogo di Giaveno, lungo la strada che conduce alla borgata Ruata Sangone. L’edificio ha tutti i fronti liberi ed è preceduto da un sagrato chiuso da muri in mattoni e delimitato verso la strada da una cancellata.
- Indirizzo/località: strada verso Ruata Sangone
Storia: una cappella “recente” per gli standard della valle
La cappella non compare nella mappa del Catasto Rabbini (1865). Perciò la costruzione viene collocata tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, cioè in una fase relativamente tarda rispetto a molte cappelle più antiche della Val Sangone.
Nel 2000, inoltre, una targa interna ricorda il restauro del campanile, realizzato grazie alla volontà e alla generosità dei borghigiani e del comitato dell’Antica Società di San Martino. Successivamente, agli inizi del XXI secolo, viene rifatta anche la tinteggiatura interna, segno che l’edificio è stato mantenuto “vivo” e seguito nel tempo.
Struttura e pianta: tre campate e abside semicircolare
L’impianto è lineare: aula unica rettangolare divisa in tre campate, chiusa da abside semicircolare. Sul retro dell’abside, a nord-ovest, si addossa il volume della sacrestia.
La struttura è in muratura portante (mattoni, intonacata dentro e fuori) e il tetto è a doppia falda con manto in tegole marsigliesi.
Le tre campate sono coperte da volte a vela, mentre l’abside è chiusa da una semicupola a tre spicchi. Inoltre, in corrispondenza degli archi tra le campate, sono presenti tiranti strutturali: un dettaglio tecnico che parla di stabilità, non di decorazione.
Facciata: San Martino a cavallo e Madonna nel timpano
La facciata è scandita da quattro paraste a tutta altezza con capitelli corinzi, su cui poggia una trabeazione alta e un timpano triangolare con dentellature. Al centro si apre il portone ligneo a due battenti, sormontato da piattabanda; subito sopra, entro cornice, compare il dipinto più riconoscibile: San Martino a cavallo con il mendicante.
Ai lati del portone si aprono due finestre alte e strette, e sopra di esse sono presenti due sfondati rettangolari. Nel timpano, invece, è raffigurata una Madonna col Bambino in un ovale centrale.
La facciata è intonacata e tinteggiata in tonalità rosata, con cornici e riquadrature chiare: perciò l’insieme resta elegante senza essere “carico”.
Interni: sobrietà, presbiterio rialzato e pala d’altare
Dentro le campate sono scandite da archi impostati su trabeazione e lesene parietali. Le superfici restano su una decorazione a tinta unita nelle tonalità degli ocra, con lesene riquadrate a finta pietra e fregi nella fascia centrale della trabeazione. La pavimentazione è in pietra.
Il presbiterio si trova nella terza campata, rialzato di un gradino e separato dall’aula da una balaustra in ferro. L’altare è in marmo, con cromie bianco-ocra, e sull’abside è collocata la pala d’altare con la Madonna col Bambino, San Martino Vescovo e San Camillo de Lellis: quindi l’iconografia è chiara e coerente con il titolo della cappella.
Campanile: sopra il tetto, verso l’abside
Il campanile è a base quadrata e si eleva al di sopra del tetto in corrispondenza dell’abside (sul lato sinistro). È diviso in due registri da una cornice in aggetto; il registro superiore ospita la cella campanaria, aperta su tutti i lati da monofore con arco ogivale. Le superfici sono intonacate e tinteggiate di bianco, con cornici giallo-ocra: un contrasto che lo rende leggibile anche da lontano.
Cappella di San Martino a Giaveno: una sosta sobria sulla strada per Ruata Sangone
La Cappella di San Martino Vescovo si trova a sud-ovest del capoluogo di Giaveno, lungo la strada che conduce verso Ruata Sangone, ed è riconoscibile per il sagrato recintato e la facciata ordinata con il dipinto di San Martino a cavallo sopra l’ingresso. L’edificio, costruito tra fine Ottocento e primi del Novecento (non compare nella cartografia del 1865), ha un impianto semplice e leggibile: aula unica in tre campate con volte a vela, abside semicircolare e sacrestia addossata sul retro. Il presbiterio è nella terza campata, rialzato di un gradino e separato da balaustra, con altare in marmo e pala d’altare raffigurante la Madonna col Bambino con San Martino Vescovo e San Camillo de Lellis. Sopra il tetto, in corrispondenza dell’abside, si alza il campanile a base quadrata, restaurato nel 2000 grazie ai borghigiani e all’Antica Società di San Martino; nel complesso la cappella è in buono stato e viene officiata per la festa del santo titolare.
Delucidazioni essenziali su storia e dettagli
A sud-ovest del capoluogo di Giaveno, lungo la strada che conduce alla borgata Ruata Sangone, con sagrato recintato e facciata ben visibile.
Non essendo presente nella cartografia del 1865, la costruzione è attribuita tra fine Ottocento e primi Novecento.
Il dipinto di San Martino a cavallo con il mendicante sopra l’ingresso.
La Madonna col Bambino insieme a San Martino Vescovo e San Camillo de Lellis.
Sì: viene ricordato il restauro del campanile nel 2000 e il rifacimento della tinteggiatura interna agli inizi del XXI secolo.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



