Cappella della Madonna della Neve di Avigliana: la chiesa seicentesca della Grangia tra restauri e dettagli da osservare

Da Alessandro Maldera
Febbraio 25, 2026

La Cappella della Madonna della Neve è una chiesa “di frazione” che si fa notare proprio perché sta in mezzo alle case, senza sagrato e senza scenografie. Eppure, se la leggi bene, racconta molto: un impianto semplice, un restauro esterno efficace e, tuttavia, un interno segnato dall’umidità di risalita.
Indizi architettonici da cercare sul posto
– Interno a navata unica con volta a botte lunettata e abside semicircolare
– Umidità di risalita con abrasioni e intonaci compromessi (rivestimento basso marrone a copertura)
– Campanile in mattoni con monofore e copertura piramidale in coppi
– Restauri chiave: 1969 (rimozione decori) e 2001 (tetto + esterni)
Dove si trova e com’è inserita nel borgo della Grangia
La cappella si trova in frazione Grangia, borgata agricola e residenziale di Avigliana. È costruita in piano, lungo una strada asfaltata, e inoltre non ha un vero sagrato: si entra direttamente dalla via. L’edificio è orientato sud–nord e, cosa particolare, la parete di fondo appoggia a un edificio civile retrostante.
Esterno: facciata a capanna e dettagli che contano
La facciata è sobria e, proprio per questo, leggibile. È a capanna, incorniciata da lesene, e chiusa da un timpano triangolare impostato su doppia trabeazione. Al centro si apre il portale, incorniciato da stipiti in mattoni: ai lati compaiono due piccole finestre rettangolari con grate, e sopra trovi una tettoia minuta e un’apertura ovale.
Dal punto di vista conservativo, l’esterno è in ottimo stato: infatti il restauro del 2001 ha rimesso mano a copertura e finiture esterne, rendendo la facciata “pulita” e stabile.
Interno: navata unica, volta lunettata e tracce di umidità
Dentro l’impianto è semplice: aula unica con volta a botte lunettata e abside semicircolare. Gli archivolti appoggiano su paraste e, inoltre, la luce entra da piccole aperture: sono presenti quattro finestrelle quadrate e una catena metallica di contenimento.
Qui però arriva la parte meno “romantica”: l’interno mostra abrasioni e cadute di intonaco dovute all’umidità di risalita. Il problema è in parte mascherato da un rivestimento in plastica marrone che corre lungo la fascia bassa delle pareti, su tutto il perimetro.
Campanile e coperture: un profilo riconoscibile
La copertura è a doppia falda con manto in coppi. Il campanile, invece, è piccolo ma caratteristico: ha base quadrata, si imposta sulla falda sinistra del tetto ed è leggermente arretrato rispetto alla facciata. È in mattoni, con un solo riquadro intonacato; la cella campanaria ha una monofora per lato e termina con copertura piramidale in coppi.
Arredi e presbiterio: cantoria dipinta e altare in finto marmo
Gli arredi sono essenziali ma non anonimi: ci sono i banchi, una cantoria in controfacciata con parapetto dipinto a strumenti musicali, un’ancona lignea dorata, più candelieri e lampade. Il presbiterio occupa la zona absidale: l’altare maggiore è in muratura, dipinto a finto marmo, e addossato alla parete di fondo con tabernacolo centrale.
Storia e restauri: XVII secolo, 1969, 2001
La costruzione risale alla seconda metà del XVII secolo. Poi, nel 1969, un intervento di restauro ha eliminato gli elementi decorativi della zona absidale e dell’altare maggiore: quindi l’aspetto interno è stato “semplificato” rispetto a prima. Infine, nel 2001, sono state eseguite opere di manutenzione straordinaria: rifacimento del tetto, nuova intonacatura e tinteggiatura esterna.
FAQ – Delucidazioni rapide: visite, storia e conservazione
Si trova in frazione Grangia, lungo una strada asfaltata, costruita in piano tra le case della borgata
La costruzione risale alla seconda metà del XVII secolo
Ha un’aula a navata unica, coperta da volta a botte lunettata, con abside semicircolare e presbiterio nella zona absidale
Per via dell’umidità di risalita, che ha causato abrasioni e cadute di intonaco; in basso il problema è in parte coperto da un rivestimento marrone
Nel 1969 sono stati eliminati elementi decorativi in abside e sull’altare, mentre nel 2001 sono stati rifatti tetto ed esterni con intonacatura e tinteggiatura

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



