Chianocco in Val di Susa: origini, fortificazioni medievali, leggende e memoria della Resistenza

Da Alessandro Maldera
Marzo 16, 2026

Chianocco è un piccolo comune della bassa Val di Susa, però la sua storia è grande perché nasce e cresce su un corridoio naturale tra Torino e l’arco alpino. Qui, infatti, il paesaggio non fa solo da sfondo: decide passaggi, difese e identità. In queste righe trovi le origini medievali documentate, le fortificazioni, le tracce religiose, le leggende e i fatti del Novecento legati alla Resistenza.
Memoria civile e territorio: il senso di Chianocco
1029: feudo donato dai Marchesi di Torino all’abbazia di San Giusto
1091: (secondo alcuni studiosi) morte di Adelaide di Susa a Chianocco
XII secolo: Casaforte inferiore, architettura civile romanica ben conservata
1234: Bertrand di Montmélian costruisce una fortificazione (ascesa Bertrandi)
XIII secolo: Casaforte di Chianocco legata ai Bertrandi
XIII–XIV secolo: Castello superiore con mastio e salone baronale affrescato
Metà 1400: centralità feudale dei Bertrandi fino a metà Quattrocento
Fino al fascismo: nome ufficiale “Chianoc”
Giugno 1944: uccisione del partigiano Gino
8 luglio 1944: battaglia di Balmafol, vittoria partigiana
Dove si colloca Chianocco e perché la sua posizione conta
Chianocco si trova lungo l’asse della Val di Susa, quindi in un territorio che da secoli collega l’Italia ai valichi occidentali verso la Francia. Prima delle infrastrutture moderne, infatti, la valle era già attraversata da vie commerciali e militari, e il territorio comunale rientrava in questo flusso continuo di persone e merci.
Di conseguenza, anche quando il borgo resta “piccolo” nei numeri, diventa centrale come presidio e come punto di passaggio.
Origini medievali documentate: feudo del 1029 e nome storico Canusco
Le origini di Chianocco sono attestate dall’XI secolo. In particolare, nel 1029 il luogo risulta come feudo donato dai Marchesi di Torino all’abbazia di San Giusto. Inoltre, nelle fonti medievali il paese compare con il nome di Canusco, segno di una lunga stratificazione linguistica e amministrativa.
C’è anche un legame che la tradizione locale conserva con Adelaide di Susa, marchesa di Torino nell’XI secolo e suocera dell’imperatore Enrico IV: secondo alcuni studiosi, infatti, Adelaide sarebbe morta proprio a Chianocco nel 1091.
Un borgo fortificato: almeno tre strutture difensive e l’ombra dei Savoia
Nel Medioevo Chianocco non è solo un villaggio rurale: è, piuttosto, un nucleo fortificato. Le ricostruzioni storiche parlano di almeno tre fortificazioni, e questo dettaglio è coerente con una valle dove controllare i passaggi significava potere.
Inoltre, sotto l’influenza dei Savoia, l’area mostra segni di prosperità: castello e caseforti non sono “decorazioni”, ma strumenti di controllo e rappresentanza.
Bertrandi e fortificazioni: la svolta del 1234 e il ruolo fino a metà Quattrocento
Tra le famiglie legate alla storia locale spiccano i Bertrandi. Nel 1234, infatti, Bertrand di Montmélian (considerato il capostipite della casata) costruì una nuova fortificazione nel borgo, consolidando la presenza della famiglia, arrivata in valle al seguito dei Savoia.
La casaforte principale, che ha mantenuto il nome del paese, diventa poi il centro di una famiglia feudale importante della bassa Valle di Susa fino alla metà del 1400 circa.
Casaforte inferiore e castello superiore: due edifici, due funzioni
Chianocco è particolare perché conserva la memoria di due strutture distinte:
- Casaforte (inferiore): risale al XII secolo ed è considerata uno degli esempi più conservati di architettura civile romanica in Piemonte
- Castello (superiore): edificio tra XIII e XIV secolo, con un mastio imponente e un salone baronale affrescato
In parallelo, viene ricordata anche la Casaforte di Chianocco (XIII secolo), collegata alla famiglia Bertrandi: così, il “tema fortificazioni” non è un episodio, ma una vera struttura portante della storia del paese.
