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Cappella di Sant’Ippolito di Chianocco: cappella cimiteriale romanica e affreschi del XV secolo

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Da Alessandro Maldera

Febbraio 28, 2026

La Cappella di Sant’Ippolito di Chianocco è minuscola, però ha due assi forti: una probabile datazione romanica precoce (tra fine X e inizio XI secolo) e un ciclo di affreschi del XV secolo ancora leggibile. Inoltre si trova in un punto scenografico “vero”, perché sta sul fronte sud del cimitero e domina la vallata da uno sperone roccioso. È una sosta rapida, ma se guardi bene ti resta addosso.

Il colpo d’occhio

  • Posizione: fronte sud del cimitero, su sperone roccioso
  • Accesso: scaletta in pietra stretta e ripida
  • Aperture: monofore ricavate da lastra monolitica
  • Spazio interno: aula rettangolare unica e molto essenziale
  • Punto chiave: affreschi del XV secolo dietro l’altare, su due registri

Dove si trova e cosa la rende diversa dalle altre cappelle

La cappella è collocata sul fronte sud del cimitero di Chianocco. Non è “in mezzo ai prati”: è sopra la cinta, su un basamento naturale che la mette in alto. Di conseguenza, anche quando hai poco tempo, la noti subito per posizione e profilo.

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Origini incerte, ma con una pista molto antica

La data esatta di costruzione non è nota. Tuttavia la tradizione di studio la colloca in una fase precoce del romanico, tra fine X e inizio XI secolo. Inoltre esiste un’ipotesi suggestiva: l’edificio potrebbe sorgere sul posto di un piccolo tempio romano dedicato alle Matrone, in modo analogo a quanto si racconta per Foresto. Non è una certezza, però aiuta a capire perché il sito venga percepito come “antico” da sempre.

Com’è fatta: scaletta, monofore e una sola stanza

Qui l’architettura non fa teatro. L’edificio è composto da un’unica aula rettangolare, compatta e diretta. L’accesso passa da una stretta scaletta in pietra che porta alla porta d’ingresso e, già questo, ti imposta la visita: pochi passi, e sei dentro.

Poi ci sono le aperture: le monofore sono ricavate da una sottile lastra monolitica. È un dettaglio tecnico che, quindi, diventa anche un dettaglio estetico: luce misurata, tagli netti, atmosfera raccolta.

Gli affreschi del XV secolo: cosa si vede dietro l’altare

Il cuore vero della cappella è pittorico. Gli affreschi, databili al XV secolo, sono collocati dietro l’altare e si distribuiscono su due registri ancora riconoscibili.

Nel registro superiore compare la Crocifissione accompagnata da santa Caterina e santa Margherita. Inoltre la figura di santa Caterina richiama, per confronto iconografico, quella presente in un affresco della Cappella della Madonna delle Grazie a Foresto.

Nel registro inferiore, invece, si distinguono il martirio di san Sebastiano, sant’Antonio abate e san Bartolomeo. È una selezione precisa, quindi non casuale: santi “forti”, riconoscibili, e legati a devozioni popolari solide.

La stranezza che spiazza: Sant’Ippolito non si vede

C’è un dettaglio che resta in testa: nonostante la dedicazione, all’interno non rimane alcuna traccia figurativa del martire romano Sant’Ippolito. Non è un errore “moderno”: è proprio un dato del ciclo conservato. Di conseguenza la cappella ti costringe a distinguere tra nome del luogo e immagini arrivate fino a noi.

Un pittore ignoto, ma con cultura alta

L’identità dell’autore non è conosciuta. Tuttavia l’iconografia viene definita ricercata e quasi “internazionale”, segno di una mano che non lavora a memoria. Inoltre l’impostazione rimanda a modelli colti, come esemplari miniati che circolavano nel ducato sabaudo nei primi decenni del Quattrocento. In altre parole: non è pittura “povera”, anche se lo spazio è piccolo.

RestaurI tra 1998 e 2004: perché oggi gli affreschi si leggono

La cappella è stata interessata da un restauro conservativo che ha riguardato sia la struttura sia le pitture interne. L’intervento viene collocato tra 1998 e 2004, con una fase operativa ricordata anche tra 2001 e 2004. Quindi non parliamo di una sistemata cosmetica: l’obiettivo era salvare e rendere di nuovo leggibile ciò che rischiava di perdersi.

FAQ – Delucidazioni utili sulla Cappella

Dove si trova la Cappella di Sant’Ippolito di Chianocco?

Sul fronte sud del cimitero del paese, in posizione rialzata su uno sperone roccioso che domina la vallata

Di che periodo è la cappella?

La data di costruzione non è certa. Tuttavia la datazione viene riferita a un romanico precoce tra fine X e inizio XI secolo

Quali affreschi si vedono all’interno?

Un ciclo del XV secolo dietro l’altare: in alto la Crocifissione con santa Caterina e santa Margherita, in basso san Sebastiano, sant’Antonio abate e san Bartolomeo

Perché non si vede Sant’Ippolito negli affreschi?

È una particolarità del ciclo conservato: non resta alcuna traccia figurativa del martire romano a cui la cappella è dedicata

Quando sono stati fatti i restauri conservativi?

Tra 1998 e 2004, con interventi ricordati anche nella fase 2001–2004, sia sulla struttura sia sugli affreschi interni

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende