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Casa Ronsil di Chiomonte: la facciata del Seicento tra Strada di Francia, simboli e motti religiosi

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Febbraio 28, 2026

Casa Ronsil è uno di quei posti che non “urlano”, però restano impressi. È quasi al limite occidentale di Chiomonte e guarda l’antica Strada di Francia, la via che portava oltralpe attraversando il paese. Oggi dell’edificio originario si riconosce soprattutto la facciata, ma proprio lì si concentra la parte più preziosa: graffiti, scene e scritte che raccontano un Seicento vivo, irregolare e molto locale.

Casa Ronsil: dove si trova e cosa la rende unica

• Posizione: affaccio sulla Strada di Francia • incrocio verso Ramat
• Epoca: dimora dal 1200 • facciata decorata 1630–1640
• Struttura: del nucleo antico resta soprattutto la facciata
• Lettura: 3 ordini (geometrie • rocaille con amorini e stemmi • scene in alto)
• Segni distintivi: devises in latino e francese arcaico • stemmi Francia/Delfinato

Dove si trova Casa Ronsil e perché affaccia sulla Strada di Francia

L’edificio è collocato quasi al margine occidentale dell’abitato di Chiomonte e si affaccia sulla storica “strada di Francia”, cioè il percorso principale che collegava la valle ai passaggi verso la Francia. Inoltre, la casa si trova in un punto riconoscibile: all’incrocio tra questa via e la piazza che immette sulla strada che collega Chiomonte alla frazione Ramat.
Non a caso, nel racconto locale quella strada viene descritta come un asse urbano “ornato” da portici e fontane con bacini di pietra lavorati da artigiani vicini a quelli del Melezet.

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Una dimora dal 1200, ma con un corpo edilizio rimaneggiato

Dal 1200 la casa fu dimora di famiglie nobili. Tuttavia, della costruzione più antica oggi emerge soprattutto la facciata principale: il resto, infatti, è stato inglobato in un immobile edificato in epoca più recente.
Quindi la lettura è chiara: l’impianto è stratificato, ma il “documento” vero sta sul prospetto.

Perché si chiama “Ronsil” e perché è un documento raro in Valle di Susa

Il nome attuale deriva dall’ultima famiglia proprietaria, da tempo, e da lì viene la denominazione Casa Ronsil. Eppure l’interesse non è solo anagrafico: la facciata è considerata un importante segno della cultura artistica della Valle di Susa.
Infatti il prospetto è in stile rocaille e conserva decorazioni graffite e scritte di tono evangelico-moralistico. Una parte è ancora leggibile; un’altra, però, risulta compromessa da lesioni dell’intonaco e da interventi poco rispettosi.

I graffiti del 1630–1640: Gaspard Jallin e il contesto “francese”

Le decorazioni della facciata sono collocate negli anni 1630–1640. In quel periodo, secondo la tradizione ricostruita, Gaspard Jallin — uomo colto e figura di rilievo della religione calvinista a Chiomonte — avrebbe fatto decorare la casa con scene ispirate a un episodio “di passaggio”: quello del re di Francia Luigi XIII, del cardinale Richelieu e dell’esercito francese di ritorno da una campagna militare.
Dunque la facciata non è solo bella: è anche un messaggio, politico e religioso insieme, in un territorio di confine.

Come leggere la facciata: tre ordini sovrapposti, tre linguaggi diversi

I graffiti si organizzano in tre registri. E questa è la chiave per capirli senza perdersi.

Primo ordine: geometrie e chiaroscuro

La fascia inferiore è scandita da colonne con capitello dorico. Qui dominano motivi geometrici costruiti con un uso abile del chiaroscuro: rettangoli, rombi, ovali, rosoni.
C’è anche un dettaglio curioso: in un ovale vicino al centro si vedono un gallo, un cuore, due fiori e una stella, composti in modo da sembrare quasi uno stemma.

Secondo ordine: più movimento, vasi, amorini e stemmi

La fascia centrale è più ricca e più “narrativa”. Tra colonne con capitelli ionici compaiono grossi vasi panciuti da cui si allargano forme vegetali e fioriture fantastiche, alternati a amorini in pose diverse.
Inoltre, la sequenza è interrotta da timpani spezzati e curvilinei; al centro, due amorini reggono un cartiglio oppure uno stemma inquartato di Francia e del Delfinato. Qui l’autore sembra cercare la naturalezza del movimento, anche quando il tratto resta popolare.

