Museo etnografico ‘L Rubat di Piscina: collezioni, sezioni e storia del museo della civiltà contadina

Da Alessandro Maldera
Gennaio 27, 2026

Il Museo etnografico ‘L Rubat di Piscina, in via Umberto I 64, è un piccolo scrigno della cultura contadina della pianura pinerolese. Qui trovi utensili domestici, attrezzi da lavoro, macchine agricole e materiali legati alla bachicoltura, raccolti nelle cascine del territorio. Inoltre, un grande archivio di foto e documenti completa il racconto. Attualmente, però, il museo non è agibile perché l’edificio è in ristrutturazione generale.
‘L Rubat in pillole: i dettagli che contano
– Perché “Rubat”: rullo in pietra e legno per la trebbiatura
– Cosa raccoglie: utensili domestici, macchine agricole, attrezzi di lavoro e bachicoltura
– Archivio: oltre 2000 fotografie + libri e documenti
– Nota pratica: non agibile per ristrutturazione dell’edificio
Museo etnografico ‘L Rubat: dove si trova e perché vale la tappa
Il museo ha sede a Piscina, in via Umberto I 64. È una dimensione concreta: non parla “in astratto” di tradizioni, ma mostra oggetti reali, usati davvero fino alla metà del Novecento. E proprio per questo, anche se è un museo di comunità, racconta un territorio intero.
Perché si chiama ‘L Rubat: il simbolo della trebbiatura
Il nome nasce dal rubat, un attrezzo tradizionale: un rullo in pietra e legno utilizzato per la trebbiatura. Non è solo una parola curiosa in dialetto piemontese: è il simbolo di un modo di lavorare i campi fatto di fatica, tecnica e stagioni. Di conseguenza, il rubat diventa sia “insegna” sia chiave di lettura del museo.
Come nasce il museo: appassionati, cascine e raccolta dal territorio
Il progetto prende forma grazie a un gruppo di appassionati di storia locale riuniti nell’associazione Gruppo Ricerca. L’idea nasce nel 1979 con l’obiettivo di creare un centro di studi sulla civiltà contadina; inoltre, nel 1981 prende avvio il museo etnografico vero e proprio, costruito raccogliendo oggetti, attrezzi e strumenti custoditi nelle cascine. La sede è in un edificio concesso dal Comune di Piscina in comodato d’uso gratuito, e così il museo diventa una “casa comune” della memoria.
Cosa si vede: utensili, macchine agricole e oggetti di vita quotidiana
Il percorso espositivo è organizzato in sezioni, ognuna dedicata a un aspetto diverso della vita rurale. Da una parte trovi utensili domestici e oggetti d’uso quotidiano; dall’altra incontri attrezzi da lavoro, macchine agricole e strumenti legati alla bachicoltura. In altre parole, non è una collezione casuale: è un racconto per temi, pensato per far capire come si viveva e come si lavorava fino alla metà del ’900.
Archivio e documenti: quando la memoria diventa ricerca
Oltre agli oggetti, il museo conserva un archivio importante: oltre 2000 fotografie, libri e vari documenti riprodotti da originali. Molti materiali arrivano da donazioni della popolazione; altri, invece, provengono da archivi istituzionali. Quindi la visita (quando possibile) non è solo “guardare cose”: è anche capire persone, famiglie e trasformazioni sociali.
Il Gruppo Ricerca: pubblicazioni, mostre e iniziative culturali
Il lavoro dell’associazione non si ferma alle vetrine. Nel tempo il Gruppo Ricerca ha pubblicato 9 libri e 30 opuscoli dedicati alla storia e alla cultura contadina del territorio, e inoltre ha organizzato e partecipato a mostre e rassegne a livello locale e regionale. Nel 2009, poi, il Gruppo Ricerca si è fuso con i membri del Comitato Storico nato per il 400° anniversario di fondazione della Parrocchia di San Grato di Piscina: in quell’occasione sono stati realizzati un libro (“Corrente l’anno Milleseicentonove”), un video documentario e una mostra fotografica con antichi documenti.
Mostre e progetti recenti: dal Risorgimento alle fornaci, fino al mais ottofile
Negli anni successivi sono state curate iniziative tematiche. Nell’autunno 2011, per i 150 anni dell’Unità d’Italia, è stata realizzata una mostra documentaria sui soldati piscinesi in pace e in guerra. Inoltre, nella primavera 2012, è stata allestita una mostra fotografica con video documentario sul lavoro nelle fornaci di Piscina. Dal 2010, infine, in collaborazione con la Pro Loco, il gruppo organizza “I sapori del tempo”, manifestazione dedicata all’antica varietà di mais ottofile, un tempo coltivata intensivamente a Piscina.
Le sezioni e gli ambienti: come è organizzato il percorso
Il museo è strutturato in spazi che riproducono e spiegano funzioni reali, con ambienti interni ed esterni.
Piano terra
- Salone comunale: locale per riunioni ed eventi delle associazioni
- Ufficio / archivio / libreria
- La stalla
- Esterno: attrezzi e macchine agricole
Primo piano
- Pesi e misure, scuola, religiosità, oggetti vari
- Grano e mais
- Baco da seta e sezione legata alla donna
- La cucina
- Fienile: il carradore
Informazione utile: al momento non è visitabile
Qui niente illusioni: attualmente il museo non è agibile, perché l’edificio è interessato da un importante intervento di ristrutturazione generale. Tuttavia il valore del luogo resta intatto, e quando riaprirà sarà una delle tappe più “vere” per leggere la storia quotidiana di Piscina.
FAQ – Guida alle domande sul museo ‘L Rubat
Si trova a Piscina in via Umberto I 64.
Prende il nome dal rubat, un rullo in pietra e legno usato tradizionalmente per la trebbiatura.
Espone utensili domestici, attrezzi agricoli, macchine da lavoro e materiali legati alla bachicoltura, utilizzati fino alla metà del ’900.
Conserva un archivio con oltre 2000 fotografie, oltre a libri e documenti derivati da donazioni e da archivi istituzionali.
Al momento non è agibile perché l’edificio è interessato da una ristrutturazione generale.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



