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Chiesa di Santa Maria Maddalena e San Defendente di Pinerolo: a Costagrande tra ricostruzione e memoria

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Da Alessandro Maldera

Febbraio 03, 2026

La Chiesa di Santa Maria Maddalena e San Defendente di Pinerolo si trova in frazione Costagrande. Oggi, infatti, appare come una costruzione postbellica, legata a una ricostruzione novecentesca. Tuttavia il sito ha una memoria più lunga: tra visite pastorali, catasti e dedicazioni, la cronologia è sorprendentemente leggibile. Perciò è una tappa utile quando si vuole uscire dal “solito centro”.

Tappa fuori rotta: ricostruzione e tracce antiche

Dove: Frazione Costagrande (Pinerolo)
Impronta: edificio postbellico frutto di ricostruzione
Data chiave: 23 agosto 1959, benedizione dell’oratorio ricostruito dal Genio Civile di Torino
Memorie storiche: visita pastorale 1659 • catasto 1775 (cappella del Gerbido) • citazione 1835 (cappella del Gerbo)
Dentro: pianta a croce latina, presbiterio rialzato e altare in marmo bianchissimo
Curiosità: campanile di lettura complessa, forse costruito dopo il 1428
Intervento: pavimento rifatto nel 1999 (dedica a Eugenio e Giulio Zincoro)

Dove si trova: Costagrande, una visita fuori rotta

La chiesa sorge nella borgata di Costagrande. Quindi non è una visita “di passaggio” se resti in centro, ma funziona benissimo come deviazione breve. Inoltre qui capisci subito una cosa: l’interesse non sta nella monumentalità, bensì nel modo in cui il luogo è stato ricostruito e tenuto in vita.

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Un edificio nuovo su un sito più antico

La chiesa che vedi oggi è il risultato evidente di un intervento di ricostruzione. Esisteva una precedente chiesa cinquecentesca, però non è chiaro in che condizioni fosse né quale fosse il suo valore storico-artistico. Di conseguenza, non possiamo “romanzare” le ragioni della demolizione: possiamo solo leggere ciò che resta e ciò che è stato rifatto.

Cronologia essenziale: le date che contano davvero

Qui conviene fissare pochi punti fermi, perché sono quelli che reggono il racconto:

  • 5 agosto 1659: in una visita pastorale si segnala la cappella nei confini di Costagrande, in un’area descritta come sensibile sul piano religioso; inoltre vengono richiesti lavori concreti (volta, pareti, altare e predella)
  • 1775: la cappella del Gerbido risulta proprietà del Comune nel catasto; invece non compare nel catasto del 1428, quindi la traccia documentaria non è continua
  • 1835: la parrocchia di San Pietro estende la propria giurisdizione anche su questa cappella rurale, ricordata come “del Gerbo” nei tempi antichi
  • 23 agosto 1959: viene benedetto l’oratorio dedicato a Santa Maria Maddalena e San Defendente, ricostruito dal Genio Civile di Torino con l’interessamento del geometra Pietro Borgonovo, sul sito di una cappella più antica; inoltre l’altare proviene dall’Istituto di Sant’Anna (via Massena, Torino) e la pietra sacra risulta consacrata secondo dichiarazione della Curia di Torino (lettera conservata in chiesa)
  • 1999: rifacimento del pavimento, a memoria di Eugenio e Giulio Zincoro (iscrizione)

L’esterno: facciata a capanna e materiali “a imitazione”

Il fronte è volutamente semplice: andamento a capanna e, sopra, un cornicione sporgente in calcestruzzo. Inoltre la finitura non è un paramento tradizionale: la facciata è rivestita con piastrelle di laterizio incollate, pensate per simulare una muratura più massiccia. In corrispondenza di aperture e zoccolatura, poi, compaiono pietre incollate usate come cornici: un espediente piccolo, ma molto rivelatore del gusto e del periodo.

Interno: croce latina, presbiterio rialzato e altare in marmo bianco

L’aula segue una pianta a croce latina. Il presbiterio, inoltre, è sopraelevato di un gradino e ospita un altare in marmo bianchissimo, indicato come di pregevole fattura. Perciò l’occhio finisce subito lì, senza bisogno di “cercare” altro.

Il presbiterio è chiuso da balaustre marmoree di reimpiego: quindi il riuso diventa parte della storia materiale dell’edificio. L’aula è tinteggiata e rimane disadorna, ma proprio questa essenzialità rende la lettura immediata.

Struttura e copertura: latero-cemento e tegole marsigliesi

La chiesa è costruita in latero-cemento. Tuttavia, da una semplice osservazione, non è chiarissimo se gli elementi portanti verticali siano pilastri in calcestruzzo oppure paraste murarie. La copertura, invece, è su travi e utilizza tegole marsigliesi: un dettaglio coerente con l’impostazione novecentesca.

Pavimento: cotto bianco “a losanghe”

La pavimentazione attuale è composta da piastrelle in cotto bianco, posate a losanghe con giunti larghi. Inoltre sappiamo che nel 1999 il pavimento è stato rifatto con una dedica: quindi non è solo una scelta estetica, ma anche un segno di memoria locale.

Il campanile: l’unico superstite, ma difficile da decifrare

Il campanile sembrerebbe l’unico elemento sopravvissuto della chiesa più antica. Tuttavia la lettura è complicata: l’intonaco rustico “posticcio” e la deturpazione di alcuni elementi pensili spezzano la chiarezza storica e compositiva. Perciò è difficile dire se sia davvero romanico o se sia una riproposizione successiva. Da una valutazione sommaria, comunque, sembrerebbe costruito dopo il 1428.

FAQ – Capire la chiesa di Costagrande senza perdersi

Dove si trova la Chiesa di Santa Maria Maddalena e San Defendente di Pinerolo?

In frazione Costagrande, nel territorio comunale di Pinerolo.

Perché l’edificio sembra recente?

Perché l’oratorio attuale è legato alla ricostruzione conclusa con la benedizione del 23 agosto 1959.

Cosa conviene guardare appena entrati?

L’impianto a croce latina, il presbiterio rialzato e l’altare in marmo bianchissimo, oltre alle balaustre marmoree di reimpiego.

Il campanile è medievale?

Non si può affermarlo con certezza: l’aspetto è alterato e la lettura è frammentaria; tuttavia, da una valutazione sommaria, sembrerebbe costruito dopo il 1428.

Perché ricorrono i nomi “Gerbido” e “Gerbo”?

Perché nel 1775 si parla di cappella del Gerbido (proprietà comunale) e nel 1835 la cappella rurale è ricordata anche come “del Gerbo” nei tempi antichi.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende