Chiesa di San Nicolao di Pomaretto: origini antiche, facciata 1717 e interni barocchi da leggere con calma

Da Alessandro Maldera
Gennaio 27, 2026

La Chiesa di San Nicolao di Pomaretto sta al margine del centro storico, lungo l’antica strada che sale verso la Val Germanasca. È un edificio che sembra sobrio fuori, però “parla” moltissimo appena entri. Inoltre mette insieme storia medievale, ferite delle guerre di religione e un impianto barocco di gusto valligiano.
Dettagli che esaltano San Nicolao
• Interno: volte e decorazioni a trompe-l’oeil, cantoria lignea con pannelli dorati
• Presbiterio: altare ligneo scolpito
Dove si trova e come si inserisce nel paese
La parrocchiale è lambita dall’antica strada che prosegue verso la Germanasca. Inoltre l’orientamento è sull’asse nord–sud. L’edificio non è libero su tutti i lati: i lati minori restano più “stretti”, perché a est c’è un basso fabbricato e a ovest la casa parrocchiale. Così, anche dall’esterno, capisci che è un complesso “di paese”, non una chiesa isolata.
Facciata: colori, lesene e iscrizione del 1717
Le superfici esterne sono state restaurate in tempi recenti. Di conseguenza i campi risultano a intonaco ruvido color calce, mentre gli elementi decorativi della facciata sono in rosa mattonaceo.
Ai lati spiccano due lesene binate su basamento rivestito con lastre di pietra grigia. In alto, inoltre, terminano con capitelli lineari che richiamano l’ordine dorico. Sopra arriva la trabeazione e, quindi, il frontone triangolare, segnato da cornici sagomate dipinte di grigio.
Nel timpano compare un’iscrizione con la data 1717 e la committenza regia (indicata come “re Amedeo II” nella tradizione locale). Dunque la facciata, da sola, ti consegna già una “carta d’identità”.
Il portone scolpito e la finestra mistilinea
Al centro, nella parte bassa, c’è il portone ligneo a due battenti. È rifinito da specchiature con sculture e, inoltre, è incorniciato da una cornice sagomata in stucco.
Subito sopra, infatti, trovi il riquadro con la scritta di dedicazione. Poi si apre una finestra rettangolare con profilo mistilineo, vetri “cattedrale” e cornice in stucco sagomato. Quindi la facciata è semplice, ma curata nei punti giusti.
Storia: dalle origini medievali alle fratture del Cinquecento
Le citazioni più antiche parlano chiaro: la chiesa esiste almeno dal 1123 ed è ricordata anche nel 1255. Inoltre, da una nota del 1386, risulta che non avrebbe mai pagato il “cattedratico” al vescovo di Torino.
Poi arrivano anni duri: nel 1561 la chiesa viene indicata come profanata e saccheggiata dagli “eretici”. In seguito, tra 1592 e 1593, viene segnalata come demolita durante l’occupazione della Val Perosa da parte delle truppe ugonotte di Lesdiguières. Perciò, la continuità medievale si spezza e si ricomincia.
1688: nuova parrocchia e impianto “moderno”
Nel 1688 viene creata una nuova parrocchia di patrocinio ducale (poi regio): Pomaretto viene “smembrata” da Perosa ed eretta in parrocchia autonoma. Inoltre, secondo la tradizione riportata, nulla rimane della chiesa primitiva, sostituita dalla chiesa attuale nel 1688 e voluta da Vittorio Amedeo II.
Dunque la San Nicolao che vedi oggi nasce dentro una stagione precisa: il Regio Patronato e la ricostruzione cattolica nelle valli.
Danni, manutenzioni e restauri: cosa succede tra Sette e Ottocento
Nel maggio 1739 arriva un finanziamento regio di 100.000 lire, giudicato comunque insufficiente e legato a più interventi nell’area (tra cui nuove cappelle e case annesse a Salza, Pomeano e Riclaretto).
Nel 1755, invece, una lettera del parroco Pietro Bosio segnala danni importanti dovuti a cadute di pietre e terra, conseguenza delle nevicate e delle piogge di marzo. Inoltre nel 1759 il complesso risulta in stato mediocre.
Poi seguono lavori e riparazioni: 1816 (opere del regio patronato), 1830 (canali/“chenaux” in ferro bianco al tetto), 1847 (visita pastorale: chiesa restaurata e dipinta di recente, casa parrocchiale ancora non ben riparata) e, quindi, interventi tra 1862 e 1865 su soglie, muri, pavimento, finestre e canali del tetto.
