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Tempio Valdese di Torino: dove si trova, perché nasce e cosa vedere nell’edificio del 1853

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Da Alessandro Maldera

Febbraio 27, 2026

Il Tempio Valdese di Torino è uno di quei luoghi che spiegano la città meglio di molte lezioni. Infatti non nasce “solo” come chiesa: è anche il segno concreto dell’emancipazione concessa ai valdesi nel 1848. Inoltre, dentro e fuori, racconta un Ottocento torinese fatto di diplomazia, diritti civili e architetture eclettiche. E se ti interessa la Torino delle minoranze religiose, qui hai un punto fermo.

In due minuti: cosa sapere e cosa guardare

Dove: corso Vittorio Emanuele II 23, Torino
Costruzione: 29 ottobre 1851 (prima pietra) – 1851/1853 (lavori) – 15 dicembre 1853 (inaugurazione)
Progetto: architetto Luigi Formento
Perché conta: simbolo dei diritti ottenuti con le Patenti del 17 febbraio 1848
Da notare: facciata con iscrizione biblica, interno a tre navate, pulpito ligneo neogotico, organo Pinchi (1996)

Dove si trova il Tempio Valdese di Torino

Il tempio è in corso Vittorio Emanuele II 23, in area San Salvario. È una posizione “di passaggio”, e proprio per questo funziona: allora come oggi, infatti, era un punto visibile e accessibile per una comunità in crescita.

Perché nasce: l’emancipazione del 1848 (e cosa cambia davvero)

Fino al 1848, i valdesi non avevano diritto di risiedere a Torino né di celebrarvi il culto. Perciò i pochi presenti in città si appoggiavano a spazi legati alle ambasciate protestanti.
Il salto arriva con le Regie Patenti del 17 febbraio 1848 di Carlo Alberto (1798–1849), che concedono diritti civili e politici; poi lo Statuto del 4 marzo 1848 introduce la tolleranza del culto. Quindi la comunità torinese (circa 800 membri) chiede una cappella “pubblica”: lo Stato non assegna edifici esistenti, però consente di costruire a spese proprie, con la clausola che il tempio non abbia “fattezze esteriori” da chiesa.

Prima del tempio: cappella delle Legazioni e “Commune protestante”

Prima dell’edificio attuale, la vita religiosa protestante torinese ruota attorno alle legazioni diplomatiche. L’ambasciatore prussiano Friedrich Truchsess zu Waldburg, arrivato nel 1816, ottiene nel 1825 il permesso di costruire la Cappella delle Legazioni (prussiana e inglese).
All’inizio è in via dell’Ospedale; poi, dal 1848, viene spostata a Palazzo Bellora (tra via Carlo Alberto e corso Vittorio Emanuele II). L’uso è regolato: serve al personale diplomatico, agli stranieri e ai valdesi in città, mentre i cattolici sono esclusi.

I ministri delle ambasciate chiedono alla Tavola valdese un cappellano: arrivano Jean Pierre Bonjour (1827–1832) e poi Amedeo Bert (1832–1849). Nel 1835 viene approvato un regolamento che struttura ufficialmente la comunità con un Consiglio, incaricato di assistenza agli indigenti e controllo delle attività.

Dal 1849 al 1853: la chiesa torinese e la costruzione del tempio

Nel 1849 la congregazione evangelica di Torino viene aggregata alla Chiesa delle Valli: il 29 luglio 1849 la chiesa di Torino è riconosciuta come sedicesima parrocchia delle Valli valdesi, e Amedeo Bert è nominato primo pastore.
Nel 1850 la Tavola valdese invia un altro pastore, Giovanni Pietro Meille, per seguire la componente di lingua italiana e promuovere l’evangelizzazione in città.

A questo punto, quindi, serve un edificio vero. Il sito scelto è lungo il “viale del Re” (l’attuale corso Vittorio Emanuele II), acquistato con sacrifici economici grazie anche al banchiere e industriale Joseph Malan (1810–1889) e al colonnello/generale inglese Charles John Beckwith (1789–1862). Il progetto è affidato a Luigi Formento (1815–1882).

29 ottobre 1851: posa della prima pietra con rappresentanti di Gran Bretagna, Prussia, Stati Uniti e Svizzera.
Il tempio, costato 345 mila franchi, viene inaugurato il 15 dicembre 1853 (nel dicembre 1853) alla presenza degli ambasciatori di Prussia, Inghilterra, Paesi Bassi e Svizzera. Nell’Ottocento, inoltre, il culto si svolge in italiano e francese, e nella struttura gravitano anche asilo e scuola valdese e una cappella anglicana.

