Cappella di Sant’Anna di Novalesa: affreschi seicenteschi, architettura semplice e borgata storica

Da Alessandro Maldera
Marzo 16, 2026

La Cappella di Sant’Anna di Novalesa è una tappa piccola, ma con carattere: sta nella borgata omonima e si riconosce subito per la facciata a capanna e il tetto in lose che sporge a proteggere l’ingresso. Inoltre, qui la pittura sacra non è un dettaglio: resti di affreschi sono visibili fuori e, soprattutto, continuano all’interno. Perciò vale la sosta anche solo per “leggere” i particolari.
- Indirizzo: Borgata Sant’Anna, 10050 Novalesa (TO)
In sintesi: cosa notare a Sant’Anna
- Luogo: Borgata Sant’Anna, Novalesa (TO)
- Epoca: cappella di inizio XVII secolo; statua d’altare datata 1616
- Facciata: profilo a capanna con paraste; finestra a mezzaluna sopra la porta
- Tetto: due falde in lose con forte sporgenza a protezione dell’ingresso
- Campanile: semplice campanile a vela sul lato destro
- Interno: navata unica con volta a crociera e abside piatta; pavimento in pietra
- Affreschi: esterni e interni, con Dio Padre benedicente e Santi (seconda metà XVII secolo)
- Restauro: intervento documentato 1966–1967
Una cappella di borgata con facciata a capanna e campanile a vela
La cappella sorge nella borgata Sant’Anna ed è stata edificata all’inizio del XVII secolo. La facciata, profilata a capanna e chiusa agli spigoli da paraste, è essenziale: al centro la porta, mentre sopra compare una finestra a mezzaluna molto schiacciata. Inoltre le due falde del tetto, con manto in lose, avanzano oltre il filo del muro e quindi creano una protezione naturale per l’ingresso. Sulla destra, sul muro d’ambito, si alza un campanile a vela, un segno semplice ma riconoscibile anche da lontano.
Spazio interno: navata unica, volta a crociera e abside piatta
Dentro, l’impianto è lineare: navata unica coperta da volta a crociera e conclusa da un’abside piatta. La struttura è in pietrame intonacato: in facciata l’intonaco è anche tinteggiato e affrescato, mentre sugli altri lati la muratura resta più “naturale”. Internamente, invece, l’aula è intonacata, tinteggiata e decorata; la volta poggia su una cornice ed è accolta da quattro peducci. Il pavimento, infine, è in lastre di pietra, coerente con l’impianto alpino.
Gli affreschi del Seicento: cosa raccontano e dove guardarli
Qui la parte più forte è la decorazione. In sommità, sulla facciata, si conservano resti di affreschi seicenteschi di buona qualità; tuttavia il cuore sta dentro, perché le pareti risultano coperte da pitture. Gli affreschi, presenti anche nell’area absidale, raffigurano Dio Padre benedicente e Santi e sono attribuibili alla seconda metà del Seicento. Quindi la cappella funziona come “scrigno” di iconografia locale: piccola, ma completa.
Cenni storici: la data 1616 e i restauri del Novecento
La cappella è legata al primo Seicento e un dettaglio lo conferma in modo diretto: la statua dell’altare principale, che raffigura Sant’Anna, porta la data 1616. In seguito, l’edificio è stato restaurato nel 1966–1967, e questo spiega perché oggi risulti in ottimo stato di conservazione. Inoltre, nel materiale storico locale compaiono anche interventi importanti sulla parrocchiale del paese tra 1898–1912, il rifacimento del tetto nel 1942 e manutenzioni tra 1968–1977: segnali di un’attenzione diffusa al patrimonio religioso di Novalesa, non solo a una singola chiesa.
Cappella di Sant’Anna di Novalesa: affreschi e architettura alpina
La Cappella di Sant’Anna di Novalesa si trova nella borgata omonima ed è un esempio pulito di devozione di inizio Seicento. La facciata a capanna, chiusa da paraste, è essenziale ma riconoscibile: sopra la porta spicca una finestra a mezzaluna molto appiattita e, a destra, un semplice campanile a vela. Inoltre il tetto in lose sporge oltre il muro, creando un riparo naturale per l’ingresso. L’interno è a navata unica con volta a crociera e abside piatta, con pavimento in lastre di pietra e murature in pietrame intonacato. Il motivo principale per fermarsi, però, sono le decorazioni: resti di affreschi sono visibili in alto sulla facciata e, soprattutto, sulle pareti interne e nell’area absidale, con immagini di Dio Padre benedicente e Santi, attribuite alla seconda metà del XVII secolo. Un dettaglio “firmato” dalla storia è la statua dell’altare, dedicata a Sant’Anna e datata 1616; la cappella è stata restaurata nel 1966–1967, motivo per cui oggi si presenta in ottime condizioni.
Dubbi frequenti su questa cappella di Novalesa
Nella borgata Sant’Anna di Novalesa (provincia di Torino), una piccola frazione con cappella addossata al tessuto di borgata.
Soprattutto gli affreschi seicenteschi, visibili sia in facciata (resti in alto) sia all’interno, dove coprono pareti laterali e zona absidale.
La statua di Sant’Anna sull’altare principale, che reca la data 1616.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



