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Cappella di Sant’Avventino di Venaus tra boschi, sentiero panoramico e devozione di borgata

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Da Alessandro Maldera

Marzo 20, 2026

La Cappella di Sant’Avventino di Venaus è una di quelle tappe che funzionano bene proprio perché non hanno nulla di monumentale o gridato. Si trova nella frazione Molaretto, in mezzo ai boschi, in una posizione panoramica che si raggiunge a piedi lungo un sentiero. Inoltre conserva un impianto semplice, tipico della religiosità alpina locale, ma abbastanza chiaro da raccontare bene il rapporto tra paesaggio, comunità e devozione. Perciò, dentro un itinerario su cosa vedere a Venaus, è una sosta piccola ma sensata.

Le cose da sapere subito

– Si trova nella frazione Molaretto, nel territorio di Venaus
– Sorge in mezzo ai boschi, in posizione panoramica, e si raggiunge da sentiero
– La facciata è a capanna, con due lesene laterali e tetto in lose
– L’interno è a navata unica con stretta volta a padiglione unghiata
– Conserva tre nicchie sulla parete presbiteriale, pavimento in pietra e altare ligneo
– La cappella fu costruita tra 1782 e 1825 e restaurata completamente nel 1988

Dove si trova la Cappella di Sant’Avventino di Venaus

La cappella sorge nella frazione Molaretto, nel territorio comunale di Venaus, in un contesto boschivo e appartato. Non è un edificio che incontri per caso passando in auto. Al contrario, la sua collocazione chiede un avvicinamento più lento, perché si raggiunge attraverso un sentiero e si inserisce in un paesaggio che ha ancora un carattere raccolto e panoramico.

Questo aspetto conta più di quanto sembri. Infatti la cappella non va letta solo come un piccolo edificio religioso, ma anche come un punto di riferimento nel territorio. Inoltre il fatto che sia immersa nel verde ne rafforza il senso originario: non una chiesa centrale di paese, ma un luogo di devozione legato a una presenza più dispersa, tipica delle borgate di montagna.

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Com’è fatta all’esterno

Dal punto di vista architettonico, la Cappella di Sant’Avventino si presenta con una facciata molto semplice, profilata a capanna. Ai lati si notano due lesene aggettanti, che danno un minimo di ritmo al fronte senza appesantirlo. Inoltre una cornice collega le lesene all’imposta del tetto, creando una scansione pulita e ordinata.

Anche la copertura contribuisce al carattere dell’edificio. Il tetto è a due falde, con manto in lose, e si protende in facciata per proteggere l’ingresso. Sotto questa sporgenza si apre una porta semplice, affiancata da due finestre rettangolari. Sul lato destro, poi, il campanile a vela prosegue sul muro d’ambito e completa l’insieme con un segno molto tipico dell’architettura religiosa alpina minore.

L’interno della cappella

Dentro, l’impianto è a navata unica, secondo uno schema molto essenziale ma coerente con la scala dell’edificio. La copertura dell’aula è affidata a una stretta volta a padiglione unghiata, soluzione che dà all’interno una forma raccolta e continua. Non ci sono articolazioni complesse, e proprio per questo la lettura dello spazio è immediata.

Sulla parete presbiteriale si aprono tre nicchie, che introducono un minimo di profondità visiva nella parte finale dell’aula. Inoltre la pavimentazione è realizzata in lastre di pietra, mentre tra gli arredi principali compare un altare ligneo. Nel complesso, quindi, la cappella mantiene un linguaggio sobrio, senza elementi ridondanti, ma con una struttura ancora ben leggibile.

Materiali e impianto costruttivo

La struttura è realizzata in muratura portante in pietrame, intonacata e tinteggiata sia all’esterno sia all’interno. Si tratta, quindi, di una costruzione semplice nella concezione, ma solida nell’impianto. Anche le scelte materiche sono quelle tipiche del contesto alpino: pietra per la struttura, lose per la copertura, legno per parte degli arredi.

Questo equilibrio tra semplicità e funzionalità è uno degli aspetti più interessanti dell’edificio. Infatti la cappella non punta a stupire, ma a durare e a servire una comunità concreta. Inoltre la continuità tra materiali, impianto e paesaggio la rende molto coerente con il territorio in cui si trova.

La storia della cappella tra fine Settecento e primo Ottocento

Dal punto di vista storico, la costruzione della cappella va collocata tra il 1782 e il 1825. Il primo estremo cronologico è importante perché in quell’anno l’edificio non risultava ancora esistente. Il secondo, invece, segna già una situazione diversa: nel 1825 la cappella era in funzione e veniva officiata da un cappellano.

All’epoca, però, la dedicazione non era quella attuale. La cappella risultava infatti intitolata a San Luigi Gonzaga ed era di proprietà del maestro di posta Giovanni Battista Chiapussi. Questo dato è interessante, perché lega l’edificio non solo alla devozione locale ma anche a una figura precisa del territorio. Inoltre aiuta a capire che la storia della cappella non è lineare neppure nel nome: oggi è ricordata come Sant’Avventino, ma nell’Ottocento la titolazione documentata era diversa.

Il restauro del 1988 e lo stato di conservazione

Un passaggio decisivo per la conservazione della cappella è il restauro completo del 1988. Senza quell’intervento, con ogni probabilità, la leggibilità attuale dell’edificio sarebbe stata molto più debole. Invece oggi la struttura viene segnalata in buono stato di conservazione, e questo permette ancora di riconoscerne con chiarezza l’impianto, i materiali e il linguaggio architettonico.

Il buon stato generale non va dato per scontato, soprattutto per edifici piccoli, decentrati e immersi in ambiente boschivo. Proprio per questo il restauro pesa nella lettura del bene: non come dettaglio tecnico secondario, ma come ragione concreta della sua sopravvivenza.

I motivi per una sosta

La Cappella di Sant’Avventino di Venaus merita attenzione soprattutto se stai costruendo un itinerario fatto non solo di “cose famose”, ma di luoghi che spiegano davvero il territorio. Infatti qui trovi una combinazione molto chiara: posizione appartata, architettura religiosa minore, materiali alpini, storia locale e rapporto stretto con il paesaggio.

Non è una cappella che colpisce per ricchezza decorativa o monumentalità. Tuttavia funziona proprio per la sua misura raccolta.

Dubbi comuni tra storia, sentiero e architettura

Dove si trova la Cappella di Sant’Avventino di Venaus?

La cappella si trova nella frazione Molaretto, nel territorio di Venaus, in posizione panoramica e immersa nei boschi.

Si raggiunge facilmente?

Non è una tappa da bordo strada. Infatti si arriva attraverso un sentiero, e proprio questo contribuisce al suo carattere raccolto e appartato.

Quando è stata costruita?

La costruzione va collocata tra il 1782, quando non risultava ancora esistente, e il 1825, quando era già funzionante e officiata da un cappellano.

Ha sempre avuto questa intitolazione?

No. Nel 1825 la cappella risulta intitolata a San Luigi Gonzaga. Oggi, invece, è conosciuta come Cappella di Sant’Avventino.

Quali elementi architettonici conserva?

Conserva una facciata a capanna con due lesene laterali, tetto in lose, campanile a vela, interno a navata unica, tre nicchie presbiteriali, pavimento in pietra e altare ligneo.

È stata restaurata?

Sì. La cappella è stata completamente restaurata nel 1988 e oggi si presenta in buono stato di conservazione.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende