Casa Lajolo a Piossasco: storia, architetture e giardini all’italiana della villa nobiliare settecentesca

Da Alessandro Maldera
Dicembre 14, 2025

Casa Lajolo è una delle ville storiche più rappresentative del Piemonte, immersa nel borgo di San Vito a Piossasco. La residenza conserva l’atmosfera di una dimora di campagna del XVIII secolo, completata da un articolato sistema di giardini, orti e terrazze. La storia della casa attraversa quasi cinque secoli, dal dominio degli Ambrosio di Chialamberto all’arrivo della famiglia Lajolo di Cossano, ancora oggi proprietaria. Oggi il complesso è visitabile e ospita eventi, percorsi culturali e interventi di restauro di grande rilievo.
Zoom sui dettagli più importanti di casa Lajolo
• Origini storiche: residenza nobiliare settecentesca riplasmata dagli Ambrosio di Chialamberto
• Passaggio ai Lajolo: metà Ottocento, ancora oggi proprietari della villa
• Punti di pregio: giardino all’italiana su tre livelli, giardino all’inglese, frutteto e pergolato
• Interni: sale decorate con affreschi tardo barocchi ispirati alla Palazzina di Stupinigi
• Archivio storico: documenti dal 1351 al 1874, dichiarato di interesse culturale nel 2013
• Interventi recenti: restauro della scuderia e delle strutture agricole grazie ai fondi PNRR 2022–24
Dove si trova Casa Lajolo e perché visitarla
La villa si trova nel cuore del Borgo San Vito di Piossasco, alle pendici del Monte San Giorgio. La posizione è ideale: tranquilla, panoramica e allo stesso tempo vicina ai luoghi frequentati dalla corte sabauda. Per questo motivo la tenuta era la base perfetta per trascorrere l’estate a breve distanza dalla Palazzina di Caccia di Stupinigi.
Oggi il complesso è aperto al pubblico e ospita attività culturali, eventi, cene, concerti e visite guidate.
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Le origini della villa: gli Ambrosio di Chialamberto
Il nucleo originario di Casa Lajolo risale al tardo Cinquecento, quando la famiglia Ambrosio di Chialamberto — nobili provenienti da Cuorgnè — avviò una serie di acquisizioni nei territori di Bruino, Villarbasse, None e Piossasco.
La proprietà di Piossasco, acquistata nel 1649, divenne presto il centro amministrativo di un vasto patrimonio fondiario.
A metà del XVIII secolo la dimora viene completamente ridisegnata, assumendo l’aspetto attuale. È un intervento coerente con lo stile dell’epoca e con il gusto della nobiltà sabauda: ambienti regolari, giardino all’italiana e decorazioni ispirate ai modelli di Stupinigi, con cui esisteva un legame diretto.
Il passaggio ai Lajolo di Cossano nell’Ottocento
Con l’estinzione dei Chialamberto, attorno al 1850, la villa passa ai loro cugini: i conti Lajolo di Cossano.
Si tratta di una delle più antiche famiglie astigiane, tuttora proprietaria del complesso.
La nuova proprietà aggiunge alcuni elementi oggi distintivi, come:
- il portico con terrazzo sul lato nord-orientale
- la riorganizzazione degli ambienti di servizio
- piccoli interventi sulla facciata e sui solai
In parallelo, le guerre del Novecento costringono la villa a ospitare truppe italiane, comandi tedeschi e una comunità di suore francesi.
Architettura della casa: ambienti e decorazioni
Casa Lajolo conserva una struttura armonica, costruita attorno a spazi eleganti ma anche funzionali alla vita agricola.
All’interno, spiccano:
- soffitti tardo-barocchi
- decorazioni ispirate agli ambienti di Stupinigi
- boiserie, cornici lignee e stucchi
- una serie di sale affrescate al piano terreno
- ambienti rurali ancora intatti
Alcuni interni sono stati restaurati recentemente, riportando alla luce gli ornamenti settecenteschi coperti da pitture più tarde.
Il giardino storico su tre livelli
Il giardino è uno degli elementi più spettacolari della proprietà. È articolato su tre terrazze, collegate da gradinate in pietra, e presenta tre aree principali:
- Giardino all’italiana – con aiuole geometriche e siepi di bosso
- Giardino all’inglese – con percorsi ombrosi e un piccolo boschetto di tassi
- Prà giardin e frutteto – con filari, pergolato e piante da frutto
Il giardino è stato inserito dal FAI tra i beni da scoprire in Piemonte, un riconoscimento che ha contribuito alla sua valorizzazione.
Orto, pergolato e costruzioni di servizio
Sul lato occidentale del giardino si trovano diversi edifici di servizio:
la scuderia, le rimesse, l’alloggio del custode e una serra.
Gli ambienti presentano volte a crociera, colonne in pietra e decorazioni esterne a fasce orizzontali, tipiche delle strutture agricole destinate ai cavalli.
Già in epoca recente i fienili sono stati trasformati in ambienti abitabili.
Restauri PNRR e interventi contemporanei
Tra il 2022 e il 2024, grazie ai fondi del PNRR per parchi e giardini storici, sono stati completati lavori di recupero importanti:
- restauro completo della scuderia
- consolidamento delle volte
- ripristino delle finiture originarie
- manutenzione straordinaria di tetto e facciata
Questi interventi hanno garantito una nuova fruibilità, rendendo il complesso più sicuro e meglio conservato.
Casa Lajolo oggi: visite, eventi e attività
Oggi Casa Lajolo è uno dei poli culturali più attivi di Piossasco.
Durante l’anno ospita:
- visite guidate
- feste e rievocazioni
- degustazioni
- cene in villa
- concerti e spettacoli
- rassegne dedicate ai giardini
L’apertura è periodica e stagionale, pertanto è consigliabile consultare i canali ufficiali prima della visita.
FAQ – Risposte rapide per visitatori curiosi
L’apertura varia in base alla stagione e agli eventi, quindi è consigliato verificare i calendari ufficiali.
Di solito la visita integra sia gli interni sia i giardini, ma in alcune occasioni vengono aperti separatamente per eventi dedicati.
Sì, alcuni spazi sono concessi per iniziative culturali e ricorrenze selezionate.
Sì, il borgo di San Vito dispone di piccoli parcheggi pubblici lungo le vie principali. Tuttavia, nei giorni di eventi è possibile che gli spazi si riempiano rapidamente.
Sì, i giardini e gli spazi esterni sono adatti anche ai più piccoli, purché accompagnati. Gli interni, invece, richiedono un po’ più di attenzione per la presenza di arredi storici.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



