La Chiesa dei Santi Pietro e Andrea Apostoli di Rivalta: origini, restauri e simboli della comunità

Da Alessandro Maldera
Dicembre 23, 2025

La Chiesa dei Santi Pietro e Andrea Apostoli di Rivalta di Torino è uno dei luoghi religiosi più rappresentativi del borgo storico. Le sue origini affondano nel Quattrocento e, nonostante numerosi restauri, l’edificio conserva ancora oggi la memoria del vecchio assetto medievale del paese. Nel corso dei secoli la chiesa è stata ampliata, ricostruita e arricchita da architetti di primo piano, diventando un riferimento culturale oltre che spirituale per tutta la comunità.
Identikit della parrocchiale
Origini: fine XV secolo, prima donazione nel 1455
Stile: gotico tardo con interventi barocchi e restauri ottocenteschi
Punti notevoli: soffitto a cassettoni, facciata tripartita, coro ligneo, campanile del 1930
Restauri chiave: 1749–52 (Vittone e Alfieri), 1890 (Reycend), 1930 (Balma)
Le origini nel Quattrocento
Per secoli, la comunità di Rivalta aveva utilizzato la chiesa del monastero come luogo di culto, ma la distanza – seppur breve – risultava scomoda, soprattutto a causa del Rio Garosso che divideva i due nuclei abitati. Per questa ragione, e in un clima più stabile dal punto di vista politico, tra la fine del Quattrocento e il 1455 si decise di edificare una nuova chiesa all’interno delle mura del ricetto, proprio vicino alla porta di San Giovanni.
In quell’anno, Maddalena Pairetti donò un terreno apposito, permettendo l’avvio del cantiere della futura parrocchiale.
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Dal monastero alla parrocchia
Inizialmente dedicata a San Bernardino e San Giovanni Evangelista, la chiesa cambiò intitolazione nel 1792, quando la soppressione dell’Abbazia trasformò l’edificio in parrocchiale di Rivalta. Furono trasferiti qui altare, balaustra e la grande icona dei Santi Pietro e Andrea con l’Assunta, che battezzò definitivamente la nuova chiesa.
I restauri tra Settecento e Ottocento
Gli interventi di Vittone e Alfieri (1749–1752)
Nel XVIII secolo la chiesa necessitava di importanti lavori. Due architetti di spicco della scena piemontese, Bernardo Vittone e Benedetto Alfieri, intervennero sia sulla struttura sia sugli apparati decorativi, contribuendo anche a risolvere i problemi di umidità che affliggevano le murature.
Il grande consolidamento ottocentesco
Verso il 1890, l’edificio mostrava gravi segni di instabilità. L’architetto Enrico Reycend fu incaricato di:
- rifare completamente la facciata;
- sostituire la pericolosa volta centrale con l’attuale soffitto a cassettoni;
- rinforzare le arcate gotiche laterali con nuovi archi a tutto sesto.
Si tratta di uno degli interventi più profondi mai attuati sulla parrocchiale.
Le trasformazioni del Novecento
La nuova abside e il grande campanile
Nel 1930, il canonico Balma rinnovò profondamente l’edificio:
- creò un’abside semicircolare;
- ampliò il presbiterio;
- avviò una nuova decorazione interna;
- costruì il campanile alto 46 metri, dotato di cinque campane (due provenienti dalla Torre Civica).
Architettura e interni: cosa vedere
La facciata
La chiesa presenta una facciata a salienti tripartita, in laterizio a vista, con:
- protiro monumentale;
- rosone centrale;
- monofore laterali;
- cornici dentellate;
- affreschi sopra e ai lati del portale.
La pianta e gli spazi interni
L’edificio è impostato su tre navate:
- navate laterali con volte a crociera;
- navata centrale con soffitto a cassettoni;
- abside semicircolare separata da un grande arco a tutto sesto;
- balaustra marmorea policroma;
- pavimento in marmo a motivi geometrici.
La presenza del coro ligneo, dei confessionali e della cantoria con organo arricchisce l’atmosfera barocca e ottocentesca della chiesa.
FAQ – Risposte rapide per orientarsi
La costruzione risale con buona probabilità alla fine del Quattrocento, con la prima donazione di terreni documentata nel 1455.
Perché, dopo la soppressione dell’Abbazia, furono trasferiti qui altare e icona dei Santi Pietro e Andrea, decretando la nuova dedicazione.
Tra i principali architetti figurano Vittone, Alfieri, Reycend e, nel Novecento, il canonico Balma con il nuovo campanile.
Sicuramente il soffitto ligneo a cassettoni, introdotto nell’Ottocento per alleggerire la struttura.
Sì, essendo parrocchiale, è generalmente accessibile negli orari di apertura della chiesa e in occasione delle celebrazioni.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



