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Fratelli delle Scuole Cristiane a Torino e in Piemonte: origini, metodo lasalliano e diffusione dei Lasalliani

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Da Alessandro Maldera

Febbraio 09, 2026

I Fratelli delle Scuole Cristiane (detti anche Lasalliani) sono una congregazione laicale nata per fare una cosa concreta: educare cristianamente i ragazzi, soprattutto quelli più poveri. Nascono in Francia con San Giovanni Battista de La Salle e, poi, cambiano il modo di fare scuola con metodi nuovi e pratici. Inoltre, in Italia hanno un passaggio decisivo: arrivano a Torino nel 1829 e da lì il loro modello si diffonde con forza, influenzando anche la cultura educativa piemontese.

Cosa portano i Lasalliani a Torino

– Scuola popolare più solida: lingua madre e metodo simultaneo
– Attenzione ai ragazzi poveri, ma anche a percorsi tecnico-scientifici
– Diffusione di programmi e modelli didattici nel Piemonte dell’Ottocento
– Torino diventa uno snodo per far circolare metodi e formazione educativa

Chi sono i Fratelli delle Scuole Cristiane

Sono un istituto religioso maschile di diritto pontificio composto esclusivamente da laici (non sacerdoti), riconoscibile anche dalla sigla F.S.C. dopo il nome. Il loro scopo, detto senza giri di parole, è “dare una cristiana educazione ai fanciulli”, unendo insegnamento religioso e profano.

E, proprio perché puntano alla scuola, la formazione dei Fratelli è lunga: anni di preparazione intellettuale e morale in case dedicate. Inoltre la congregazione ha un governo interno strutturato: un superiore generale (eletto dal capitolo generale) affiancato da assistenti.

Le origini: De La Salle, Reims e la scuola gratuita

La storia parte a Reims. De La Salle (1651–1719), sacerdote e teologo, si interessa all’istruzione dei figli delle classi popolari. Nel 1679 apre la prima scuola gratuita e, nel 1680, inizia a formare una comunità di maestri con vita religiosa ma senza clausura.

Qui c’è una scelta netta: il fondatore proibisce ai confratelli l’accesso al sacerdozio e scoraggia lo studio del latino. Perciò, tra la gente, nasce anche un soprannome poco elegante ma significativo: “ignorantelli”. Tuttavia l’idea non è abbassare il livello: è rendere la scuola utile, comprensibile e popolare.

L’approvazione ufficiale arriva con una bolla di Benedetto XIII: le fonti riportano la data del 26 gennaio 1724 oppure 26 gennaio 1725, quindi conviene citarla come dato “variabile” a seconda dei repertori.

Il metodo lasalliano: lingua madre e “metodo simultaneo”

Il loro contributo non è solo religioso: è anche didattico. Infatti ai Lasalliani viene attribuito un merito forte nella diffusione della scuola popolare moderna:

  • insegnamento nella lingua madre, non in latino
  • passaggio dal metodo “individuale” al metodo simultaneo (la classe lavora insieme)
  • attenzione alle discipline pratiche e al filone tecnico-scientifico, accanto alla scuola classica

Di conseguenza, dal loro laboratorio educativo derivano molte forme che oggi consideriamo “normali”: scuola media più articolata, scuola professionale, scuole domenicali e serali. Inoltre viene citata come cruciale anche la scuola magistrale (1684), cioè la formazione dei maestri, che la storia della pedagogia lega in modo speciale alla loro attività.

Italia e soprattutto Torino: l’arrivo del 1829 e l’effetto Piemonte

L’Italia entra presto nel loro raggio d’azione: si parla già di una casa a Roma in età iniziale e, poi, di una diffusione rapida. Però il punto che interessa davvero il Piemonte è questo: nel 1829 i Fratelli sono a Torino, per invito di Carlo Felice.

Da lì, secondo le ricostruzioni citate nel testo, il loro metodo e i loro programmi trovano spazio e sostenitori, anche grazie a figure e ambienti politici-culturali legati al Piemonte ottocentesco: Rayneri, i ministri Casati e Lanza, Boncompagni e persino Cavour. Inoltre viene riportato un dettaglio “pesante”: il loro stile educativo ispira anche don Bosco, che avrebbe attinto “spirito e forme” dall’esperienza lasalliana.

In breve: a Torino non sono una comparsa. E, proprio perché Torino in quegli anni è un laboratorio di riforme, l’impatto si amplifica in tutto il Piemonte.

Espansione e numeri: dalle prime case a una rete globale

Dopo Reims arriva Parigi (1688) e, dal 1699, la crescita in Francia accelera. Poi, nel 1702, una comunità si stabilisce anche a Roma, facendosi notare.