In tempi più vicini, infine, si cita il rifacimento del tetto in lose e la tinteggiatura della facciata (fine XX secolo).
Dentro la chiesa: volte, trompe-l’oeil e ritmo barocco
L’aula è coperta da due volte a crociera che lasciano spazio alle aperture laterali alte. Sopra il presbiterio, invece, insiste una volta a botte con unghie per le finestre.
Le nervature sono marcate da bordi che imitano cornici sagomate in stucco. Inoltre nei campi compaiono raffigurazioni o stilizzazioni di simboli sacri. Qui il barocco lavora “di fino”: il disegno usa spesso il trompe-l’oeil e costruisce movimento con curve e finte modanature.
Le pareti sono scandite da paraste con specchiature color arancio e croci patenti. In basso, inoltre, trovi radiatori lunghi e bassi collocati sotto campi decorati con piccole stilizzazioni. In alto, invece, corre una trabeazione continua di buona fattura: architrave, fregio e cornice aggettante.
Bussola e cantoria: il colpo d’occhio in controfacciata
In controfacciata c’è una bussola lignea con vetri. Sopra, quindi, si trova la cantoria lignea, impreziosita da pannelli dorati con specchiature e intagli fitomorfi. È un dettaglio che spesso si salta, però qui vale la pena alzare lo sguardo.
Presbiterio e altare: il legno scolpito come protagonista
Al centro della parete absidale domina un altare ligneo definito “esuberante”, quasi completamente scolpito. Inoltre il tabernacolo centrale ha una vetrata “cattedrale” retroilluminata, che crea un punto luminoso netto.
La pala sopra raffigura San Nicolao ai piedi dell’Immacolata Concezione. Nel presbiterio si notano due porte laterali ben visibili e, inoltre, un’apertura più nascosta sulla sinistra della parete di fondo.
La mensa lignea centrale è decorata con intagli a tema fitomorfo e il piano è coperto da un mantile bianco ricamato. Completano l’arredo: seggio, ambone, un grande crocifisso ligneo, fonte battesimale, quattro statue lignee dipinte, confessionale e banchi.
Pavimento, struttura e copertura in lose
La navata ha pavimentazione in parquet. Il presbiterio, invece, è sopraelevato di due gradini.
Dal punto di vista strutturale, la pianta è rettangolare a navata unica con restringimento verso il presbiterio e abside piatta. Le murature sono presumibilmente in pietra con malta di calce. Inoltre, poco sopra l’imposta degli arconi, si notano tre catene di rinforzo.
La copertura è in lose e poggia su travature lignee: quindi è un segno di continuità con le soluzioni “di valle”, robuste e pratiche.
Il campanile: monofore “tagliate” dagli orologi e tetto in rame
Il campanile è a pianta quadrata e sta nell’angolo nord-est. È articolato su tre livelli: quello centrale ha a sud una porticina chiusa da un’anta in ferro.
In alto, dove ci sono le campane, compaiono quattro monofore in parte chiuse dai quadranti degli orologi. Una cornice lineare separa la cella campanaria dal livello sottostante. Infine la copertura è a padiglione, rivestita in rame, con croce metallica.
Perché questa chiesa è “tipica” delle valli
Qui si vede bene un principio: esterni relativamente essenziali e, tuttavia, interni dove il barocco lavora con decorazioni e ritmo. Questo schema è coerente con molte chiese promosse dal Regio Patronato nelle valli (Pellice, Chisone, Germanasca), dove si cercava un ristabilimento della fede cattolica dopo stagioni di conflitto. In pianura, invece, le coeve possono risultare più ricche e “auliche”.
FAQ – San Nicolao: risposte rapide prima della visita
È al margine del centro storico di Pomaretto, lungo l’antica strada che prosegue verso la Val Germanasca
Nel timpano compare la data 1717 insieme alla committenza regia indicata nelle iscrizioni locali
Soprattutto le volte con decorazioni a trompe-l’oeil, la cantoria lignea dorata e l’altare ligneo scolpito con tabernacolo retroilluminato
La copertura è in lose, sorretta da travature in legno
Sì: nella cella campanaria le monofore risultano in parte chiuse dai quadranti degli orologi, e la copertura finale è a padiglione in rame

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



