Cappella della Sindone di Avigliana: storia della devozione, facciata dipinta e criticità di conservazione

Da Alessandro Maldera
Febbraio 27, 2026

La Cappella della Sindone di Avigliana è una piccola chiesa che non trovi nel cuore del borgo, ma lungo la strada per Buttigliera, proprio in un punto di passaggio. Infatti sorge al centro di un bivio e si presenta con una facciata semplice, riconoscibile per il grande dipinto superiore. Inoltre l’interno colpisce per la volta decorata a “cielo stellato”, anche se le condizioni di conservazione sono delicate.
Coordinate immediate per capirla al volo
Posizione: fuori dal centro storico, al bivio tra due strade asfaltate, con piccolo spiazzo erboso
Origini: tradizione della sosta della Sindone nel 1477 (duchessa Iolanda, vedova di Amedeo IX)
Edificio attuale: fine XIX secolo, su una cappella quattrocentesca
Facciata: dipinto del 1996 (Madonna col Bambino e Trinità), copia da modelli cinquecenteschi
Interno: aula unica con volta a vela decorata a cielo stellato
Criticità: umidità, intonaco che cade e crepe (una profonda in controfacciata)
Devozione: Rosario tutte le sere di maggio, cura affidata agli abitanti della contrada
Dove si trova e come si presenta dall’esterno
La cappella si trova fuori dal centro storico, sulla strada che porta a Buttigliera Alta, in una posizione molto “visibile”: è al centro di un bivio e davanti ha un piccolo spiazzo erboso. La facciata, orientata a ovest, è a capanna e si sviluppa in due ordini orizzontali.
Nella parte bassa si apre il portone architravato, affiancato da una seduta e da un’apertura ovale per lato. Nella parte alta, leggermente arretrata, domina il grande dipinto con la dedicazione.
La storia: dal Quattrocento alla ricostruzione ottocentesca
La cappella attuale è di fine Ottocento, ma sorge sul luogo di una cappella quattrocentesca. La dedicazione e le origini vengono fatte risalire alla tradizione della sosta della Santa Sindone nel 1477: secondo il racconto locale, la duchessa Iolanda, vedova di Amedeo IX di Savoia, provenendo da Chambéry attraverso il Moncenisio e diretta a Rivoli, avrebbe portato con sé la Sindone.
Poi, con il tempo, l’edificio viene ricostruito a fine XIX secolo, mantenendo il valore devozionale del sito.
La facciata dipinta del 1996: Madonna, Bambino e Trinità
L’elemento più riconoscibile oggi è la parte alta della facciata. Nel 1996 la facciata viene reintonacata e decorata con un grande dipinto realizzato da un artista aviglianese: raffigura la Madonna col Bambino e la Trinità ed è dichiaratamente una copia di affreschi cinquecenteschi.
Nel coronamento si notano anche tre putrelle che sostengono il tetto dalle falde molto sporgenti.
Com’è fatta dentro: aula rettangolare e volta a vela “stellata”
L’interno è semplice: pianta rettangolare, navata unica, senza impianti tecnologici e senza spazi adeguati a celebrazioni liturgiche “comode”. La copertura è una volta a vela, decorata per imitare un cielo: stelle blu e gialle su fondo turchino.
Sotto gli intonaci distaccati, inoltre, affiora una decorazione più antica: una base ocra con cornici a bugnato, visibile in alcuni punti della parete di fondo.
Struttura e materiali: laterizi intonacati, contrafforti e pavimento in cemento
La struttura è in laterizi intonacati con contrafforti angolari. Il tetto è a doppia falda, realizzato in cemento e catrame, mentre il pavimento è in cemento.
Questi elementi aiutano a capire perché, nel tempo, l’umidità abbia inciso così tanto sugli intonaci interni.
Presbiterio e arredi: altare centrale e oggetti devozionali
La zona presbiteriale occupa circa metà dello spazio, ma non è separata da balaustre o elementi architettonici. Davanti all’altare c’è una pedana lignea aggiuntiva.
L’altare è in muratura intonacata, appoggiato al muro di fondo, con tabernacolo ligneo al centro. Tra gli arredi trovi sedie, candelieri, stampe devozionali incorniciate e una statua in ceramica della Madonna di Lourdes.
Stato di conservazione: umidità, crepe e intonaco che cade
Qui bisogna essere onesti: la cappella mostra problemi evidenti. L’umidità ha compromesso le pareti con cadute diffuse di intonaco e crepe, tra cui una particolarmente profonda in controfacciata.
Dopo il rifacimento del tetto e la ridipintura nel 1950, non risultano altri interventi significativi, e questo spiega perché alcune criticità siano ancora ben visibili.
La devozione oggi: il Rosario di maggio e la cura degli abitanti
Nonostante le dimensioni ridotte, la cappella resta un punto vivo per la contrada. Qui viene recitato il Santo Rosario tutte le sere del mese di maggio. Inoltre la cura e l’attenzione quotidiana sono affidate agli abitanti della contrada omonima, che ne mantengono la funzione devozionale.
FAQ – Dubbi comuni: posizione, storia, condizioni
È in via Beato Angelico Testa 2, fuori dal centro storico, lungo la strada per Buttigliera, al centro di un bivio
Le origini e la dedicazione vengono collegate alla tradizione della sosta della Santa Sindone nel 1477 durante un viaggio della duchessa Iolanda (Casa Savoia)
Il fabbricato attuale è di fine XIX secolo, costruito sul luogo di una cappella quattrocentesca
Il grande dipinto superiore realizzato nel 1996, con Madonna col Bambino e Trinità, oltre alla facciata a capanna in due ordini e alle aperture ovali ai lati del portone
È un’aula rettangolare a navata unica con volta a vela decorata a cielo stellato, arredi essenziali e presbiterio non separato da elementi architettonici

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



