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Chiesa di San Secondo di Pinerolo: come riconoscerla fuori e cosa guardare dentro, tra barocco e grandi altari

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Da Alessandro Maldera

Febbraio 05, 2026

La Chiesa di San Secondo di Pinerolo è la parrocchiale principale del paese e si trova ai margini del centro storico. È libera su quattro lati, quindi la leggi bene già dal sagrato. Inoltre, accanto alla facciata, trovi la vecchia chiesa oggi intitolata a San Luigi (adibita a salone) con campanile che guarda lo stesso spazio. Dentro, però, il tono cambia: decorazioni ricche, volte dipinte e un presbiterio costruito per “stupire”

Segni chiave: barocco in mattoni, oculo-rosone e altare tridentino

– Segno esterno: facciata barocca in mattoni a vista con centro convesso e ali concave
– Dettaglio “spia”: oculo con rosone e vetri colorati
– Dentro: sequenza di volte e grande decorazione a trompe-l’oeil
– Cuore liturgico: altare tridentino e dossale con pala di San Secondo

Dove si trova e com’è organizzato il complesso

La chiesa sorge in posizione comoda, appena fuori dal cuore del concentrico. L’edificio è isolato, e quindi puoi girargli intorno con facilità. A destra della facciata, inoltre, resta l’antico edificio oggi usato come salone San Luigi, con il relativo campanile affacciato sul sagrato.

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La facciata barocca: mattoni a vista e forma “mossa”

La facciata è monumentale e in pieno barocco piemontese. È costruita in mattone a vista e gioca su una soluzione scenografica: parte centrale convessa e ali laterali concave, disposte su due registri.

La sezione centrale è scandita da coppie di doppie lesene che poggiano su una zoccolatura continua in pietra di Luserna. Sopra, poi, corre una trabeazione che termina con una cornice aggettante protetta da sottili lastre di pietra.

Al centro si apre il portale principale con portone ligneo a due battenti, impreziosito da specchiature e cornici dal profilo ondulato. Sopra, inoltre, compare un timpano centinato e, ancora più su, una cimasa con decorazioni in rilievo vegetale.

Nel registro superiore, invece, spicca l’elemento più riconoscibile: l’ampio oculo con vetri colorati, incorniciato da laterizi e con strombatura intonacata color avorio. La facciata si conclude con un coronamento in muratura protetto da copertina in pietra e croce metallica.

Ali laterali e prospetti: ingressi secondari, oculi e finestre lunettate

Le due ali ospitano ingressi secondari con porte della stessa fattura del portone principale. Sopra, quindi, si aprono grandi finestre centinate con vetri decorati e colorati. Nel registro superiore, poi, ritornano gli oculi e un profilo di chiusura a spioventi, risaltato in mezzeria.

Sui fianchi laterali noti volumi alti (navate laterali) e, vicino al presbiterio, due corpi più bassi, di cui quello a ovest risulta aggiunto in un secondo tempo. I volumi maggiori sono segnati da lesene e da aperture: due oculi e, più in alto, tre finestre lunettate con lobi (con strombatura color avorio). Le superfici secondarie, invece, sono spesso finite a rinzaffo al rustico a base calce, così in più punti affiora la tessitura muraria.

Interno: volte, affreschi e trompe-l’oeil “a tappeto”

L’aula si apre con una volta a botte sopra l’ingresso. Subito dopo, però, arrivano quattro volte a vela. Quella in corrispondenza del presbiterio è affrescata in modo da simulare una cupola: figure sacre tra nuvole e cielo, e nei pennacchi le quattro virtù cardinali.

L’abside è chiusa superiormente da una volta emiciclica decorata a lacunari, intervallati da arconi con specchiature concatenate. Inoltre le volte sono ricoperte da grandi specchiature centrali bordate da cornici ocra a imitazione dell’oro, con figure e simboli sacri. Attorno, poi, compaiono motivi vegetali e un disegno geometrico “a maglie” che incornicia cartigli barocchi dipinti a trompe-l’oeil. A completare, una fascia continua di piccole specchiature floreali corre lungo il perimetro.

Le navate laterali, invece, hanno volte emicicliche con archi ribassati, attraversate dalle finestre. Qui dominano campi rosa e composizioni dipinte che mischiano simboli sacri e richiami vegetali. Le pareti laterali sono su tono verde salvia, mentre la zoccolatura continua è dipinta a marmorino grigio-verde.

Sopra la bussola lignea (di ottima fattura) trovi la cantoria con pannelli dipinti con strumenti musicali. E poi arriva il colpo d’occhio: l’organo inserito in una composizione classica con frontone triangolare interrotto, pensata anche per far entrare più luce dalla finestra retrostante.

Presbiterio e altari: dossale, tridentino e mensa attuale

Sulla parete absidale domina un dossale imponente che contiene la pala dedicata a San Secondo (rappresentato con altre figure). La struttura è in muratura stuccata e dipinta a marmi policromi, con cornici in ocra a imitazione dell’oro. Ai lati, inoltre, compaiono due grandi angeli a tutto tondo. In alto, poi, una cimasa ricca di foglie, vasi, corone floreali e amorini.

L’altare tridentino è in muratura stuccata e dipinta a finti marmi (rosa scuro e nero fumo marezzato). L’antependio mostra un motivo a maglie diagonali con al centro uno stemma. Completano l’insieme tabernacolo, ciborio con crocifisso e candelabri dorati. Davanti si stende la predella a tre gradini rivestiti in marmo bianco marezzato.

