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Cappella di Sant’Ippolito di Salbertrand: la cappella di Moncellier tra storia e devozione locale

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Marzo 15, 2026

La Cappella di Sant’Ippolito di Salbertrand si incontra a Moncellier, lungo la strada, proprio all’inizio dell’abitato. È una cappella piccola e lineare, ma con una storia concreta: citata già nel 1712, ha attraversato periodi di abbandono, interdizione e recupero. Inoltre, pur nella semplicità, conserva elementi architettonici tipici delle cappelle di valle, dal tetto in lose al campanile a vela.

Lose, campanile a vela e navata unica: promemoria

Dove: località Moncellier, Salbertrand, lungo la strada all’inizio dell’abitato
Esterno: facciata a capanna, tetto in lose sporgente e campanile a vela a destra
Ingresso: arco ribassato con portale ligneo centinato a pannelli inchiodati e piccola croce lignea
Interno: navata unica, abside piatta e volta a botte unghiata
Pavimento: lastre di pietra
Arredi: altare ligneo a pariete seiunctum
Date: citata nel 1712; stato mediocre nel 1795; interdetta nel 1843; restauri tra 1846 e 1906

Dove si trova: Moncellier, all’inizio dell’abitato

La cappella sorge a Moncellier, località di Salbertrand, in posizione immediata e leggibile: è lungo la strada e segna l’ingresso del paese. Perciò è una tappa facile da inserire in un giro a piedi, soprattutto se stai costruendo un itinerario di cappelle e borgate.

Tra natura protetta e memoria alpina Visitare Salbertrand significa passare da un paesaggio boschivo molto forte a edifici che raccontano lavoro, devozione e comunità di montagna. Questa guida raccoglie le tappe più utili per costruire un percorso pulito. Leggi la guida completa

L’esterno: facciata a capanna, ingresso protetto e campanile a vela

All’esterno la cappella presenta una facciata a semplice capanna, chiusa inferiormente da uno zoccolo intonacato. La copertura è un tetto a due falde con manto in lose e, cosa importante, le falde si protendono verso la facciata per proteggere l’ingresso.

L’accesso è ad arco ribassato e il portale è centinato, in legno, con pannelli inchiodati. Sopra, una piccola croce lignea completa il fronte senza aggiungere altro: essenziale ma coerente. Sulla destra, inoltre, emerge dal tetto il campanile a vela, discreto ma riconoscibile.

L’interno: navata unica e abside piatta con volta a botte unghiata

Dentro lo schema è pulito: impianto a navata unica che termina con abside piatta. La copertura interna è una volta a botte unghiata, una soluzione tipica e funzionale, che rende l’ambiente compatto e raccolto. Quindi non aspettarti grandi effetti scenografici: qui il valore è nella misura e nella continuità con la tradizione locale.

Struttura e materiali: intonaci, lose e pavimento in pietra

Dal punto di vista costruttivo la cappella ha muratura portante di tipo misto: in facciata è intonacata e tinteggiata, mentre sui restanti lati l’intonaco è lasciato al naturale. All’interno è intonacata e tinteggiata.

Il pavimento è in lastre di pietra, scelta logica per resistenza e manutenzione. Tra gli arredi è presente un altare a pariete seiunctum ligneo.

Lo stato di conservazione è indicato come discreto, però sono segnalate efflorescenze su pareti e volte: quindi, se la visiti, vale la pena guardare anche questi segni, perché raccontano la vita reale dell’edificio.

Storia: dal legato del 1712 all’interdizione, poi il recupero

La cappella risulta già esistente nel 1712, anno in cui fu beneficiata da un legato per messe: quindi era già inserita nella rete devozionale locale. Tuttavia, col tempo, le condizioni peggiorarono: nel 1795 risultava in stato mediocre e nel 1843 fu addirittura interdetta a causa del pessimo stato di conservazione.

Eppure non finisce lì. Proprio perché era un punto di riferimento per la comunità, la cappella fu restaurata in un periodo lungo, tra il 1846 (quando risultava ancora interdetta) e il 1906, anno in cui viene indicata nuovamente in buono stato. In altre parole: è una cappella che ha rischiato di sparire, ma è rimasta.

Cappella di Sant’Ippolito di Salbertrand: cosa la rende interessante

La Cappella di Sant’Ippolito di Salbertrand, a Moncellier, è una tappa piccola ma utile per leggere il territorio senza romanticismi inutili. Infatti è proprio la sua posizione “di bordo”, lungo la strada e all’inizio dell’abitato, a darle senso: non nasce per stupire, ma per servire una comunità. Inoltre l’architettura è quella essenziale delle cappelle di valle: facciata a capanna, tetto in lose che sporge a protezione dell’ingresso, campanile a vela e interno a navata unica con abside piatta. Eppure la storia pesa: citata nel 1712, poi descritta in condizioni mediocri e interdetta nel 1843, viene recuperata con restauri lunghi fino al 1906. Quindi, se la guardi bene, non è “solo una cappelletta”: è un segno concreto di continuità, con addosso anche le sue fragilità (come le efflorescenze sulle pareti e sulle volte) che raccontano più del decoro.

Perché vale la sosta a Moncellier

Dove si trova la Cappella di Sant’Ippolito di Salbertrand?

Si trova a Moncellier, lungo la strada, all’inizio dell’abitato

Quali sono le date storiche principali della cappella?

È citata nel 1712, risulta interdetta nel 1843 e viene restaurata tra 1846 e 1906

Com’è fatta la cappella all’esterno?

Ha facciata a capanna, tetto in lose sporgente e campanile a vela sulla destra

Che tipo di interno ha?

È a navata unica, con abside piatta e volta a botte unghiata

In che condizioni si trova oggi?

Lo stato è indicato come discreto, con efflorescenze su pareti e volte

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende