Cappella di San Pancrazio di Mattie: dal legato del 1595 alla facciata neogotica e al dipinto di Rapous

Da Alessandro Maldera
Marzo 03, 2026

La Cappella di San Pancrazio di Mattie è una tappa piccola, però molto leggibile. Si trova nel centro abitato della borgata Piccole Tanze, su un sagrato raccolto. Inoltre unisce una storia concreta, legata a un legato ricordato nel 1595, con dettagli architettonici riconoscibili già dall’esterno.
Cosa guardare al volo nella Cappella di San Pancrazio
- Facciata: capanna con paraste e bifora neogotica in asse alla porta
- Tetto: due falde in tegole marsigliesi che proteggono la facciata
- Interno: navata unica in due campate e abside semicircolare
- Volte: crociera → botte con unghie → catino absidale ad unghie
- Opera: “Crocifissione tra i santi Antonio e Marco” di Rapous (circa 1770–1780)
Dove si trova e che atmosfera ha
La cappella sorge nel cuore della borgata Piccole Tanze, nel Comune di Mattie, affacciata su un piccolo sagrato. Quindi la visita è immediata: arrivi, la osservi da vicino e capisci subito che è un edificio pensato per la comunità, senza effetti speciali.
La storia: perché nasce dopo il 1595
La Cappella di San Pancrazio viene edificata successivamente al 1595. In quell’anno, infatti, l’arcivescovo Broglia ordinò di adempiere alle volontà contenute nel legato di Marco Sobrato, che aveva donato una somma di denaro destinata alla costruzione della cappella. Perciò l’origine dell’edificio si lega a un atto preciso di devozione e responsabilità, più che a una “leggenda” di borgata.
Esterno: facciata a capanna, bifora neogotica e campanile
La facciata è profilata a capanna, conclusa agli spigoli da paraste. Al centro, inoltre, si nota una finestra a bifora di gusto neogotico, allineata con la porta d’ingresso: è il dettaglio che rende la cappella subito riconoscibile. Ai lati del portale, invece, compaiono due finestre quadrangolari dotate di grate.
Anche il tetto ha una funzione pratica: le due falde, con manto in tegole marsigliesi, si protendono in avanti e proteggono la facciata. Sul lato destro, poi, si alza il campanile a pianta quadrata, concluso da una cuspide: un segno semplice, ma ben visibile nel profilo della borgata.
Interno: navata unica e abside semicircolare
All’interno l’impianto è lineare, quindi facile da leggere. La cappella si sviluppa con navata unica suddivisa in due campate, e si chiude con un’abside semicircolare. In controfacciata, inoltre, è presente una cantoria di dimensioni contenute, raggiungibile tramite una semplice scala lignea.
Struttura e materiali: pietrame, intonaco e pavimento in pietra
La cappella ha una muratura portante in pietrame. Esternamente la facciata risulta intonacata e tinteggiata, mentre gli altri lati sono lasciati al naturale. Dentro, invece, l’edificio è intonacato, con volte tinteggiate e pareti perlinate. Lo stato di conservazione è indicato come buono, quindi l’ambiente si presenta ordinato e coerente.
Il pavimento è essenziale, ma “giusto” per il contesto: una pavimentazione in pietra, che rafforza l’idea di un luogo di culto di borgata, concreto e senza eccessi.
Le volte: tre ritmi diversi fino al catino absidale
Uno degli aspetti più interessanti è la sequenza delle coperture interne. La volta, infatti, è impostata su un’alta trabeazione e cambia ritmo man mano che avanzi: prima una campata a crociera, poi una campata a botte con unghie, e infine il catino absidale, anch’esso “ad unghie”. Quindi l’interno, pur essendo piccolo, non è monotono: ha una progressione chiara.
L’opera da cercare in abside: Rapous tra 1770 e 1780
Il punto focale dell’abside è un dipinto preciso: la “Crocifissione tra i santi Antonio e Marco”, attribuita a Vittorio Amedeo Rapous e datata intorno al 1770–1780. Perciò, anche se la cappella è di dimensioni ridotte, ha un elemento artistico che vale la sosta e dà peso alla visita.
FAQ – Prima di andare: info sulla Cappella di San Pancrazio
Nel centro abitato della borgata Piccole Tanze di Mattie, su un piccolo sagrato
È stata edificata successivamente al 1595, anno legato all’ordine dell’arcivescovo Broglia di rispettare il legato di Marco Sobrato
Ha una navata unica in due campate, conclusa da un’abside semicircolare, con cantoria in controfacciata accessibile tramite scala lignea
Il dipinto “Crocifissione tra i santi Antonio e Marco” di Vittorio Amedeo Rapous, datato circa 1770–1780

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