La chiesa plebana dei Santi Pietro e Paolo e il patrimonio di leggende
Accanto alle pietre “di difesa”, Chianocco conserva anche pietre “di culto”. La chiesa plebana dei Santi Pietro e Paolo, infatti, risale all’XI secolo ed è uno dei riferimenti religiosi storici del territorio.
E qui entra in scena anche il folklore: attorno ai luoghi e alle forme del paesaggio circolano leggende locali, comprese storie di streghe legate alle formazioni rocciose e al territorio, tramandate nel tempo.
Dallo Stato sabaudo alla modernità: continuità agricolo-artigianale e nuove connessioni
Con il consolidarsi dello Stato sabaudo, Chianocco mantiene una vocazione soprattutto agricolo-artigianale. La modernizzazione, però, non arriva come uno “strappo”: procede gradualmente e rafforza i legami con i centri vicini della valle.
Poi, tra Ottocento e Novecento, il ritmo cambia: strade più efficienti, la ferrovia e collegamenti sempre più stretti con Torino inseriscono il paese in una rete territoriale più ampia. Tuttavia, l’identità locale resta riconoscibile, proprio perché si adatta senza dissolversi.
Seconda guerra mondiale: Resistenza, Balmafol e un episodio tragico nel giugno 1944
Nel Novecento la Val di Susa è uno dei territori segnati dalla storia della Resistenza, e Chianocco ne conserva una memoria forte. In particolare, l’8 luglio 1944 si svolse la battaglia di Balmafol, ricordata come una significativa vittoria partigiana, ottenuta anche sfruttando la conformazione del terreno.
Ma la storia recente include pure una pagina dolorosa: nel giugno 1944 viene ricordato il tragico episodio dell’uccisione del partigiano Gino.
Toponomastica e simboli civici: Chianoc, stemma e gonfalone
C’è un dettaglio “da archivio” che dice molto: fino all’epoca fascista il nome ufficiale del comune era Chianoc.
Quanto ai simboli, lo stemma è descritto così: “partito d’oro e di rosso, al leone attraversante al naturale. Ornamenti esteriori da Comune”. Il gonfalone in uso, invece, è un drappo partito di giallo e rosso, però con una particolarità: lo stemma è rappresentato con gli smalti invertiti, cioè di rosso e d’oro.
Chianocco oggi: radici di valle e sguardo “europeo”
Oggi Chianocco conserva il carattere dei borghi valsusini: legame con il paesaggio, senso di comunità e memoria storica viva. Eppure, proprio perché è nato su un corridoio di transito, racconta anche la doppia anima della valle: locale, ma insieme europea, perché da qui passano strade, persone e storie da secoli.
Un paese piccolo, una storia densa: la sintesi di Chianocco
Chianocco, oggi, è un riassunto credibile della Val di Susa: un borgo piccolo ma strategico, nato su un asse di passaggio e cresciuto tra feudi medievali, fortificazioni e identità comunitaria. Inoltre la sua memoria non è solo “storia antica”: passa anche dalla Resistenza e da episodi precisi come Balmafol (8 luglio 1944), che restano dentro il racconto collettivo. Per questo, se vuoi capire Chianocco, devi leggerlo così: pietra, territorio e transiti, però con radici che tengono ancora, anche quando tutto intorno cambia
Chianocco: risposte per orientarsi nella storia
Le origini sono documentate dall’XI secolo. Inoltre nel 1029 risulta un feudo donato dai Marchesi di Torino all’abbazia di San Giusto
La casaforte inferiore risale al XII secolo ed è un esempio di architettura civile romanica. Il castello superiore è tra XIII e XIV secolo, con mastio e salone baronale affrescato
Perché nel 1234 Bertrand di Montmélian costruì una fortificazione nel borgo, e la casata diventò centrale in bassa valle fino a metà Quattrocento
È uno scontro della Resistenza in Val di Susa ricordato come una vittoria partigiana, favorita anche dalla conformazione del terreno
Il drappo è giallo e rosso, però lo stemma è rappresentato partito con gli smalti invertiti, cioè di rosso e d’oro

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