I numeri storici riportati sono questi:

  • alla morte di De La Salle (1719): 27 case e 274 membri
  • nel 1929: case oltre il migliaio, membri oltre 19.000, circa 350.000 alunni

Poi, passando all’età contemporanea, il testo riporta una presenza in circa 80/82 paesi e una rete educativa ampia: si parla di circa 1.200 istituti e di oltre 1 milione di studenti, con migliaia di Fratelli e molti collaboratori laici. Inoltre, per il 31 dicembre 2005, viene indicato un dato specifico: 5.598 religiosi in 870 case.

Dove arrivano: Europa, Americhe, Africa e “Lasalliani senza frontiere”

L’espansione fuori Europa viene descritta come precoce e capillare. Prima si citano fondazioni in aree come isole dell’Oceano Indiano, Caienna, Florida, Antille e Canada. Poi, sotto un lungo generalato (fratello Filippo), si ricordano nuove presenze in Turchia, Algeria, Egitto, Cocincina, Madagascar, Indie Orientali e Stati Uniti.

In parallelo, il testo segnala anche istituti affidati ai Fratelli in luoghi come Tripoli, Bengasi, Coo/Kos e Rodi, oltre a Corfù e Patrasso. Oggi, invece, il messaggio identitario viene riassunto in un motto: “Lasalliani senza frontiere”, cioè educazione come opportunità che supera confini e barriere.

La Casa Generalizia: Roma, via Aurelia, e una storia “dentro la Storia”

Un elemento spesso ignorato, però interessante, è la Casa Generalizia: è la sede del governo della congregazione, con archivi e direzione pedagogica e religiosa. Dal 1937 il superiore generale risiede a Roma, in via Aurelia.

Durante la Seconda guerra mondiale, inoltre, la Casa Generalizia cambia funzione più volte: nel 1941 diventa ospedale militare italiano e viene visitata dell’allora principe Umberto (4 marzo 1941). Poco dopo viene trasformata in Centro Mutilati “Principessa di Piemonte”, inaugurato dalla principessa Maria José; e il 12 giugno 1941 la visita anche Benito Mussolini. Nel 1944 diventa prima ospedale da campo tedesco e poi 48th British General Hospital. Infine, nel maggio 1945, torna ai Fratelli. Più tardi vengono ricordate due visite simboliche: Madre Teresa (7 marzo 1979) e Giovanni Paolo II (21 novembre 1981).

Cosa fanno oggi: scuole, collegi e opere sociali

Il cuore non cambia: istruzione e educazione cristiana della gioventù. Quindi gestiscono scuole di vari livelli, collegi, pensionati e, inoltre, opere sociali e centri educativi. Il modello, infatti, resta quello “lasalliano”: educazione come ascensore umano e culturale, con attenzione ai più fragili.

A Torino, l’impronta delle scuole cattoliche “storiche” passa anche da due realtà molto diverse tra loro, ma entrambe riconoscibili. Il Collegio San Giuseppe, avviato nel 1876, è uno dei nomi più antichi legati alla tradizione educativa dei Fratelli: un’istituzione che nel tempo ha costruito reputazione e continuità, diventando un punto fermo per chi cerca un percorso scolastico impostato e rigoroso.

Accanto a questo, c’è l’Istituto Scolastico Sacra Famiglia, nato nel 1946: una scuola cattolica paritaria che copre un arco enorme, perché accoglie bambini e ragazzi dai 2 ai 19 anni. La gestione è affidata ai Fratelli della Sacra Famiglia, con un’impostazione che punta a seguire gli studenti lungo quasi tutta la crescita, dall’infanzia fino alle superiori, mantenendo una linea educativa coerente.

FAQ – Risposte sul metodo lasalliano e la scuola popolare

I Fratelli delle Scuole Cristiane sono sacerdoti?

No: sono una congregazione laicale. Si dedicano alla scuola e all’educazione cristiana, senza essere preti.

Quando arrivano a Torino?

Nel 1829, su invito di Carlo Felice.

Qual è l’innovazione principale del metodo lasalliano?

Soprattutto due: insegnamento in lingua madre e metodo simultaneo (lezione alla classe), con spazio anche a discipline pratiche.

Perché contano nella storia educativa del Piemonte?

Perché portano un modello di scuola popolare moderna e, di conseguenza, influenzano programmi, didattica e formazione nel contesto torinese dell’Ottocento.

Dove sono oggi i Lasalliani?

In oltre 80 Paesi, con scuole, collegi e opere sociali, spesso insieme a una rete di collaboratori laici.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende