Galleria dei Saraceni di Bardonecchia: il tunnel del Seguret tra strada militare, frane e panorami d’alta quota

Da Alessandro Maldera
Febbraio 16, 2026

La Galleria dei Saraceni di Bardonecchia è uno di quei luoghi che ti rimangono addosso. Infatti è un tunnel militare in quota, buio e bagnato, ma anche spettacolare.
Si trova sulla storica viabilità Fenil–Pramand–Föens–Jafferau, cioè nel cuore del sistema di forti sopra Bardonecchia. E, proprio per questo, unisce storia, montagna e leggenda nello stesso passaggio.
Cronologia rapida della Galleria dei Saraceni
- Fine Ottocento – Costruzione e potenziamento della viabilità militare d’alta quota tra Fenil, Pramand, Föens e Jafferau
- 1890–1912 – Periodo indicato in alcune ricostruzioni per opere legate alla protezione dei rifornimenti dal tiro francese (dato riportato)
- 1925–1929 – Periodo indicato in altre ricostruzioni per realizzazione del bypass in galleria (dato riportato)
- 2013 – Chiusura per rischio crolli (dato riportato)
- 2018 – Conclusione interventi di recupero e consolidamento (dato riportato)
- 2019 – Riapertura e ritorno della fruizione outdoor (dato riportato)
Dove si trova e come si inserisce nella strada militare
La galleria (spesso chiamata anche Galleria del Seguret o, in alcune descrizioni, del Pramand) si incontra proseguendo dalla zona della batteria/forte di Pramand verso Jafferau. Inoltre è considerata uno dei tratti più iconici della strada militare 79, il collegamento sterrato d’alta quota tra fortificazioni e crinali.
Perché è stata costruita: difesa e instabilità del versante
Per capire la galleria bisogna guardare al contesto militare. In quel periodo si costruì una rete di strade d’alta quota per collegare forti e batterie (Fenil, Pramand, Föens, Jafferau) e difendere la conca di Bardonecchia in caso di crisi sul fronte francese.
Tuttavia c’era un problema concreto: sotto il Monte Seguret il tracciato era esposto a scariche di pietre e frane. Perciò si pensò a un bypass in galleria, così da rendere più “controllabile” quel tratto.
Nota sulle date (informazione non univoca):
- una ricostruzione collega la galleria ai primi decenni del Novecento, con lavori avviati nel 1925 e conclusi nel 1929
- un’altra indicazione la colloca invece in una fase più lunga di opere militari, tra 1890 e 1912, legandola alla protezione dei rifornimenti dal tiro delle artiglierie francesi
In pratica, il dato certo da tenere è che la galleria nasce come opera militare d’alta quota, realizzata per rendere più sicuro un tratto vulnerabile
Com’è fatta: lunghezza, quota e “effetto grotta”
La galleria è un manufatto lungo e stretto per gli standard moderni. Inoltre ha un andamento non perfettamente rettilineo, quindi dentro la luce sparisce subito.
- Lunghezza: viene indicata spesso intorno agli 876 metri, ma in altre descrizioni compare anche 786 metri (probabile differenza tra misure “tecniche” e misure considerate su tratti specifici)
- Quota: viene riportata intorno ai 2.210 metri
- Ambiente interno: buio profondo, umidità costante, infiltrazioni d’acqua dalle cascate/colate che scendono dal Seguret
E infatti, quando è “in forma”, sul fondo può scorrere acqua come un piccolo ruscello. Quindi non è un passaggio da sottovalutare.
Frane, punti critici e cosa aspettarsi davvero
Qui conviene essere brutali e chiari: la galleria è affascinante, però resta una struttura in montagna, in un versante vivo.
Nel tempo sono stati segnalati smottamenti e problemi soprattutto vicino agli imbocchi. Inoltre, in alcune descrizioni, si parla di una volta parzialmente franata nella parte centrale, con invito alla cautela.
C’è anche un dettaglio pratico importante: esiste/è esistito un sentiero che bypassava la galleria per agevolare gli escursionisti, ma risulta completamente franato e inagibile. Quindi, se vuoi passare, l’unico attraversamento (a piedi, in MTB o con mezzi quando consentiti) resta quello interno al tunnel.
Chiusura e riapertura: la galleria nel presente
Nel corso del Novecento, perso il ruolo militare, il tracciato è rimasto una meta per escursionisti, biker e appassionati di strade storiche. Tuttavia, per rischio crolli, nel 2013 è arrivata una chiusura.
Poi è stato fatto un intervento di recupero e consolidamento, indicato come concluso nel 2018, con riapertura nel 2019. Così la galleria è tornata percorribile, anche se con attenzione e regole variabili.
Regole di accesso: cosa viene riportato per la stagione estiva
Per protezione ambientale e sicurezza, il transito può essere regolamentato. In particolare, viene riportato che dal 1° giugno al 30 settembre l’accesso ai mezzi motorizzati è spesso consentito solo il mercoledì e il sabato, mentre negli altri giorni e in inverno la strada può risultare chiusa ai motori.
D’altra parte, bici e pedoni di solito transitano più liberamente, però serve attrezzatura adeguata. Inoltre è sempre sensato verificare eventuali ordinanze o chiusure temporanee, perché frane e manutenzioni qui non chiedono il permesso.
Perché si chiama “dei Saraceni”: più toponomastica che documenti
Il nome “Saraceni” non è una targhetta militare. Piuttosto rimanda alla toponomastica e al riferimento alle cosiddette “Grotte dei Saraceni” sul Seguret.
Quindi siamo nel campo della tradizione locale: poche “prove” dirette, ma un immaginario che la valle si porta dietro da tempo. E, paradossalmente, è anche questo che rende il posto memorabile.
Come arrivare: accesso da Bardonecchia
Uno degli accessi descritti parte da Bardonecchia, salendo verso le frazioni Millaures e Gleise. Poi si prosegue su sterrato in direzione Forte Foens e, quindi, si intercetta la viabilità in quota che porta alla galleria.
In pratica, l’idea è sempre quella: salire verso la linea dei forti e poi seguire il tracciato storico.
FAQ – Delucidazioni sul tunnel
Sì. “Saraceni” è il nome più popolare, mentre “Seguret” è la denominazione tecnica usata spesso nelle descrizioni.
Di solito viene indicata attorno agli 876 metri, però in alcune descrizioni compare anche 786 metri. Quindi conviene considerarla “lunga”, e prepararsi al buio prolungato.
Sì, spesso. Infatti le infiltrazioni dal versante possono creare tratti molto bagnati, e a volte un ruscello sul fondo
È stato citato un bypass esterno, però risulta franato e inagibile. Quindi l’attraversamento pratico resta dentro il tunnel.
Viene riportata una regolamentazione estiva (1 giugno–30 settembre) con accesso motorizzato spesso limitato a mercoledì e sabato. Tuttavia può cambiare, quindi è sempre meglio controllare eventuali ordinanze e chiusure.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



