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Cappella di Sant’Anna a Sauze di Cesana: la piccola chiesa di Bessen Haut tra lose, affresco e ricostruzione ottocentesca

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Da Alessandro Maldera

Marzo 19, 2026

La Cappella di Sant’Anna è una tappa piccola ma densa, perfetta dentro “Cosa vedere a Sauze di Cesana”. Si trova nell’abitato di Bessen Haut (area di Cesana Torinese) e, anche se discreta, si riconosce subito per la facciata a capanna con oculo e affresco della Santa. Inoltre, la sua storia è concreta: nasce nel 1668, viene distrutta da un incendio e poi ricostruita nell’Ottocento. Quindi, in pochi metri, ti racconta devozione, comunità e architettura di montagna.

Dettagli chiave in 30 secondi

– Facciata a capanna con oculo centrale e due finestrelle quadrate
Affresco di Sant’Anna sopra la porta
– Tetto in lose con falde sporgenti a protezione dell’ingresso
Campanile a base quadrata con cuspide e acroteri
– Interno a navata unica con volte diverse tra aula e presbiterio

Dove si trova e perché vale una sosta

La cappella sorge all’interno dell’abitato di Bessen Haut, quindi non è un edificio isolato nei prati: la incontri “nel vivo” della borgata. Perciò funziona bene come tappa breve, soprattutto se stai facendo un giro lento tra case, strade e cappelle di zona. Inoltre, pur essendo una costruzione semplice, conserva dettagli esterni molto leggibili, che rendono la visita immediata.

La storia: dal 1668 alla ricostruzione dopo l’incendio

La cappella viene edificata nel 1668 per volontà del parroco di Sauze di Cesana, don Esprit Garcin, in accordo con gli abitanti della borgata. È un dato importante perché spiega l’origine “di comunità”: nasce per chi viveva lì, non come gesto ornamentale.

Tuttavia, nel tempo l’edificio subisce un evento drastico: viene completamente distrutto da un incendio. Di conseguenza, nel 1861 viene ricostruito, riportando la cappella alla funzione religiosa. Infine, nel 1868, la facciata viene completata tramite intonacatura, chiudendo il ciclo di ripartenza ottocentesca.

Com’è fatta fuori: facciata a capanna, oculo e tetto che protegge l’ingresso

La facciata è profilata a capanna e gioca su pochi segni riconoscibili. Al centro, in asse con la porta, compare una finestra a oculo circolare; ai lati, invece, ci sono due piccole finestre quadrate, che alleggeriscono il fronte senza renderlo “chiassoso”. Inoltre, sopra la porta, si trova un affresco della Santa titolare, dettaglio che dà identità immediata all’edificio.

Un altro particolare pratico e tipicamente alpino riguarda le coperture: le due falde del tetto (con manto in lose) sporgono in avanti e “coprono” l’ingresso. Quindi non è solo estetica: è protezione, contro neve e pioggia.

Il campanile: base quadrata e cuspide con acroteri

Il campanile si imposta sul muro d’ambito destro. Ha base quadrata e termina con una copertura cuspidata, con acroteri agli spigoli: un profilo netto, semplice, ma molto riconoscibile nel paesaggio di borgata. Inoltre, questa soluzione mantiene l’impianto compatto: campanile e cappella dialogano senza creare volumi eccessivi.

Interno: navata unica, volte diverse e abside piatta

All’interno la cappella segue uno schema a navata unica, quindi l’aula si legge in modo diretto e senza complicazioni. Tuttavia, la copertura cambia tra gli spazi: la zona dell’aula è coperta da una volta a crociera, mentre il presbiterio usa una volta a botte con unghie. Infine, la chiesa si conclude con un’abside piatta, scelta meno comune dell’abside semicircolare, ma coerente con l’impianto essenziale.

A separare aula e presbiterio c’è un arcone, che segna la zona liturgica senza chiuderla. Nel complesso lo stato di conservazione è discreto, quindi l’edificio resta leggibile e utilizzabile.

Materiali, pavimento e arredi: il “legno” come filo conduttore

La struttura portante è in muratura con finitura a intonaco: in facciata è tinteggiata, mentre sugli altri lati l’intonaco resta più “al naturale”. Anche l’interno è intonacato, tinteggiato e decorato, quindi l’ambiente appare curato senza essere eccessivo.

Il pavimento è in tavolato ligneo e, coerentemente, anche gli arredi principali sono in legno: altare, altare a pariete seiunctum e tabernacolo lignei. Di conseguenza, l’impressione generale è calda e raccolta, più da cappella di borgata che da chiesa “monumentale”.

Risposte essenziali prima di passare

Quando è stata costruita la Cappella di Sant’Anna?

È stata edificata nel 1668 per volontà di don Esprit Garcin, parroco di Sauze di Cesana, insieme agli abitanti della borgata.

Perché si parla di ricostruzione nel 1861?

Perché la cappella fu distrutta da un incendio e quindi venne ricostruita nel 1861; inoltre la facciata fu completata a intonaco nel 1868.

Qual è il dettaglio esterno più riconoscibile?

L’insieme facciata a capanna + oculo centrale + affresco di Sant’Anna, e soprattutto le falde in lose che sporgono a proteggere l’ingresso.

Com’è organizzato l’interno?

È una navata unica: volta a crociera nell’aula, volta a botte con unghie nel presbiterio e conclusione con abside piatta, separata dall’aula da un arcone.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende