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Chiesa di San Giovanni Battista di Salbertrand: protiro monumentale, affreschi e arredi tra Medioevo e Seicento

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Da Alessandro Maldera

Marzo 18, 2026

La Chiesa di San Giovanni Battista è la parrocchiale di Salbertrand e si riconosce subito perché sorge isolata sulla piazza principale, vicino alla statale in direzione Bardonecchia. È un edificio tardo-gotico a tre navate, ma soprattutto custodisce un protiro davvero raro in Valle di Susa e un patrimonio di affreschi che attraversa più secoli. Inoltre, qui i dettagli architettonici non sono “ornamento”: spiegano il ruolo della chiesa nella vita del paese. Perciò, anche una visita breve può diventare sorprendentemente densa.

Dettagli che rendono unica San Giovanni a Salbertrand

Indirizzo: Piazza Martiri della Libertà (Salbertrand)
– In piazza, vicino alla statale: accesso comodo e immediato
Protiro monumentale (1536) con archetti trilobati e volta a crociera costolonata
– Portale in pietra (1512) con arco “a carena rovesciata” di gusto gotico-francese
– Interno a tre navate con volte a crociera a sesto acuto e pilastri polilobati
Affreschi tra XIV e XVI secolo, incluso il Giudizio Universale (1536 ca.)
– Retable maggiore (1667) e museo parrocchiale con oreficerie e tessili (XVI–XIX secolo)

Dove si trova e perché è una tappa obbligata a Salbertrand

La chiesa occupa un punto centrale e “pubblico”: è sulla piazza Martiri della Libertà e, quindi, è facile inserirla in un giro a piedi nel paese. Tuttavia non è solo comoda: è uno dei casi più riconoscibili di architettura tardo-gotica locale, con un ingresso scenografico che anticipa quello che trovi dentro. Di conseguenza, se cerchi un luogo che racconti Salbertrand con un colpo solo (spazio, pittura, devozione e artigianato), questa è la tappa più logica.

Tra borgo, Gran Bosco e cappelle Il bello di Salbertrand sta proprio nell’incastro tra natura, architettura religiosa e memoria del lavoro alpino. Per questo avere una panoramica chiara prima di partire aiuta parecchio e ti evita un giro fatto male. Scopri qui le tappe da vedere

Il protiro monumentale e il portale “a carena rovesciata”

Davanti alla facciata è addossato un protiro monumentale, coperto da una volta a crociera costolonata. Il suo profilo a capanna è segnato da archetti trilobati che si ripetono anche sulle pareti laterali: non è un dettaglio casuale, perché “incornicia” l’accesso e lo rende subito riconoscibile. L’arcata frontale poggia su due pilastri ottagonali con capitello “cubico”, mentre l’attacco alla facciata è risolto con lesene affiancate da colonnine.

Il cuore dell’ingresso è il portale in pietra: c’è un arco a tutto sesto e, inoltre, un secondo arco dalla forma gotico-francese, a carena rovesciata. È un segno forte, quasi “grafico”, che rende l’entrata più teatrale e, allo stesso tempo, più solida e leggibile.

Interno a tre navate: struttura gotica e percezione dello spazio

Dentro la chiesa si sviluppa su tre navate con una sola abside orientata a est, mantenendo le caratteristiche delle costruzioni tardo-gotiche a sistema costruttivo “alternato”. La navata centrale risulta più slanciata delle navate laterali perché è separata dalle navatelle da una coppia di pilastri polilobati: quindi lo sguardo viene guidato in avanti, verso il presbiterio.

Le volte sono ampie crociere a sesto acuto, con costoloni e tondo centrale in pietra decorata. In controfacciata trovi una bussola lignea con sopra cantoria e organo a canne: un elemento pratico, ma anche scenografico, perché chiude il fondo dell’aula con un “palco” di legno.

Affreschi e cicli pittorici: cosa guardare con attenzione

Qui la pittura non è un contorno: è una parte sostanziale dell’esperienza. Il protiro racchiude il portale a carena rovesciata (datato 1512), mentre la fiancata esterna meridionale conserva un ciclo dei Vizi e delle Virtù di inizio XVI secolo: è un “manuale visivo” che parla a chiunque, anche senza spiegazioni lunghe.

