Cappella di Santa Maria Maddalena a Chaffaux: la chiesa tardo-quattrocentesca tra affreschi e cancellata “da jubé”

Da Alessandro Maldera
Marzo 05, 2026

La Cappella di Santa Maria Maddalena di Bardonecchia è una tappa piccola, ma piena di indizi. Si trova tra le case della borgata Chaffaux, quindi la scopri dentro la vita quotidiana, non fuori dal mondo. Inoltre è databile alla fine del XV secolo, e lo confermano anche gli affreschi rinvenuti. E poi c’è un dettaglio raro: una cancellata lignea che separa il presbiterio, retaggio dell’antico jubé.
Checklist della cappella
• Cappella databile a fine XV secolo
• Navata unica in due campate, volta a botte, abside piatta
• Facciata a capanna con campanile a vela e portale in pietra
• Dentro: cancellata lignea retaggio del jubé
• Affreschi: tracce esterne (XVI sec.) e ciclo nel presbiterio con Santa Caterina e mandylion
Dove si trova: Chaffaux, cappella “incastrata” tra le case
La cappella sorge nel tessuto della borgata Chaffaux e, proprio per questo, non si presenta come un edificio isolato. Tuttavia si riconosce subito, perché la facciata è essenziale ma netta. Inoltre la posizione “di borgata” spiega bene la funzione: un luogo vicino, pratico, da raggiungere senza cerimonie.
Origini alla fine del XV secolo: cosa raccontano gli affreschi
La costruzione della cappella risale alla fine del XV secolo. Non è una data buttata lì: infatti gli affreschi rinvenuti all’interno sono un indizio diretto. Di conseguenza la cappella non è un rifacimento moderno “in stile”, ma un edificio con radici reali e leggibili.
Facciata: capanna, campanile a vela e portale in pietra
All’esterno la cappella punta tutto sulla chiarezza. La facciata è a semplice capanna e, in asse, emerge il campanile a vela. Inoltre spicca un portale notevole, con piedritti e arco in pietra, che dà carattere anche a un volume molto sobrio. E, se guardi bene, capisci che qui la pietra non è decorazione: è struttura e identità.
Un secondo ingresso laterale e le tracce di affresco danneggiate
Sul lato sinistro è stato ricavato un secondo ingresso. Questo dettaglio è importante perché rompe la “simmetria” tipica delle cappelle più semplici. Inoltre sulla stessa fiancata restano tracce di affreschi molto danneggiati, quindi la cappella porta addosso anche i segni del tempo, non solo i restauri.
Interno: navata unica in due campate, volta a botte e abside piatta
Dentro lo schema è lineare. La cappella è a navata unica divisa in due campate, con volta a botte e chiusura in abside piatta. Quindi lo spazio è compatto e leggibile, senza effetti scenografici. Tuttavia proprio questa semplicità aiuta: entri e capisci subito come è organizzata.
La cancellata lignea “tipo iconostasi”: eredità del jubé e funzione pratica
Il presbiterio è separato dall’aula da una cancellata lignea, quasi una piccola “iconostasi”. Non è un capriccio: è un retaggio dell’antico jubé, e aveva anche un compito pratico. Infatti serviva a proteggere gli arredi da eventuali furti. Di conseguenza la cappella racconta una devozione concreta, non solo simbolica.
Affreschi: tracce del XVI secolo e ritrovamenti nel presbiterio
All’esterno, sulla fiancata, sono presenti tracce di affresco databili al XVI secolo. Inoltre i lavori di restauro hanno portato alla scoperta di un ciclo affrescato nell’area del presbiterio: scene del martirio di Santa Caterina e un mandylion sulla base dell’altare. Quindi, anche se l’edificio è piccolo, la parte pittorica alza davvero il livello della visita.
Materiali alpini: scandole di legno sopra, tavolato sotto
La copertura è un tetto a due falde con manto in scandole di legno. E sotto i piedi trovi una pavimentazione in tavolato ligneo, coerente con l’architettura di borgata. Inoltre nell’area liturgica restano elementi essenziali ma chiari: altare in pietra a pariete seiunctum e pergula presbiteriale in legno.
Restauri: 1893 e interventi complessivi 2009–2013
La cappella è stata restaurata nel 1893. Poi, tra 2009 e 2013, è stata sottoposta a un restauro complessivo interno ed esterno. Tuttavia, in base alle fasi di cantiere, può risultare “in restauro” anche in periodi successivi: quindi conviene considerarla una tappa da verificare sul posto, soprattutto se vuoi vedere da vicino le superfici affrescate.
FAQ – cosa saper su affreschi, struttura e restauri
Tra le case della borgata Chaffaux, nel territorio di Bardonecchia
Alla fine del XV secolo, come indicano anche gli affreschi rinvenuti all’interno
È a navata unica in due campate, con volta a botte e abside piatta
La cancellata lignea che separa il presbiterio, retaggio dell’antico jubé, nata anche per proteggere gli arredi
Un ciclo affrescato nel presbiterio con scene del martirio di Santa Caterina e un mandylion sulla base dell’altare, oltre a tracce esterne databili al XVI secolo

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