La mensa “versus populum”, invece, è in legno dipinto a marmi policromi, con volute dorate ai lati. Nell’antependio compaiono altorilievi dorati: al centro grappoli d’uva e ai lati spighe di grano.

Cappelle laterali: battistero, altari dedicati e sculture

A destra dell’ingresso, la cappella ospita il fonte battesimale in marmo bianco, con parte superiore in legno intagliato. È posto su una predella rivestita in marmo bianco e protetto da ringhiera in ferro battuto. Sul fondo, inoltre, è presente una tela ovale con penitenti ai piedi della Madonna.

Sul lato opposto trovi un altare dedicato alla Madonna con il Bambino, in muratura con finti marmi dipinti e dossale con colonne laterali. Proseguendo, sempre su uno dei lati, compare un altare laterale molto scenografico: dossale in legno completamente dorato, colonne su piedistalli e cimasa elaborata, con paramento ricamato sull’antependio (la dedicazione specifica non è indicata nel materiale fornito). Di fronte, inoltre, è presente un altare in marmo bianco marezzato con inserti rosa e nero fumo marezzati (anche qui, la dedicazione non risulta specificata nelle note disponibili).

Più vicino al presbiterio si trova un altare dedicato a San Giuseppe, con statua in nicchia centrale e cimasa con amorini. Nella navata opposta, invece, compare l’altare dedicato all’Assunzione di Maria, in muratura stuccata e dipinta a marmi bianchi e grigi marezzati.

Pavimenti e balaustra: bargioline e geometrie di posa

La pavimentazione della prima parte dell’aula è in bargioline ferruginose chiare e grigio chiaro, rettangolari e posate ortogonalmente lungo l’andamento delle navate. In alcune zone (davanti agli altari laterali e prima del presbiterio), le stesse pietre diventano quadrate e vengono posate in diagonale. Il presbiterio è rialzato di due gradini ed è separato da una balaustra in stucco dipinta a marmi policromi; qui il pavimento torna in bargioline quadrate disposte in diagonale.

Struttura, coperture e campanile

L’impianto è quello di una chiesa a pianta rettangolare con navate laterali, che si restringe verso il presbiterio e termina con abside emiciclica. La sezione presenta la navata centrale affiancata dalle laterali, sotto un unico tetto a due spioventi. Le murature sono soprattutto in laterizio con aggiunta di pietre, legate con malta di calce. Non risultano catene metalliche di rinforzo.

Le coperture sono in lose su travature lignee. Il campanile è a pianta quadrata, con intonaco oggi degradato e mattoni visibili in vari punti. In alto si aprono ampie monofore, mentre la parte sommitale è in mattone a vista con lesene d’angolo. I quadranti degli orologi sono sui lati ovest ed est. La torre è chiusa da tetto a padiglione in lose con croce metallica.

Cronologia essenziale: le date che contano davvero

  • 1386: attestazione dell’antica chiesa (“ecclesia s. Secundi de Miradolio”)
  • 1518: altari ricordati con dedicatezioni multiple (tra cui S. Lucia, S. Antonio, S. Maria Maddalena)
  • 1591: visita pastorale con indicazioni su altari laterali e fonte battesimale da riparare
  • 1655: incendio e devastazioni attribuite al Jayer, con chiesa e casali colpiti
  • 1658: visita abbaziale con elenco degli altari presenti e mancanze dovute alla guerra
  • 1749: la parrocchiale di San Secondo è incontrata in visita pastorale
  • 1767: stanziamenti del regio patronato “per la facciata”
  • 1773: ricostruzione della nuova parrocchiale, a spese del barone Bianco, del comune e degli abitanti; attribuzione tradizionale a Giuseppe Gerolamo Buniva (con discussione documentaria che cita anche Giovanni Matteo Maria Massone)
  • 1774–1789: inaugurazione cappella di S. Lucia (1774), benedizione della chiesa (1784), benedizione altare del Rosario (1789)
  • 1835: attestato un altare di S. Irene
  • Fine XX secolo: lavori di risanamento esterno (rifacimento intonaco lato est per circa 3 m e tubazione interrata per acque meteoriche)

FAQ – Delucidazioni prima di entrare in parrocchiale

Dove si trova la Chiesa di San Secondo di Pinerolo?

Si trova ai margini del concentrico storico di San Secondo di Pinerolo ed è libera su quattro lati, con il sagrato come punto di lettura principale

Qual è il dettaglio più riconoscibile della facciata?

L’insieme “mosso” barocco (centro convesso e ali concave) e soprattutto l’ampio oculo con rosone a vetri colorati nel registro superiore

Che cosa non va perso all’interno, se hai poco tempo?

Le volte a vela decorate, in particolare quella sul presbiterio dipinta come cupola, e la zona della controfacciata con cantoria e organo incorniciato da architettura classica con frontone triangolare interrotto

La chiesa attuale è medievale?

No: esiste una chiesa attestata già nel 1386, però l’edificio attuale è legato alla ricostruzione del 1773, con attribuzione tradizionale a Giuseppe Gerolamo Buniva e una discussione che chiama in causa anche Giovanni Matteo Maria Massone

C’è ancora un altare “antico” oltre alla mensa moderna?

Sì: è presente l’altare tridentino (in muratura stuccata e dipinta a finti marmi) con tabernacolo e ciborio, affiancato dalla mensa attuale “versus populum” in legno dipinto a marmi policromi

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende