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Cosa vedere a Campiglione Fenile: luoghi storici e architetture tra cascine e dimore sabaude

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Da Alessandro Maldera

Gennaio 04, 2026

Campiglione Fenile è un comune “doppio” per natura: nasce nel 1928 dalla fusione di Campiglione e Fenile. E infatti il bello non è concentrato in un solo punto, ma sparso tra centro, frazioni e campagna. Inoltre siamo nella pianura pinerolese, a sud-ovest di Torino, quindi l’anima agricola si sente ancora. Se cerchi una visita corta ma piena di dettagli, qui hai chiese antiche, dimore nobiliari e una casaforte settecentesca.

Colpo d’occhio su Campiglione Fenile

  • San Giovanni Battista: origini antiche, ricostruzioni barocche e tracce artistiche tra Rinascimento e Seicento
  • Villa Luserna: residenza neoclassica del Settecento con parco, sale decorate e funzioni agricole “di regia”
  • San Gervasio e Protasio: abside romanica, innesti seicenteschi e atmosfera rurale tra cascine
  • Cappella della Natività: oratorio di Fenile con affreschi mariani e tabernacolo rococò
  • Castello Martin Montù Beccaria: casaforte-palazzo con cortile in ciottoli, rustici e parco storico

Un patrimonio diffuso: perché vale la sosta

Non aspettarti un centro “da cartolina” unico e compatto. Però, proprio per questo, Campiglione Fenile funziona bene se lo vivi come un piccolo percorso a tappe. Prima tocchi le parrocchiali, poi ti sposti tra cascine e strade di campagna, e infine incroci le architetture signorili legate al mondo sabaudo. Di conseguenza, in poco tempo ti fai un’idea chiara del territorio.

Chiesa di San Giovanni Battista

La Chiesa di San Giovanni Battista è il punto più “centrale” del giro. La sua presenza è attestata già nel 1037, grazie a un atto di donazione legato all’abbazia di Cavour: quindi l’origine è molto più antica del volto attuale.

Nel tempo, però, la chiesa cambia pelle. Dopo le turbolenze legate alle guerre di religione tra Cinque e Seicento, l’edificio viene ricostruito nel XVII secolo. La facciata è barocca e riconoscibile: portale scolpito in pietra locale, timpano spezzato con volute, e un campanile “a vela” che dà slancio al profilo del paese.

Dentro l’impianto è semplice e leggibile: navata unica con cappelle laterali. Inoltre si conservano frammenti di affreschi rinascimentali con scene battesimali e pale seicentesche legate alla tradizione francescana del vicino convento, poi soppresso in età napoleonica. Ecco perché la chiesa, ancora oggi, resta un fulcro per feste e momenti comunitari.

Villa Luserna

Se ti piacciono le residenze storiche, Villa Luserna è la tappa che alza il livello. È una dimora neoclassica del XVIII secolo, voluta dai Marchesi San Martino di San Germano, ramo collaterale dei conti d’Agliè. Non era solo “casa bella”: era anche un centro di gestione delle tenute agricole, quindi estetica e praticità andavano insieme.

La facciata si impone con un pronao ionico a quattro colonne e un fregio decorato con ghirlande e testoni. Poi, appena fuori, trovi un parco all’inglese di oltre due ettari, con viali ombreggiati e alberi importanti (cedri del Libano, tigli, carpini). All’interno, invece, ci sono sale affrescate con vedute della Val Pellice, ritratti di famiglia attribuiti a pittori dell’area torinese e perfino una biblioteca con edizioni rare di agronomia sabauda. Inoltre, accanto alla parte “nobile”, non mancano spazi produttivi come cantine e granai.

Chiesa di San Gervasio e Protasio

La Chiesa di San Gervasio e Protasio nasce come cappella rurale, documentata dal XII secolo e collegata al priorato di Cavour. È isolata tra le cascine, quindi la sua forza sta nell’atmosfera: poche cose, ma al posto giusto.

Il dettaglio che resiste al tempo è l’abside romanica, con archetti pensili e lesene in mattoni. Però nel Seicento arrivano rifacimenti barocchi: altari laterali in legno intagliato e pale d’altare con i martiri titolari in scene tipiche della Controriforma. In più, la storia locale non è “morbida”: nel racconto dell’area pesano anche le persecuzioni valdesi del XVI secolo. Di conseguenza, nelle descrizioni ricorre la presenza di tracce difensive come murature in ciottoli e feritoie.

Completano la visita un campanile a base quadrata, un fonte battesimale monolitico del Duecento e la funzione di piccola meta devozionale per pellegrinaggi locali.

Cappella della Natività di Maria

Nella frazione Fenile c’è un oratorio piccolo ma molto raccontabile: la Cappella della Natività di Maria, chiamata anche Cappella dei Castellani. È un edificio settecentesco che lega devozione e memoria feudale del luogo.

La facciata è intonacata a calce bianca, mentre il portale lapideo ha un arco ogivale decorato con motivi floreali. Dentro l’aula è unica, con volta a botte lunettata; inoltre sono presenti affreschi mariani databili attorno alla metà del Settecento. Il tabernacolo è in stucco rococò, con colonne tortili e conchiglie: un gusto “di bottega” pinerolese, ma fatto bene.

Questa cappella, inoltre, ebbe anche una funzione di sepoltura gentilizia. Restaurata negli anni Ottanta, oggi si apre soprattutto in occasioni legate al periodo natalizio, durante la novena.

Castello dei Conti Martin Montù Beccaria

Qui non parliamo del classico castello da torri e fossati “da film”. Il Castello dei Conti Martin Montù Beccaria è piuttosto una casaforte/palazzo di seconda metà Settecento, costruita nella frazione Fenile come residenza agraria.

Il legame di nome con Montù Beccaria nasce dall’acquisizione del feudo pavese nel 1786: quindi è un segnale di rete nobiliare che va oltre la valle. L’insieme è impostato con un cortile interno regolare in ciottoli, un androne d’ingresso con volta “a vela”, e facciate simmetriche con finestre architravate e lesene bugnate. Attorno c’è un parco di circa tre ettari con alberi importanti (castagni, carpini, platani), mentre gli annessi rustici hanno portali ad arco pensati per i carri. Il complesso è privato e ancora abitato, ma resta una tappa chiave per capire l’assetto signorile del territorio.

FAQ – Prima di partire: risposte utili su Campiglione Fenile

Campiglione Fenile si visita in poco tempo?

Sì, perché le tappe sono vicine tra loro. Tuttavia il patrimonio è “diffuso”, quindi conviene pensare a un mini-itinerario invece che a una singola piazza

Qual è la chiesa più antica come attestazione storica?

San Giovanni Battista: è attestata già nel 1037, quindi è il riferimento più profondo per la storia religiosa locale

C’è qualcosa di medievale, oltre alle chiese?

Sì: San Gervasio e Protasio conserva un abside romanica e un fonte monolitico medievale. Inoltre è un luogo che racconta bene la religiosità rurale

Qual è la tappa “nobiliare” più evidente?

Villa Luserna, per impianto neoclassico e parco; e poi il Castello Martin Montù Beccaria, che unisce residenza e funzione agraria

Fenile cosa aggiunge al giro rispetto a Campiglione?

Aggiunge la Cappella della Natività (Cappella dei Castellani) e il castello/casaforte settecentesca: quindi completa il quadro tra devozione e memoria signorile

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende