Storia di Monastero di Lanzo: dalle origini benedettine al turismo moderno

Da Alessandro Maldera
Gennaio 20, 2026

La storia di Monastero di Lanzo è legata a doppio filo al Medioevo e alla presenza dei Benedettini. Fondato da monaci in fuga dall’Abbazia della Novalesa, il borgo ha mantenuto nei secoli un forte legame con la spiritualità, l’agricoltura e gli alpeggi. Oggi conserva un patrimonio storico e naturalistico di rilievo, unendo tradizione e turismo.
Origini e Medioevo
Le prime tracce umane risalgono all’epoca preromana, come dimostrano incisioni rupestri e toponimi antichi. Tuttavia, la vera svolta arrivò intorno al 991, con la fondazione del priorato femminile benedettino dedicato a Santa Anastasia. Questo piccolo monastero, dipendente dall’abbazia di San Mauro di Pulcherada, diede il nome al borgo.
I Benedettini contribuirono allo sviluppo agricolo, introducendo terrazzamenti, muri a secco e una rete di sentieri che collegava gli insediamenti ai pascoli. Del loro passaggio resta un’impronta preziosa: il campanile romanico del XII secolo, realizzato secondo la tecnica dell’opus spicatum, oggi Monumento Nazionale.
Nel Medioevo Monastero seguì le vicende della Castellania di Lanzo, spesso in conflitto con i comuni confinanti per il possesso degli alpeggi, risorsa fondamentale per l’economia locale.
Dall’età moderna all’Ottocento
Nel 1724 Monastero di Lanzo divenne feudo con titolo di Contea, assegnato ai Giriodi di Costigliole Saluzzo. A fine Settecento, i baroni Chionio promossero la costruzione della parrocchia di San Giovanni Evangelista a Chiaves, borgata strategica considerata la “chiave del Canavese”.
Nel 1862 il paese assunse ufficialmente l’attributo “di Lanzo” per evitare omonimie. Già in questa fase, la comunità viveva soprattutto di agricoltura e allevamento, in particolare la produzione casearia con la celebre Toma di Lanzo.
Spopolamento e turismo
A partire dal 1880, Monastero di Lanzo iniziò a subire un forte spopolamento: l’economia agricola non bastava più a sostenere le famiglie e molti abitanti emigrarono. Con il tempo, però, il borgo trovò una nuova vocazione: il turismo estivo.
Le borgate come Chiaves, con le sue tipiche quintane (vicoli stretti e suggestivi), divennero meta di villeggiatura. Il Parco della Resistenza e della Pace, costruito in ricordo della lotta partigiana, offre ancora oggi panorami unici sulle Valli di Lanzo.
Monumenti e simboli
Monastero conserva un ricco patrimonio culturale e architettonico:
- Campanile romanico del XII secolo, riconosciuto Monumento Nazionale.
- Parrocchia di Santa Anastasia Martire, cuore spirituale del borgo.
- Parrocchia di San Giovanni Evangelista a Chiaves (1769).
- Parco della Resistenza e della Pace, area naturale e memoriale.
Lo stemma comunale raffigura il campanile romanico, un abete, un castagno e una mucca al pascolo, simboli della natura e della vita rurale. Concesso ufficialmente nel 1977, riassume l’identità del paese.
FAQ – Cosa sapere sulla storia di Monastero di Lanzo
Nel 991 fu fondato il priorato femminile di Santa Anastasia, gestito dalle monache benedettine
Il campanile romanico del XII secolo, costruito in opus spicatum, oggi Monumento Nazionale.
Nel 1862 venne aggiunto “di Lanzo” per distinguere il comune da altri con nomi simili.
Nel 1724 il paese divenne Contea affidata ai Giriodi, signori di Costigliole Saluzzo.
Il turismo estivo rappresenta una risorsa fondamentale, grazie a borghi come Chiaves e a itinerari naturalistici.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



