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Fontana della Venere di Giaveno nel Parco Marchini: storia, significato della statua e restauro 2016

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Da Alessandro Maldera

Marzo 05, 2026

La Fontana della Venere di Giaveno è uno di quei dettagli che molti chiamano “scontati” finché non li guardano bene. Si trova nel Parco comunale Maria Teresa Marchini, davanti al Comune, ed è visitabile dall’esterno in qualunque momento. Inoltre, dopo il restauro del 2016, è emersa una cosa che cambia la lettura: la statua non rappresenta Venere, ma il rapimento di Nereide da parte di Tritone.

Focus sulla Fontana

  • Nome: Fontana della Venere (tradizione locale)
  • Dove: Parco comunale “Maria Teresa Marchini”, Via Francesco Marchini 1
  • Datazione: fine Ottocento (statua prodotta agli inizi del ’900)
  • Autore: Giovanni Battista Aloatti
  • Restauro: 2016, con chiarimento sul soggetto iconografico

Dove si trova e come si visita

La fontana è nel Parco comunale “Maria Teresa Marchini”, con accesso da Via Francesco Marchini, 1 (Giaveno). È un punto facile da intercettare, perché il parco è collocato davanti al municipio.
In più, sul fondo del parco ci sono delle scale che immettono verso una via del centro storico: quindi, volendo, la visita si incastra bene in una passeggiata “a cerchio”. Allo stesso tempo, la fontana è vicina a un tratto di antiche mura di cinta, dettaglio che dà contesto e non la lascia “isolata” nel verde.
L’area risulta aperta 24 ore su 24, quindi puoi passarci anche solo per un colpo d’occhio.

Perché si chiama “Venere”, ma non è Venere

In città la fontana è conosciuta come “Fontana della Venere”. Tuttavia, durante il restauro del 2016 si è chiarito che la figura non raffigura Venere: rappresenta invece il rapimento di Nereide, ninfa del mare, da parte di Tritone.
Quindi il nome popolare resta utile per riconoscerla, però il soggetto reale è un altro. E, proprio per questo, vale la pena fermarsi un attimo: cambiano i dettagli che noti e il modo in cui leggi la scena.

Quando nasce la fontana e chi la realizza

La fontana viene collocata a fine Ottocento, in un’epoca in cui anche nei centri di valle cresce la voglia di arredi urbani “decorativi” e riconoscibili.
La statua è attribuita a Giovanni Battista Aloatti ed è indicata come prodotta agli inizi del Novecento. Di conseguenza, l’insieme racconta un passaggio tra due secoli: impostazione tradizionale, ma con un gusto che guarda già a nuove linee e a nuove mode.

Materiali e tecnica: cosa la rende particolare

Non è una fontana “di marmo” nel senso classico. Infatti l’opera è realizzata con cementi artistici e inerti, con un nucleo in calcestruzzo rinforzato da tondini di ferro.
Questa scelta è coerente con molte produzioni decorative tra fine ’800 e primi ’900: materiali più “moderni”, più plasmabili, e quindi adatti a effetti scenografici, rilievi e superfici movimentate.

Stili mescolati: neoclassico, Art Nouveau e conchiglia barocca

Qui la cosa interessante è il mix. La fontana mette insieme più registri: da un lato richiami al neoclassicismo, dall’altro un gusto più morbido e “ornamentale” che rimanda all’Art Nouveau. In mezzo, spunta anche il barocco della conchiglia, che dà teatralità e rende l’insieme più riconoscibile.
In sintesi: non è un oggetto “puro” di stile, ma proprio per questo ha carattere.

Il restauro del 2016: perché conta davvero

Nel 2016 la statua è stata restaurata quando era in degrado avanzato, con parti mancanti e molta sporcizia accumulata. E proprio in quel contesto è stata chiarita l’iconografia corretta: Nereide e Tritone, non Venere.
Quindi il restauro non ha solo rimesso in sesto l’opera: ha anche corretto (o almeno precisato) la narrazione cittadina che le girava attorno.

Perché inserirla nel giro di “cosa vedere a Giaveno”

Non è un’attrazione “da mezza giornata”. Però funziona benissimo come tappa breve, perché sta in un punto strategico: parco davanti al Comune, passaggio verso il centro storico, e traccia delle mura antiche lì vicino.
Inoltre, se stai costruendo un itinerario leggero, questa fontana ti dà un momento “artistico” senza complicazioni: arrivi, guardi, capisci la scena, e poi riparti.

FAQ – Risposte per visitare la Fontana della Venere a Giaveno

Dove si trova la Fontana della Venere di Giaveno?

Nel Parco comunale “Maria Teresa Marchini”, davanti al Comune, con accesso da Via Francesco Marchini, 1

Si può visitare anche la sera?

Sì, l’area è indicata come aperta 24 ore su 24, quindi la fontana è osservabile anche fuori dagli orari “classici”

La statua rappresenta davvero Venere?

No: durante il restauro del 2016 è stato chiarito che la scena raffigura il rapimento di Nereide da parte di Tritone

Di che periodo è la fontana?

La fontana è datata a fine Ottocento; la statua è attribuita a Giovanni Battista Aloatti ed è indicata come realizzata agli inizi del ’900

Che stile ha la fontana?

È un insieme “ibrido”: richiami neoclassici, elementi Art Nouveau e una conchiglia dal gusto più barocco, con materiali in cemento artistico e struttura interna in calcestruzzo e ferro

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende