Cappella di Santa Croce di Chiomonte: la chiesetta isolata di Serre La Croix pietra e memoria del 1542

Da Alessandro Maldera
Marzo 03, 2026

La Cappella di Santa Croce di Chiomonte è una tappa silenziosa e “vera”: sta isolata in località Serre La Croix e si legge in un attimo, fuori e dentro. Fu fondata nel 1542, quindi ha una radice antica, però è arrivata fino a oggi grazie a interventi mirati. E proprio per questo, se stai facendo il giro delle cappelle di Chiomonte, qui trovi essenzialità, storia e paesaggio nello stesso punto.
Santa Croce: esterno, interno, date
- Dove: località Serre La Croix, posizione isolata (Chiomonte)
- Fondazione: 1542
- Esterno: facciata a capanna, porta in legno + due finestrine rettangolari, croce metallica sul colmo
- Interno: navata unica, volta a crociera, abside piatta voltata a botte
- Interventi: pavimento rifatto nel 1901 • coperture rifatte nel 1995–1996
Dove si trova: Serre La Croix e l’idea di cappella “isolata”
La cappella sorge in località Serre La Croix, in posizione appartata rispetto al paese. Di conseguenza, la visita ha un ritmo diverso: non è la chiesa “di passaggio”, ma un edificio che ti costringe a fermarti. Inoltre, l’isolamento rende più chiara la sua funzione originaria: un segno religioso riconoscibile, piantato nel territorio senza bisogno di monumenti.
L’esterno: facciata a capanna, ingresso semplice e croce sul colmo
La facciata è una capanna pulita, senza effetti speciali. L’ingresso è una porta in legno affiancata da due finestrine rettangolari, utili a portare luce senza aprire troppo il prospetto. Sopra il colmo, in asse, emerge una croce metallica: un dettaglio minimale ma decisivo, perché ti dice subito che tipo di edificio hai davanti. In più, la copertura a due falde con manto in lose si protende verso l’ingresso e protegge le murature come una piccola “visiera”.
Com’è fatta dentro: navata unica e abside piatta
All’interno lo schema è lineare: navata unica e chiusura con abside piatta. La navata è coperta da volta a crociera, mentre l’area absidale è voltata a botte: un passaggio semplice, però leggibile anche se entri per pochi minuti. Quindi non ti perdi: lo spazio è essenziale e funziona proprio perché non pretende di essere altro.
Struttura e materiali: pietrame intonacato e pavimento in pietra
La cappella è costruita con muratura portante in pietrame intonacato. La facciata è tinteggiata, mentre i lati restano più “naturali”, con intonaco meno rifinito: un contrasto tipico degli edifici di piccola devozione. Internamente, invece, l’intonaco è tinteggiato e l’insieme è indicato in discreto stato di conservazione. A terra trovi una pavimentazione in lastre di pietra, coerente con un edificio pratico, fatto per durare e per reggere le stagioni.
Arredi: altare e tabernacolo lignei
La dotazione liturgica è sobria ma completa: sono presenti un altare a pariete seiunctum e un tabernacolo ligneo. In altre parole, niente “museo”, ma oggetti che ricordano la funzione quotidiana della cappella. Eppure, proprio questa essenzialità rende la visita più credibile: qui conta la continuità d’uso, non la scenografia.
La storia, raccontata senza elenco: 1542, 1901, 1995–1996
La Cappella di Santa Croce nasce con una data netta: 1542, l’anno della fondazione. È un’informazione che pesa, perché colloca l’edificio in un Cinquecento in cui le comunità fissavano sul territorio i propri riferimenti religiosi. Poi, nel 1901, si intervenne in modo concreto rifacendo la pavimentazione: segno che la cappella non era un relitto, ma un bene da mantenere in ordine. Infine, tra 1995 e 1996, furono rifatte le coperture, cioè la parte che decide la sopravvivenza dell’edificio: se il tetto regge, il resto può continuare a stare in piedi.
FAQ – Dubbi comuni sulla Cappella di Santa Croce
Si trova in località Serre La Croix, in posizione isolata rispetto all’abitato.
È stata fondata nel 1542, dato che colloca l’edificio in pieno Cinquecento.
Ha navata unica con volta a crociera e termina con abside piatta coperta da volta a botte.
Nel 1901 fu rifatta la pavimentazione; tra 1995 e 1996 furono rifatte le coperture.
La combinazione “pulita” tra facciata a capanna, due finestrine rettangolari e la croce metallica in asse sopra il colmo.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



