Cappella di Sant’Antonio a Condove (Gagnor, Ravoire): storia, struttura e dettagli da osservare

Da Alessandro Maldera
Marzo 05, 2026

La Cappella di Sant’Antonio è una piccola presenza “fuori dal rumore”: sta isolata e panoramica in località Gagnor, sopra Ravoire, nel territorio di Condove. È stata costruita tra il 1862 e il 1864, quindi appartiene a un Ottocento pratico e comunitario. Inoltre, tra portico ad arco, facciata a capanna e campanile in pietra a vista, si riconosce subito anche da lontano.
Cappella di Sant’Antonio a Condove: dettagli chiave
Dove si trova e perché è una tappa diversa
La cappella sorge in posizione isolata, e proprio per questo “funziona” come sosta. Non devi cercare effetti speciali: qui è la collocazione panoramica a fare la differenza. Di conseguenza, anche una visita breve ti lascia addosso l’idea di un luogo pensato per stare in relazione con il paesaggio, non solo con la strada.
Una storia ottocentesca concreta: 1862–1864
La Cappella di Sant’Antonio viene edificata tra il 1862 e il 1864. E non nasce per caso: da un lato c’è la volontà di Giuliano Croce di Mocchie, dall’altro un lascito testamentario di Giacomo Perotto che rende possibile l’opera. Quindi non parliamo di un edificio “astratto”, ma di una scelta precisa, legata a persone e risorse reali del territorio.
Facciata e ingresso: capanna, falde sporgenti e portico ad arco
All’esterno la cappella è immediata da leggere. La facciata è a capanna e, inoltre, le falde del tetto sporgono per proteggere l’ingresso. Questo effetto si realizza attraverso un portico che introduce allo spazio interno con un arco a tutto sesto.
Sopra, la parete di facciata ospita una finestra polilobata, mentre la chiusura superiore è affidata a un timpano triangolare. Perciò l’insieme resta sobrio, però non banale: pochi segni, tutti leggibili.
Il campanile: pietra a vista, massa e cuspide
Accanto alla cappella, in linea con la facciata, si alza un campanile che si fa notare per un motivo semplice: è massiccio. La torre è in pietra lasciata a vista e termina con una cuspide, quindi il profilo complessivo diventa più verticale e “marcato”. Inoltre, proprio il contrasto tra l’aula piccola e la torre robusta rende la cappella riconoscibile a colpo d’occhio.
Com’è fatta dentro: aula rettangolare, navata unica e abside semicircolare
L’edificio è composto da un’aula a pianta rettangolare, preceduta dal portico, e conclusa da un’abside semicircolare. Lo schema è quello di una navata unica, coperta da una volta a botte, mentre l’abside è chiusa da un catino semisferico. Quindi, anche se la cappella è piccola, lo spazio non è “piatto”: ha un percorso chiaro e una chiusura finale netta.
Struttura, copertura e pavimento: pietrame, lose e lastre
Dal punto di vista costruttivo, la cappella ha muratura portante in pietrame. In facciata è intonacata e tinteggiata, mentre sugli altri lati la pietra resta più a vista: una scelta che, di conseguenza, racconta bene il rapporto tra finitura e materia.
La copertura è a due falde con manto in lose, e inoltre le falde si protendono per riparare l’ingresso. A terra trovi una pavimentazione in lastre di pietra, quindi l’atmosfera resta asciutta, coerente e “di montagna”. Nel complesso l’edificio è indicato in buono stato di conservazione, perciò ciò che vedi si legge senza troppe mediazioni.
Arredi essenziali: altare, tabernacolo e balaustra
Gli arredi seguono la natura raccolta della cappella. È presente un altare a pariete seiunctum e un tabernacolo in marmo e stucco. Inoltre compare una balaustra presbiteriale metallica, dettaglio semplice ma utile per capire l’organizzazione dell’area liturgica. Insomma: pochi elementi, però funzionali e riconoscibili.
FAQ – Dubbi frequenti su Gagnor e sulla cappella panoramica
Tra il 1862 e il 1864, quindi in pieno Ottocento
È in località Gagnor, sopra Ravoire, nel territorio comunale di Condove
Il campanile massiccio in pietra a vista, allineato alla facciata e concluso da una cuspide
Ha navata unica con volta a botte, preceduta da un piccolo portico, e termina in abside semicircolare con catino
Copertura in lose, pavimento in lastre di pietra, muratura in pietrame con facciata intonacata e lati più a vista

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