La comunità tra crisi e trasformazioni (1860–1946)

Dopo l’entusiasmo iniziale, arrivano anche frizioni interne. Negli anni Sessanta dell’Ottocento, infatti, crescono i contrasti tra Amedeo Bert e Giovanni Pietro Meille: la comunità francofona (Paroisse vaudoise) e quella italofona (Congregazione evangelica italiana) tendono ad allontanarsi.
Nel 1865 Meille diventa pastore di entrambe; però la tensione riemerge e nel 1883 il coadiutore Carlo Alberto Tron fonda la Chiesa evangelica valdese italiana, attiva fino al 1912, quando si fonde definitivamente con la Paroisse.

Dopo le dimissioni di Meille (1884), la guida passa ai figli Enrico e William (1886–1890), poi a Davide Peyrot (1891–1906) e successivamente a Ernesto Giampiccoli. Quest’ultimo promuove anche un nuovo tempio valdese in corso Principe Oddone (borgo San Donato), inaugurato il 6 novembre 1901.
Durante la Prima guerra mondiale, i locali di corso Oddone ospitano una “Casa del Soldato”, pensata per assistenza e svago dei militari, mentre Torino diventa sede della Commissione per i bisogni morali e spirituali dei soldati.
Dopo la Seconda guerra mondiale, l’azione evangelistica riparte con conferenze e studi biblici; infine, nel 1946, la comunità metodista torinese si fonde con quella valdese.

Com’è fatto: facciata, torri e interno a tre navate

Il Tempio Valdese di Torino ha uno stile eclettico. Da fuori, infatti, riconosci un impianto di torri e guglie neogotiche; però portale e finestre richiamano il neoromanico, mentre dentro emergono influssi neorinascimentali.

La facciata è divisa in due fasce da un cornicione scolpito a bassorilievo ed è affiancata da due campanili esili a pianta ottagonale, ciascuno chiuso da una cuspide.
Nella fascia inferiore c’è il portale strombato con lunetta a tutto sesto e l’iscrizione:

«CREDI NEL SIGNOR GESÙ CRISTO E SARAI SALVATO» (Atti degli Apostoli 16,31)

Nella fascia superiore trovi una polifora con sette monofore separate da semicolonne con capitelli scolpiti, sormontata da un rosone circolare.

All’interno, invece, lo spazio è ordinato e leggibile: tre navate divise da due file di archi a tutto sesto su colonne corinzie. Le volte sono a crociera, le finestre sono monofore a tutto sesto, e la navata centrale termina in un’abside semicircolare. Al centro, spicca il pulpito ligneo neogotico, vero punto focale del tempio.

L’organo Pinchi (1996): meccanica, temperamenti e uso “doppio”

Sotto l’ultima arcata tra la navata centrale e la laterale sinistra si trova l’organo a canne Pinchi opus 412, costruito nel 1996.
Lo strumento si ispira agli organi barocchi tedeschi ed è a trasmissione integralmente meccanica: ha due tastiere da 54 note ciascuna e una pedaliera dritta da 30 note.
Il temperamento principale è non equabile (Werckmeister III) con La a 415 Hz; però tre registri sono in temperamento equabile con La a 440 Hz, così da poter suonare con strumenti moderni (per esempio accompagnando il canto con organo e chitarra).

La visita di papa Francesco: 22 giugno 2015

Il 22 giugno 2015 papa Francesco visita pastoralmente il Tempio Valdese di Torino. È un fatto storico: è la prima volta che un pontefice entra in un tempio valdese.

Come inserirlo in un giro della città

Se stai costruendo un itinerario, il tempio funziona bene come tappa “di senso”: non è soltanto bello da vedere, ma racconta una Torino che cambia diritti e volto urbano. Inoltre, anche senza entrare, la facciata con le due torri e l’iscrizione è già una lettura completa.
Per visite, orari di culto ed eventuali iniziative, però, la regola è una sola: verifica sempre sui canali ufficiali, perché possono cambiare.

FAQ – Quesiti frequenti sul Tempio Valdese di Torino

Dove si trova il Tempio Valdese di Torino?

È in corso Vittorio Emanuele II 23, in area San Salvario. Quindi è facile da inserire in un giro del centro “allargato”

Quando è stato costruito e inaugurato?

La prima pietra viene posta il 29 ottobre 1851, i lavori vanno dal 1851 al 1853, e l’inaugurazione è il 15 dicembre 1853

Perché è legato al 1848?

Perché nasce dopo le Patenti del 17 febbraio 1848, che riconoscono diritti civili e politici ai valdesi. Di conseguenza, il tempio diventa un simbolo dell’emancipazione

Che stile architettonico ha?

È eclettico: impianto di torri e guglie neogotiche, portale e finestre neoromaniche, e influssi neorinascimentali soprattutto negli interni

Cosa rende speciale l’organo del tempio?

L’organo Pinchi opus 412 (1996) è a trasmissione meccanica e usa anche il temperamento Werckmeister III con La a 415 Hz, però ha tre registri a 440 Hz per suonare con strumenti moderni

Cosa è successo il 22 giugno 2015?

Il 22 giugno 2015 papa Francesco visita il Tempio Valdese: è la prima visita di un pontefice in un tempio valdese

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende