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Cappella dei Santi Margherita e Sebastiano di Bardonecchia: la cappella di Grange la Rho tra memoria antica e restauri moderni

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Da Alessandro Maldera

Febbraio 25, 2026

La Cappella dei Santi Margherita e Sebastiano di Bardonecchia sta su un poggio in località Grange la Rho e si vede “da fuori” come una cappella di montagna essenziale. Tuttavia, dietro le linee semplici, c’è una storia lunga: è citata già nel 1488 e, di conseguenza, ha attraversato secoli di uso e manutenzioni. Inoltre gli interventi di restauro (dal 1604 al 2007) spiegano perché oggi sia leggibile e ordinata. Se stai costruendo il tuo giro “cosa vedere a Bardonecchia”, questa è una deviazione breve ma sensata.

La cappella in un colpo d’occhio

Sul poggio di Grange la Rho, in una posizione ben leggibile
Prima citazione nel 1488, restauri nel 1604, 1953 e recupero completo nel 2007
Esterno: facciata a capanna, portale centinato in pietra, finestra rotonda, nicchia e campanile a vela
Interno: navata unica, volta a crociera, abside piatta e retable della prima metà del XVIII secolo

Dove si trova: il poggio di Grange la Rho

La cappella è collocata su un piccolo poggio a Grange la Rho. Perciò non è un edificio “di passaggio”: ci arrivi con l’idea di una tappa mirata, e questo aiuta a percepirne la funzione di cappella di borgata. Inoltre la posizione leggermente rialzata fa leggere bene facciata e tetto, senza ostacoli visivi.

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Una cappella citata nel 1488

La prima traccia documentaria arriva nel 1488. Non sappiamo tutto dei secoli iniziali, però quel riferimento basta per capirne l’antichità e il ruolo nel territorio. In altre parole, è una presenza stabile nella geografia religiosa locale, non un’aggiunta recente “in stile”.

Facciata e profilo: capanna, pietra e campanile a vela

All’esterno la cappella punta sulla chiarezza. La facciata è a semplice capanna e alle estremità è definita da due lesene in pietra, che “disegnano” i bordi. Al centro c’è un portone centinato evidenziato da una cornice lapidea; sopra, invece, trovi una piccola finestra rotonda e una nicchia. In asse emerge il campanile a vela, soluzione minimale ma tipica delle cappelle di montagna.

Il tetto in scandole di legno: quando la copertura fa la differenza

Il tetto è a due falde e, cosa importante, le falde si protendono in avanti fino a coprire l’ingresso. Inoltre il manto di copertura è in scandole di legno, un dettaglio che cambia subito la “sensazione” dell’edificio rispetto alle cappelle con lose o coppi. Quindi, anche se la sagoma è semplice, la materia racconta una scelta precisa, coerente con l’ambiente alpino.

Interno: navata unica, volta a crociera e abside piatta

L’interno è impostato su una navata unica. La copertura è una volta a crociera, mentre la chiusura liturgica è affidata a un’abside piatta: una conclusione più netta e lineare, che rende lo spazio compatto e leggibile. Inoltre le pareti sono intonacate e tinteggiate, quindi la lettura architettonica resta pulita.

Struttura e finiture: murature intonacate e ritmo di lesene

La muratura portante è in pietrame, intonacato e tinteggiato su tutti i lati; esternamente gli spigoli sono profilati in pietra. Dentro, invece, le pareti sono sottolineate da una cornice di imposta della volta, sorretta agli angoli da fasci di lesene: un modo semplice, ma efficace, per dare ordine al volume. E infatti l’insieme risulta in ottimo stato di conservazione.

Pavimento e arredi: legno sotto i piedi, retablo in vista

Il pavimento è in tavolato ligneo, quindi con una presenza materica calda e coerente. Nell’area absidale spicca il pezzo più “importante”: un retable con colonne tortili e trabeazione spezzata, intagliato, dorato e dipinto, attribuibile alla prima metà del XVIII secolo. In pratica, la cappella resta sobria, però conserva un arredo che alza il livello della visita.

I restauri: 1604, 1953 e il recupero completo del 2007

Qui la storia si legge anche attraverso le manutenzioni. La cappella viene restaurata nel 1604, quindi già in età moderna si interviene per mantenerla in uso. Nel 1953 arriva un restauro e consolidamento che interessa tetto, campanile e facciata: intervento decisivo per la tenuta dell’involucro. Infine nel 2007 la cappella viene completamente restaurata, e perciò oggi si presenta ordinata, stabile e osservabile senza “rumore” da degrado

FAQ – architettura e dettagli da cercare

Dove si trova la Cappella dei Santi Margherita e Sebastiano di Bardonecchia?

Si trova su un poggio in località Grange la Rho

Qual è la data più antica legata alla cappella?

La cappella è citata per la prima volta nel 1488

Che cosa riconosco subito sulla facciata?

La facciata a capanna, il portale centinato con cornice in pietra, la piccola finestra rotonda e il campanile a vela in asse

Com’è fatto l’interno?

È a navata unica con volta a crociera e si conclude con abside piatta

Qual è l’arredo più notevole?

Il retable con colonne tortili, dorato e dipinto, attribuibile alla prima metà del XVIII secolo

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende