Ecomuseo Tessile di Carignano: un viaggio nel cuore dell’antico lanificio Bona & Delleani

Da Alessandro Maldera
Dicembre 11, 2025

L’Ecomuseo Tessile di Carignano è uno dei luoghi più significativi per comprendere la storia industriale del territorio. Allestito al piano terra dell’ex lanificio Bona & Delleani, conserva macchinari originali e un percorso completo dedicato alla filiera della lana, dalla materia grezza al prodotto finito. Il museo, in Via Umberto I a Carignano, all’aperto, essenziale ma estremamente didattico, che permette di osservare da vicino le tecnologie che hanno segnato l’economia carignanese tra Ottocento e Novecento.
Scheda sintetica: Ecomuseo Tessile di Carignano
• Apertura: 2006
• Superficie: circa 250 m²
• Macchinari: 11 pezzi principali e 100 strumenti accessori
• Tema guida: filiera storica della lana
• Rilevanza: importante testimonianza di archeologia industriale locale
Origini dell’ecomuseo e storia del lanificio
L’Ecomuseo Tessile trova casa nell’antico lanificio Bona & Delleani, uno stabilimento attivo dal 1888 al 1975 e conosciuto in tutto il mondo per la qualità dei suoi manufatti. La fabbrica sorse nell’area dove fino al 1866 si trovava il convento di Santa Chiara, soppresso in seguito alle leggi eversive e progressivamente riconvertito a uso industriale.
Il lanificio arrivò a estendersi per oltre 14.000 metri quadrati, impiegando generazioni di lavoratori e diventando uno dei motori economici di Carignano. La crisi del settore e l’avvento delle fibre sintetiche portarono alla chiusura, ma una parte del patrimonio tecnologico fu salvata e trasformata nel museo inaugurato nel 2006.
Un museo all’aperto nell’ex fabbrica
L’ecomuseo occupa circa 250 metri quadrati ed è collocato lungo uno dei corridoi a volta del complesso. L’area è protetta da una cancellata metallica che consente di vedere i macchinari anche fuori dagli orari di apertura.
La disposizione segue l’ordine logico della produzione della lana, alternando strumenti originali, pannelli esplicativi, fotografie storiche e documenti sulle attività del lanificio.
Il percorso espositivo
Il cuore dell’ecomuseo è la filiera della lana, raccontata attraverso una selezione di:
- oltre 100 oggetti originali
- 11 grandi macchinari recuperati dalla fabbrica
- documenti aziendali e targhe tecniche
- fotografie d’epoca dedicate al lavoro operaio
Il visitatore segue tutte le fasi del ciclo produttivo:
- lavaggio e preparazione della lana grezza
- cardatura
- filatura
- tintura
- orditura e tessitura
- finitura del tessuto
Questa impostazione rende il museo un luogo ad alto valore didattico, particolarmente efficace per comprendere il funzionamento di una fabbrica tessile tra Ottocento e Novecento.
Un esempio di archeologia industriale piemontese
Oltre alla funzione espositiva, l’Ecomuseo Tessile conserva la memoria sociale della comunità carignanese: il lanificio ha segnato intere generazioni e ha contribuito alla trasformazione economica del territorio. Visitare il museo significa quindi addentrarsi in una pagina fondamentale della storia locale.
FAQ – Cosa vedere a nell’Ecomuseo
Circa 20–30 minuti, a seconda dell’attenzione ai macchinari.
Sì, la cancellata consente la visuale anche fuori orario.
Sì, il percorso didattico sulla lana è semplice e intuitivo.
Generalmente su richiesta, tramite associazioni locali.
A causa della crisi del settore e della diffusione delle fibre sintetiche.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