Terzo ordine: scene più complesse e interpretazioni difficili

La fascia alta, suddivisa da colonne con capitello corinzio, tenta scene più impegnative. Si distingue un cavaliere a cavallo reso in modo elementare, con abito militare seicentesco. Un altro riquadro, invece, è difficile da leggere: compare una figura (forse un amorino) con un’arpa e un insieme di elementi che non hanno interpretazione univoca.
E proprio qui si vede l’aspetto più interessante: decorazioni realistiche ma anche molto fantasiose, come espressione di un’arte “di paese” libera da schemi rigidi.

Le scritte: latino e francese arcaico, tra moralismo e “devises”

Un elemento tipico di Casa Ronsil sono le scritte in latino e in francese arcaico, dal contenuto religioso e moralistico, incorniciate entro riquadri.
Inoltre viene ricordato un punto importante: la moda delle scritte in facciata, le cosiddette devises, non sarebbe di origine italiana, ma piuttosto di carattere francese. Non a caso si citano esempi analoghi su edifici di Cognac e sul castello di Usson (Charente), e formule ispirate anche al Salmo XV come “respice finem”.

La tecnica: il graffito a doppio intonaco

La decorazione è realizzata a graffito, tecnica nota in Piemonte e diffusissima altrove nei palazzi rinascimentali. Il procedimento è semplice, ma richiede mano sicura: prima uno strato di intonaco scuro, poi uno strato bianco; infine l’artista incide il disegno graffiando lo strato superficiale, così da far emergere il contrasto.

Chiomonte “rocaille” e il nome Meissonier

A Chiomonte diversi edifici del XVII secolo presentano parti decorate in stile rocaille attribuite a un Meissonier di Torino, indicato come padre del più noto Justin Aurél Meissonnier (nato a Torino nel 1695 e morto a Parigi nel 1750).
Quindi Casa Ronsil non è un caso isolato: si inserisce in un clima decorativo locale più ampio.

Quando è stata costruita e in che contesto storico

La struttura dell’edificio porta a ritenere una costruzione all’inizio del XVII secolo, come altri edifici vicini. E il contesto conta: Chiomonte era all’estremo limite del territorio delfinale, tra la fortezza di Exilles e presidi sabaudi, e aveva subito le tensioni dei conflitti di religione e della guerra tra Francia e Savoia alla fine del Cinquecento.
Poi, dopo la pace di Lione (1601), l’alta Valle della Dora Riparia conobbe un periodo di relativa tranquillità fino al 1629: di conseguenza si ripararono danni e si costruirono nuovi edifici.

A cosa serviva davvero Casa Ronsil? Le tradizioni e i dubbi

Sullo scopo originario della casa è difficile essere categorici. Nel tempo sono circolate due tradizioni principali.

  • “Casa dei Cavalieri di Malta”: nell’uso corrente lo stabile è talvolta chiamato così, collegandolo ai Cavalieri di Sant’Egidio dell’Ordine di Malta. Si ricorda che i gerosolimitani, già dal XII secolo, avevano fondato a Chiomonte un ricovero per ammalati e pellegrini. Tuttavia non sono indicati elementi decisivi a sostegno, e inoltre la decorazione non si adatta facilmente a una destinazione assistenziale; manca anche l’evidenza di simboli dell’Ordine sulla costruzione.
  • Luogo di riunione dei Valdesi/Riformati: un’altra tradizione, considerata autorevole, interpreta la casa come spazio di ritrovo dei riformati, che nel periodo delle guerre di religione avrebbero usato lo stabile come proprio “tempio”.

In sintesi: le ipotesi esistono, però le prove “chiuse” non emergono con chiarezza. E questo, paradossalmente, rende la casa ancora più interessante.

FAQ – Delucidazioni su graffiti e scritte di Casa Ronsil

Dove si trova Casa Ronsil a Chiomonte?

È quasi al limite occidentale del paese e affaccia sull’antica Strada di Francia, vicino all’incrocio con la via che conduce verso la frazione Ramat

Perché si chiama “Ronsil”?

Perché prende il nome dall’ultima famiglia che da tempo ne è proprietaria

Di che periodo sono i graffiti della facciata?

Sono datati agli anni 1630–1640 e sono legati alla stagione seicentesca del borgo

Che tipo di scritte compaiono sulla facciata?

Epigrafi religiose e moralistiche in latino e francese arcaico, in forma di “devises” considerate di impronta francese

È vero che era la “Casa dei Cavalieri di Malta”?

È una tradizione diffusa, ma nel testo non emergono prove decisive: inoltre la decorazione non si adatta facilmente a un uso assistenziale e non sono indicati emblemi dell’Ordine sulla costruzione

C’è un legame con i Valdesi o i Riformati?

Sì, un’altra tradizione autorevole indica la casa come luogo di riunione dei Valdesi/Riformati durante le guerre di religione, ma anche qui mancano conferme definitive nel quadro riportato

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende