Chiesa di Maria Madre della Chiesa di Almese: l’antica parrocchiale diventata santuario

Da Alessandro Maldera
Febbraio 19, 2026

La Chiesa di Maria Madre della Chiesa di Almese non nasce “nuova”: è un edificio che cambia pelle più volte e, proprio per questo, racconta bene la storia del paese. Infatti fu costruita nel 1679 dopo un’alluvione che distrusse la parrocchiale precedente. Poi arriva una serie di ampliamenti e restauri, fino al passaggio a Santuario Parrocchiale nel 1966. Oggi, quindi, è una tappa perfetta se vuoi leggere Almese attraverso i suoi segni più concreti.
Informazioni lampo del Santuario Maria Madre della Chiesa
– Evoluzione: ampliamenti tra 1726–1727 e nel 1740, restauro 1933–1934
– Status: dal 28 agosto 1966 è Santuario Parrocchiale dedicato a Maria Madre della Chiesa
– Da vedere: facciata a due registri con lesene tuscaniche e ioniche, cantoria con organo a canne
– Campanile: resta la parte basamentale dell’edificio originario, completato poi con gusto settecentesco e restaurato nel 1991
Una chiesa “stratificata”: perché qui la storia si vede
Qui non trovi un edificio fermo nel tempo. Al contrario, la chiesa nasce come parrocchiale, viene ampliata, rinnovata e infine cambia funzione. Di conseguenza, ogni elemento (facciata, volte, campanile) va letto come risultato di più fasi, non come “un colpo solo”.
Dal 1679 al santuario: la sequenza che spiega tutto
La storia parte netta: nel 1679 la vecchia parrocchiale, che si trovava “al piano”, viene distrutta da un’alluvione. Perciò si costruisce la nuova chiesa, quella che oggi è dedicata a Maria Madre della Chiesa.
Poi, tra 1726 e 1727, arriva un primo ampliamento. Inoltre nel 1740 si interviene ancora, consolidando la crescita dell’edificio.
Molto più tardi, nel 1933–1934, la chiesa viene restaurata e rinnovata, con una decorazione di gusto pseudo barocco, affreschi e finestre con vetrate a piombo.
Infine, con l’apertura al culto della nuova parrocchiale, il 28 agosto 1966 l’edificio assume il rango di Santuario Parrocchiale dedicato a Maria Madre della Chiesa. E nel 1991 si restaura anche il campanile, chiudendo l’ultimo capitolo importante.
Facciata: due registri, lesene “in coppia” e tre edicole da cercare
La facciata attuale è frutto dell’ultimo intervento edilizio rilevante. È sviluppata in senso longitudinale e, soprattutto, è divisa in due registri.
Nel registro inferiore compaiono coppie di lesene di ordine tuscanico; invece in quello superiore le lesene diventano ioniche, quindi il linguaggio “sale di tono” senza diventare pesante.
A chiudere il tutto c’è una trabeazione importante e, sopra, un timpano triangolare che sottolinea la parte centrale. Nella zona alta, tra le lesene, trovi tre edicole: quelle laterali sono finestrate, mentre quella centrale è chiusa e ospita un dipinto con la Madonna e il Bambino Gesù.
Interno: navata unica, due cappelle e cantoria con organo a canne
Dentro la lettura è pulita: navata unica con due cappelle laterali. Inoltre il presbiterio è profondo e si chiude con un’abside piatta, scelta che mantiene l’impianto chiaro e lineare.
In controfacciata, poi, c’è la cantoria che contiene l’organo a canne: è un dettaglio pratico, ma racconta anche il ruolo liturgico e musicale della chiesa nel tempo.
Volte, lesene interne e “pseudo cupola”: come funziona lo spazio
Le pareti interne sono modulate da coppie di lesene che reggono una trabeazione semplice. Di conseguenza, lo sguardo viene guidato con ordine.
Le coperture interne sono a volta a botte e, nella zona presbiteriale, compaiono le unghie. Al centro, inoltre, l’andamento delle volte porta a una pseudo cupola, che dà un punto focale senza stravolgere l’impianto.
Campanile: cosa resta dell’edificio originario
Dell’edificio più antico rimane la parte basamentale del campanile. Poi, però, il campanile viene completato con un gusto settecentesco, e quindi porta addosso anche un’altra epoca. Infine nel 1991 viene restaurato, cosa che oggi aiuta a percepirlo come elemento stabile dell’insieme.
Struttura, tetto e pavimenti: materiali “da chiesa di paese”, ma curati
La struttura è in muratura portante mista, intonacata. È tinteggiata all’interno e sulla facciata principale; sugli altri lati, invece, resta senza colore. È presente anche una zoccolatura in pietra, utile e leggibile.
Il tetto è articolato: a due falde con testa di padiglione nella navata, mentre nella zona d’ingresso è impostato a padiglione. Il manto di copertura è in coppi di cotto.
I pavimenti sono in pietra sia nella navata sia nel presbiterio, quindi l’effetto è sobrio, ma coerente.
Decorazioni e arredi: neo-barocco recente e marmi policromi
Le decorazioni di cupola, volte e arconi sono frutto di un restauro recente e sono impostate in chiave neo-barocca. Quindi l’atmosfera interna risulta “rinnovata”, ma con un linguaggio che richiama il barocco senza fingere di essere antica al 100%.
Gli arredi principali includono altare e tabernacolo a pariete seiunctum in marmi policromi. Inoltre è presente un altare più recente in legno, che segnala un aggiornamento d’uso nel tempo.
FAQ – Chiarimenti Maria Madre della Chiesa ad Almese
Viene costruita nel 1679, dopo la distruzione della parrocchiale precedente a causa di un’alluvione
Diventa Santuario Parrocchiale il 28 agosto 1966, con l’apertura al culto della nuova parrocchiale
La facciata a due registri con lesene tuscaniche in basso e ioniche in alto, la trabeazione e il timpano triangolare, più le tre edicole con dipinto centrale della Madonna con Bambino
È a navata unica con due cappelle laterali, presbiterio profondo e abside piatta; inoltre in controfacciata c’è la cantoria con organo a canne
Ampliamenti tra 1726–1727 e nel 1740; restauro e rinnovo nel 1933–1934; cambio di rango nel 1966; restauro del campanile nel 1991

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



