Chiesa di Santa Maria Assunta di Bussoleno: il campanile romanico dentro una parrocchiale settecentesca

Da Alessandro Maldera
Febbraio 26, 2026

Nel cuore di Bussoleno, piazza Cavour 4, la Chiesa di Santa Maria Assunta è una tappa che funziona subito: la vedi, la capisci e poi inizi a notare i dettagli. È una parrocchiale ricostruita nel Settecento, però conserva un pezzo più antico e testardo: il campanile romanico, inglobato nel nuovo edificio. Inoltre, dentro trovi una navata unica ricca, cappelle laterali e un impianto decorativo che attraversa i secoli.
In due minuti: cosa guardare e cosa sapere
Ricostruzione: 1725–1739 (su sedime antico), progetto di François Louis de Willencourt
Elemento medievale: campanile romanico conservato e inglobato
Impianto: navata unica + 4 cappelle + presbiterio con abside rettilinea
Organo: 1741, organaro Concone, su cantoria lignea curvilinea
Decorazioni: avvio 1915 (Luigi Morgari), completamento 1943 (Giorgio Lauro Boasso)
Arredi notevoli: ancona dorata; statue di San Francesco di Sales e Beato Amedeo di Savoia; crocifisso ligneo del XV secolo
Restauri: esterni 1966; facciata restaurata anche nel 1998
La chiesa nel centro di Bussoleno: perché merita una sosta
La chiesa sorge nel nucleo centrale del paese e, di conseguenza, si inserisce nel giro “a piedi” del centro storico senza deviazioni strane. È anche un edificio leggibile: fuori colpisce la facciata, mentre dentro ti guida una navata unica con cappelle e presbiterio.
Facciata settecentesca e campanile romanico: il contrasto che racconta tutto
La facciata è ampia e movimentata, scandita da fasci di lesene. Si sviluppa su un unico ordine e si chiude con una trabeazione elaborata, sopra cui si alza un timpano triangolare. Però il vero “colpo di scena” è alle spalle: l’antico campanile romanico è stato mantenuto e inglobato nella ricostruzione, anche se oggi risulta in parte nascosto dalla facciata stessa. In altre parole, il Medioevo resta lì, ma non fa scena: resiste.
Com’è fatta dentro: navata unica, quattro cappelle e abside rettilinea
L’interno segue un impianto semplice e solido: navata unica, con quattro cappelle laterali che si aprono ai lati. Poi si arriva al presbiterio, chiuso da un’abside rettilinea. In controfacciata, invece, trovi una cantoria in legno: una balconata con andamento curvilineo che ospita un organo a canne. È un dettaglio che “firma” l’ambiente, perché aggiunge profondità e ritmo alla prospettiva della navata.
Struttura, volte e materiali: perché la chiesa dà un senso di equilibrio
La chiesa è realizzata con muratura portante mista. La facciata è intonacata, mentre le altre superfici esterne risultano lasciate a vista. All’interno, invece, tutto è intonacato, tinteggiato e decorato.
La scansione è ordinata: lesene addossate ai pilastri, una cornice ricca e, sopra, una sequenza di volte a vela con unghie. Il risultato è un ambiente armonico, che appare anche in ottimo stato di conservazione.
Sul lato “materico”, il tetto è a due falde nella navata; nel presbiterio, invece, è a due falde con testa a padiglione. Il manto di copertura è in scandole di pietra. Anche il pavimento cambia: lastre di pietra in navata e bargioline nel presbiterio.
Pitture e decorazioni: fiori, geometrie e scene sacre
Le superfici interne sono decorate con motivi floreali e geometrici. Inoltre compaiono scene dipinte che raffigurano episodi della vita della Vergine e santi. Quindi la chiesa non è “solo architettura”: è anche racconto visivo, distribuito lungo le campate e le cappelle.
Gli arredi che vale la pena cercare
Nella zona absidale trovi un’ancona intagliata, dorata e dipinta. Ai lati, in due nicchie, compaiono le statue di San Francesco di Sales e del Beato Amedeo di Savoia. E vicino al presbiterio è collocato un crocifisso ligneo del XV secolo: un elemento che porta dentro la chiesa una profondità storica immediata, senza bisogno di spiegoni.
Storia in breve: dal 1158 ai restauri del Novecento
La parrocchiale di Bussoleno viene citata per la prima volta nel 1158, quando risulta tra le dipendenze del Priorato di Santa Maria Maggiore di Susa. Tuttavia l’edificio romanico originario, col tempo, diventò piccolo e degradato. Perciò nel 1724 venne demolito, lasciando in piedi solo il campanile.
Subito dopo, tra 1725 e 1739, si costruì l’attuale chiesa sullo stesso sedime. Il progetto fu affidato all’architetto lorenese François Louis de Willencourt, attivo anche nei cantieri del Forte della Brunetta di Susa. Nel 1741 la cantoria venne dotata dell’organo a canne, ancora funzionante, opera dell’organaro Concone.
Nell’Ottocento arrivarono nuovi arredi: nel 1835 vennero realizzati due pulpiti con confessionali sottostanti, collocati ai lati della navata nello spazio tra le cappelle. Nel Novecento, invece, si intervenne soprattutto sull’apparato decorativo: nel 1915 iniziò una campagna pittorica con Luigi Morgari, poi interrotta dalla guerra, e infine completata nel 1943 da Giorgio Lauro Boasso.
Per quanto riguarda i restauri, la facciata e gli esterni furono sistemati nel 1966 e, successivamente, nel 1998 si intervenne di nuovo sulla facciata. Nelle schede locali compare anche un riferimento agli abitanti della borgata nel 1936, a conferma di quanto questo edificio resti legato alla vita quotidiana del paese.
FAQ- Cose da sapere in 60 secondi
È una chiesa ricostruita nel Settecento, però conserva il campanile romanico dell’edificio più antico, rimasto inglobato nella struttura attuale
Perché il campanile non è un corpo separato: è stato mantenuto quando la chiesa venne rifatta e oggi risulta anche parzialmente nascosto dalla facciata
Ha navata unica con quattro cappelle laterali e un presbiterio concluso da un’abside rettilinea, quindi la visita è lineare e facile da leggere
La cantoria lignea con l’organo a canne, l’ancona dorata con le statue laterali e il crocifisso ligneo del XV secolo vicino al presbiterio
La campagna decorativa parte nel 1915 con Luigi Morgari, si ferma per la guerra e viene completata nel 1943 da Giorgio Lauro Boasso

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



