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Tempio dei Coppieri di Torre Pellice: origini, persecuzioni e ricostruzioni di un tempio valdese storico

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Da Alessandro Maldera

Febbraio 12, 2026

Il Tempio dei Coppieri di Torre Pellice è un posto che racconta molto più di un edificio. Infatti nasce fuori dal centro, dove per secoli si è concentrata la vita valdese “di borgata”. Inoltre attraversa incendi, demolizioni e ricostruzioni, fino ai restauri ottocenteschi. Oggi, quindi, è una tappa perfetta se stai costruendo un itinerario in zona

Date chiave e svolte del Tempio

– Tradizione: data 1556 ricordata da una lapide (ma senza documenti certi)
– Edificio attuale: inizio XVIII secolo, dopo distruzioni e ricostruzioni
– Fasi dure: incendio nel 1655 e distruzione nel 1686
– Rinascite: ricostruzione nel 1699 e grande restauro interno nel 1861
– Complesso: sala unionista accanto + antico presbiterio di fronte con lapide in facciata

Dove si trova e perché sta “in alto”

Il tempio si trova ai Coppieri, una borgata a monte del centro abitato. Non è una scelta casuale. All’inizio della Riforma, infatti, i luoghi di culto valdesi erano spesso ambienti semplici: pietra su pietra, pavimenti in terra battuta, oppure locali adattati.

Inoltre, per i vincoli imposti dall’Accordo/Trattato di Cavour (1561), la comunità valdese era di fatto spinta a concentrarsi nelle borgate lungo la costiera (le pendici) o più in alto, come nei villaggi dei Bonnet e del Tagliaretto. Perciò i templi “storici” raramente coincidevano con il centro.

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La data 1556: tradizione forte, ma documenti deboli

Secondo una tradizione ripetuta da molti autori, il tempio risalirebbe al 1556. Tuttavia non esistono documenti certi che lo confermino. Questa versione viene ribadita anche da una lapide collocata nel 1861 all’interno dell’edificio.

Le fonti storiche, invece, portano a un’ipotesi più prudente: un primo tempio nella zona sarebbe stato edificato all’inizio del XVI secolo. Poi, tra distruzioni e ricostruzioni, si arriva all’edificio attuale, che risale all’inizio del XVIII secolo. Quindi: la memoria dice “1556”, la storia materiale dice “stratificazioni” e un tempio settecentesco.

Perché “Coppieri”: la borgata e la famiglia Couper/Copier

La borgata porta il nome di una famiglia ricca, Couper o Copier, estinta nel XVIII secolo. Ed è proprio qui che sopravvive l’unico tempio “antico” rimasto in piedi tra quelli sorti fuori dal centro, quando i valdesi vivevano e celebravano soprattutto nelle borgate.

Dalla cappella di Santa Margherita al tempio in borgata

Già nel 1594 i valdesi della zona riuscirono a officiare il culto grazie a un accordo con i cattolici. In pratica, si utilizzò una cappella di Santa Margherita. A quel tempo, inoltre, le chiese erano proprietà comunale: in cambio di quella cappella, i fedeli protestanti cedettero ai cattolici il quartiere di San Martino, all’ingresso del paese.

Poi la cappella di Santa Margherita divenne troppo esposta. E quando dalla pianura arrivarono profughi protestanti in fuga da Saluzzo, serviva uno spazio più capiente. Così si decise di costruire un tempio ai Coppieri, vicino al confine dei territori fissati dall’Accordo di Cavour.

Un edificio colpito più volte: 1607–1686–1699–1861

La storia del tempio è una sequenza netta, e conviene tenerla in ordine.

  • Viene ingrandito nel 1607 e, in quel periodo, diventa luogo di culto ufficiale della Chiesa valdese di Torre Pellice
  • Secondo altre ricostruzioni, l’edificazione/assetto del tempio in borgata si colloca attorno al 1608: le due indicazioni convivono come fasi ravvicinate (costruzione/adeguamento e ampliamento)
  • Durante i massacri del 1655 l’edificio viene incendiato
  • Nel 1686 viene distrutto, nell’anno in cui inizia un attacco duro e sistematico contro i valdesi
  • Nel 1699 viene ricostruito
  • Nel 1861 arriva un grande intervento: restauro e modifiche interne complete, con la lapide che ribadisce la tradizione del 1556

Quindi il tempio che vedi oggi non è “uno”, ma la somma di più vite.

Il sinodo dopo il Glorioso Rimpatrio e il culto “di fortuna”

Dopo il Glorioso Rimpatrio, il primo sinodo si svolse ai Coppieri. Tuttavia non si poté usare un edificio pienamente attrezzato: si ricorse a un locale di fortuna. Poi, per un periodo, il culto domenicale venne celebrato all’aperto o nelle case private dei fedeli. È un dettaglio che fa capire quanto la storia religiosa qui sia stata anche logistica, non solo “spirituale”.

Beckwith, Lettere Patenti e la scelta di tenere due templi

Nel 1847 si voleva restaurare l’edificio dei Coppieri. Però Charles Beckwith si oppose, perché aveva già chiesto e ottenuto il permesso per costruire un nuovo tempio in zona più centrale, a Santa Margherita.

Quel permesso, tuttavia, aveva una condizione secca: per ogni tempio nuovo, uno vecchio doveva essere demolito. E il “candidato” era proprio quello dei Coppieri.

La discussione sulla posizione del nuovo tempio fu lunga. Inoltre alcuni avrebbero voluto spostare tutto più a valle, in un’area più comoda. Poi arrivò la svolta: l’anno successivo furono emanate le Lettere Patenti, che resero possibile mantenere entrambi i luoghi di culto. Così si restaurò il tempio dei Coppieri e si costruì quello nuovo nel cosiddetto “Quartiere Valdese”.

Cosa comprende il complesso: sala unionista e antico presbiterio

Il patrimonio legato al tempio non è solo l’aula di culto. Accanto all’edificio, infatti, c’è la sala unionista costruita in un fabbricato separato. Inoltre, di fronte al tempio, esiste un edificio che ospita l’antico presbiterio: la sua funzione storica è ricordata da una lapide sulla facciata rivolta verso la strada.

E c’è un dettaglio che sorprende: nonostante l’aspetto esterno sobrio, all’interno sarebbero sepolte alcune personalità straniere del passato che, essendo protestanti, non potevano essere accolte nei cimiteri cattolici piemontesi.

Dubbi tipici prima della visita

Il Tempio dei Coppieri risale davvero al 1556?

Secondo una tradizione ripresa da vari autori sì, e una lapide interna lo ribadisce; tuttavia non ci sono documenti certi, mentre l’edificio attuale è collocato all’inizio del XVIII secolo

Perché il tempio non è nel centro di Torre Pellice?

Perché, soprattutto in età moderna, i valdesi erano concentrati nelle borgate lungo la costiera o più in alto, anche in relazione ai vincoli dell’Accordo/Trattato di Cavour (1561)

Cosa succede al tempio nel 1655 e nel 1686?

Nel 1655 viene incendiato durante i massacri; nel 1686 viene distrutto, in un anno di persecuzione e attacco sistematico contro i valdesi

Che legame c’è con Beckwith e le Lettere Patenti?

Nel 1847 Beckwith si oppose al restauro perché puntava a un nuovo tempio centrale; poi le Lettere Patenti permisero di mantenere entrambi i templi, restaurando i Coppieri e costruendo quello nel Quartiere Valdese

Oltre al tempio, cos’altro fa parte del complesso?

La sala unionista in un edificio accanto e l’antico presbiterio nell’edificio di fronte, riconoscibile anche grazie a una lapide sulla facciata

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende