Tempo automobilisti in coda a Torino: 44 ore l’anno, 17 km/h in centro e cause principali

Da Alessandro Maldera
Gennaio 04, 2026

Quanto tempo si perde davvero nel traffico torinese? Secondo la Inrix Global Traffic Scorecard 2025, gli automobilisti a Torino restano in coda 44 ore l’anno, cioè quasi due giorni pieni. Inoltre, nell’ultimo chilometro verso il centro storico la velocità media scende a 17 km/h. Il dato è stabile, però il problema resta: cantieri, colli di bottiglia e ore di punta continuano a “tirare il freno”.
Traffico torinese 2025: ore perse, velocità e classifiche
- Ore in coda a Torino: 44 ore/anno (quasi 2 giorni)
- Punto più critico: ultimo km verso il centro, velocità media 17 km/h
- Classifica Inrix 2025: 10ª in Italia, 119ª nel mondo
- Piemonte: Novara 38 • Biella 33 • Asti 33 • Cuneo 28 • Vercelli 22
- Italia (più congestionate): Roma 76 • Milano 67 • Brescia 57 • Firenze 51
- Mondo: Istanbul 118 • Città del Messico 108
- Europa: Londra 91 (7ª globale) • Parigi (2ª in Europa, 8ª nel mondo)
Tempo automobilisti in coda a Torino: il numero che conta nel 2025
Il dato più semplice è anche il più duro: a Torino si perdono 44 ore all’anno bloccati nel traffico. In pratica, sono quasi due giorni interi buttati tra stop e ripartenze.
Il report Inrix 2025 descrive un quadro molto simile all’anno precedente. Quindi non si può parlare di svolta. Tuttavia cambia la posizione in classifica, perché nel frattempo altre città sono peggiorate.
Dove Torino si “tappa”: l’ultimo chilometro prima del centro
Il punto critico più evidente resta l’ingresso verso il centro. Qui, infatti, la velocità media scende a 17 km/h. È poco. Ed è proprio quel tratto finale a trasformare il rientro in una marcia lenta.
A pesare sono soprattutto:
- corsie ridotte in presenza di cantieri
- intersezioni ravvicinate, che spezzano il flusso
- semafori che, di conseguenza, diventano moltiplicatori di coda
Classifica Inrix 2025: Torino in Italia e nel mondo
Secondo Inrix, Torino è:
- 10ª in Italia per congestione
- 119ª nel mondo
Il dato “locale” è stabile. Però la classifica si muove. E si muove perché altre città hanno avuto un peggioramento più forte.
Piemonte: quanto si perde in coda negli altri capoluoghi
Fuori da Torino la situazione, in genere, è meno pesante. Ecco le ore annue stimate in coda nel resto del Piemonte:
- Novara: 38 ore
- Biella: 33 ore
- Asti: 33 ore
- Cuneo: 28 ore
- Vercelli: 22 ore (unico capoluogo sotto le 24 ore)
Quindi Torino resta il riferimento regionale per congestione. E purtroppo non in senso buono.
Italia: chi sta peggio e chi sta meglio di Torino
A livello nazionale, la classifica vede davanti:
- Roma: 76 ore
- Milano: 67 ore
- Brescia: 57 ore
- Firenze: 51 ore
Torino, con 44 ore, è in linea con Verona e precede di poco Napoli (43 ore). Insomma: non è il peggio assoluto d’Italia, ma è stabilmente nella fascia alta.
Mondo ed Europa: i numeri che ridimensionano (solo un po’) Torino
Nel ranking globale:
- Istanbul è la più congestionata del 2025 con 118 ore
- segue Città del Messico con 108 ore
In Europa il primato spetta a:
- Londra: 91 ore, con 7° posto globale
- Parigi: seconda in Europa e 8ª nel mondo
Torino, quindi, è molto lontana dai picchi mondiali. Però resta comunque una città dove la congestione pesa in modo quotidiano.
Perché il traffico a Torino non molla: cantieri e rete già satura
Nel centro, i cantieri incidono parecchio. Di conseguenza la circolazione diventa una sequenza di rallentamenti che sembra non finire mai.
Torino paga criticità tipiche dei grandi centri:
- strozzature infrastrutturali
- spostamenti concentrati nelle stesse fasce orarie
- lavori prolungati che riducono capacità e alternative
E quando la rete è già al limite, anche il dettaglio fa danni.
“Effetto fisarmonica”: quando una piccola cosa crea una grande coda
Qui la dinamica è semplice: prima rallenti, poi freni, poi riparti. E lo stesso succede dietro di te, a catena. Quindi l’ingorgo si allarga ai quartieri limitrofi.
In particolare, incidono anche interferenze “piccole” ma devastanti quando il traffico è saturo:
- carico/scarico non regolato
- doppie file
- svolte a raso in punti sensibili
Sommate a cantieri, deviazioni e semafori congestionati, queste cose creano un blocco che si autoalimenta.
Piazza Baldissera: il punto che fa perdere la pazienza (soprattutto alle 18)
Se c’è un nome che a Torino fa venire l’orticaria agli automobilisti, è piazza Baldissera. Da anni è un incubo nelle ore di punta. E verso le 18, quando la città rientra dal lavoro, quel nodo diventa spesso un tappo.
Il problema non resta “dentro la piazza”. Anzi, si espande:
- l’ingorgo manda in tilt le strade vicine
- i guidatori cercano scampo nelle vie laterali
- però così, inevitabilmente, intasano anche quelle
Risultato: un blocco che si sposta e si moltiplica.
FAQ – Tempi in coda a Torino e dati Inrix
In media 44 ore all’anno. Quindi, di fatto, quasi due giorni pieni passati fermi o a passo d’uomo.
Il collo di bottiglia più evidente è l’ultimo chilometro prima del centro storico oltre a piazza Baldissera, dove la velocità media scende a 17 km/h.
Perché riducono corsie e alternative. Inoltre, con intersezioni ravvicinate e semafori, il flusso si spezza e la coda cresce “a onde”.
Perché nelle ore di punta, soprattutto verso le 18, diventa un tappo. Di conseguenza l’ingorgo si riversa sulle strade vicine, e anche le vie laterali finiscono congestionate.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



