Alla scoperta della Chiesa della Natività di Piobesi: com’è fatta e cosa custodisce

Da Alessandro Maldera
Gennaio 04, 2026

La Chiesa della Natività di Piobesi è il principale edificio religioso del borgo e affonda le sue radici nel Medioevo. Nel corso dei secoli ha subito ricostruzioni, ampliamenti e restauri che ne hanno modellato l’aspetto attuale, tra facciata scenografica, campanile romanico e una ricca decorazione interna. Oggi rappresenta un punto di riferimento storico e spirituale, oltre che una tappa fondamentale per chi vuole conoscere il patrimonio artistico del territorio.
La Chiesa della Natività spiegata in breve
• Ricostruita dopo il terremoto del 1456 e consacrata nel 1462
• Facciata ottocentesca con paraste classiche e frontone spezzato
• Campanile romanico sopraelevato nel 1769
• Interno a tre navate con cassettonato ligneo e volte affrescate
• Organo Bussetti del 1835, restaurato e tuttora utilizzato
Origini medievali e prime ricostruzioni
Le prime notizie sulla chiesa dedicata alla Natività di Maria Vergine risalgono all’XI secolo. Secondo la tradizione, fu l’arcivescovo Landolfo di Torino a promuoverne la fondazione. Il primo edificio era probabilmente semplice e di impianto romanico, ma nel 1456 un violento terremoto ne compromise la stabilità. Di conseguenza, la struttura venne demolita e ricostruita dalle fondamenta: la nuova chiesa fu consacrata nel 1462 dal vescovo Ludovico da Romagnano.
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La grande trasformazione ottocentesca
Con il passare dei secoli, l’edificio non riusciva più a rispondere alle esigenze della comunità. Per questo, nel 1885 si decise di realizzare una nuova parrocchiale, affidando il progetto all’ingegnere Giovanni Battista Cravesana. La costruzione procedette rapidamente, e l’8 settembre 1892, in occasione della festa patronale, la chiesa venne nuovamente consacrata.
Dell’antico complesso medievale sopravvive soprattutto il campanile romanico, uno degli elementi più caratteristici del borgo.
Esterno: facciata monumentale e campanile romanico
La facciata è imponente e riprende modelli classici reinterpretati in chiave storicista. È scandita da paraste doriche e ioniche, culmina in un alto frontone spezzato, e accoglie un portone centrale protetto da un portico sorretto da colonne corinzie.
Accanto, si innalza l’antico campanile romanico, sopraelevato nel 1769: realizzato interamente in mattoni, si articola su più ordini di monofore e bifore ogivali, concluso da un’elegante guglia ottagonale affiancata da quattro pinnacoli.
Interno: navate, volte e arredi
L’interno presenta una pianta a croce latina, con tre navate separate da colonne e pilastri. La navata centrale è coperta da un grande soffitto ligneo a cassettoni decorati, mentre le laterali sfoggiano volte a vela affrescate.
La zona del presbiterio, rialzata di due gradini, accoglie l’altare maggiore e conduce al coro semicircolare, decorato con strutture lignee e arricchito da una grande pala d’altare. Completano l’insieme l’ambone moderno, le balaustre, il fonte battesimale in marmo e la tribuna dell’organo.
L’organo e le decorazioni
Sulla cantoria si trova l’organo Bussetti del 1835, proveniente dalla cappella dello Spirito Santo e successivamente installato nella parrocchiale.
Le pareti laterali e il transetto conservano decorazioni pittoriche policrome e stucchi ottocenteschi, che contribuiscono a creare un ambiente ricco, tipico degli interni sacri della fine del XIX secolo.
FAQ – Chiesa della Natività: chiarimenti rapidi
Le prime notizie risalgono all’XI secolo, quando la chiesa originaria venne edificata per volontà dell’arcivescovo Landolfo.
Solo in parte: l’edificio attuale è ottocentesco, ma conserva il campanile medievale e tracce gotiche nella sagrestia.
Perché la precedente struttura non riusciva più a ospitare i fedeli e risultava inadatta alle celebrazioni più importanti.
Nel cuore del centro storico di Piobesi Torinese, in una zona che conserva ancora impianti e lotti di origine medievale.
Sì, l’organo Bussetti, installato nel 1835, è stato restaurato ed è tuttora utilizzato durante le celebrazioni.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