All’interno, nella navata destra compaiono scene della vita di Sant’Antonio e, inoltre, i santi Cosma, Damiano, Rocco e Colombano, realizzate nel 1508 dal pittore aviglianese Giovanni Dideri. Sempre nella navata destra, nelle vele della testata, c’è la Madonna della Misericordia (XVI secolo). Dall’altra parte, la navata sinistra ospita alla testata una Pietà (XVI secolo), l’uomo del dolore e la Vergine con San Giovanni (XIV secolo), mentre sulle pareti compare il miracolo di Sant’Eligio (XVI secolo). Infine, in controfacciata è presente un Giudizio Universale databile attorno al 1536.

Arredi: retabli, cantoria e museo parrocchiale

L’area absidale è dominata da un retable importante: intagliato, dorato e dipinto, opera di Jean Faure di Thures datata 1667. Non è solo grande: organizza l’altare come un vero “teatro sacro” e, quindi, cambia anche la percezione dello spazio. All’interno dello stesso complesso compare un tabernacolo monumentale attribuito a una bottega di Grenoble dello stesso periodo.

In più, la navata destra ospita un secondo retable, dorato e dipinto, databile alla seconda metà del XVII secolo. La cantoria in controfacciata, invece, è in legno intagliato e scolpito e porta la data 1535. Nella sacrestia è allestito il museo parrocchiale, con oreficerie e tessili datati tra XVI e XIX secolo: quindi la visita può continuare anche “dietro le quinte”.

Storia in breve: dalle prime citazioni al Settecento

La chiesa è citata a partire dal 1057 e, inoltre, compare nel 1065 tra le chiese donate alla Prevostura di San Lorenzo d’Oulx dal vescovo di Torino Cuniberto: segni che raccontano una presenza già strutturata nel territorio. Poi, tra fine Medioevo e Rinascimento, arrivano gli interventi che oggi saltano all’occhio: nel 1508 Giovanni Dideri realizza il ciclo affrescato nella navata destra; nel 1512 viene costruito il portale lapideo a carena rovesciata da Matheus Rode di Melezet; nel 1535 si realizza la cantoria lignea.

Nel 1536 viene costruito il protiro monumentale, un unicum architettonico di questa tipologia in Valle di Susa, e nello stesso torno di anni si colloca anche il Giudizio Universale in controfacciata. Infine, alla metà del Settecento, il campanile romanico viene sopraelevato di tre livelli su progetto dell’architetto di Exilles Giovanni Santo Ruscha: quindi l’immagine esterna che vedi oggi è il risultato di secoli di stratificazioni

La parrocchiale di San Giovanni Battista nel contesto di Salbertrand

La Chiesa di San Giovanni Battista di Salbertrand è il principale edificio religioso del paese e rappresenta una delle tappe più importanti per capire la storia locale. Infatti la parrocchiale non è solo un luogo di culto: racconta l’evoluzione del borgo tra Medioevo e età moderna attraverso architettura, affreschi e arredi. Inoltre la sua posizione, isolata sulla piazza principale vicino alla strada statale per Bardonecchia, la rende facilmente riconoscibile e centrale nella vita del paese.

Per questo motivo la chiesa è una tappa quasi inevitabile per chi visita Salbertrand. Qui, infatti, si incontrano elementi architettonici rari in Valle di Susa, come il protiro monumentale del XVI secolo, ma anche un patrimonio decorativo che attraversa diversi secoli. Di conseguenza la visita permette di cogliere in un unico luogo arte, devozione e storia del territorio, offrendo uno sguardo completo sul passato della comunità locale.

FAQ – come orientarsi tra protiro, affreschi e navate

La chiesa è facile da raggiungere a piedi?

Sì: è sulla piazza principale e, inoltre, è vicina alla statale per Bardonecchia, quindi la trovi senza giri strani

Qual è l’elemento architettonico più raro da vedere?

Il protiro monumentale del 1536: è un unicum di questa tipologia in Valle di Susa e cambia completamente l’impatto della facciata

Cosa devo guardare per capire gli affreschi?

Inizia dalla fiancata meridionale con Vizi e Virtù, poi entra e cerca il Giudizio Universale in controfacciata: così ti fai subito un’idea del “peso” pittorico della chiesa

Ci sono opere d’arredo davvero importanti?

Sì: spicca il retable maggiore del 1667 e, inoltre, nella sacrestia c’è un museo parrocchiale con oreficerie e tessili datati tra XVI e XIX secolo

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende