Il Castello di Parpaglia di Candiolo: fortificazione medievale tra cascine e boschi

Da Alessandro Maldera
Dicembre 06, 2025

Il Castello di Parpaglia di Candiolo è una delle più antiche testimonianze medievali del territorio di Stupinigi. Nato come presidio fortificato tra XII e XIII secolo, ha attraversato secoli di passaggi di proprietà, famiglie nobiliari, trasformazioni agricole e momenti cruciali della storia sabauda. Oggi il torrione superstite e gli edifici annessi vivono una fase delicata: la Regione Piemonte ha avviato i primi interventi per salvarlo dal degrado e preparare un futuro restauro completo.
Castello di Parpaglia: dati e storia in pillole
• Ordine legato: Cavalieri di San Giovanni / Ordine di Malta
• Famiglie storiche: Parpaglia, Piossasco, Mauriziano
• Stato attuale: edificio abbandonato
• Dopo 2024: avviati lavori di messa in sicurezza finanziati dalla Regione Piemonte
Origini medievali del Castello di Parpaglia
Il Castello di Parpaglia affonda le sue radici nell’epoca dell’incastellamento piemontese, sviluppatosi tra XII e XIV secolo. È probabile che la fortificazione sia stata costruita tra metà XII e inizi XIII secolo, come presidio strategico tra i territori agricoli e le vie di collegamento che oggi convergono verso Stupinigi.
Il primo signore documentato è Willelmus, citato nel 1199 come proprietario di beni a Candiolo. I Parpaglia erano un ramo dei Signori di Revigliasco, famiglia legata all’Ordine dei Cavalieri di San Giovanni in Gerusalemme, gli Ospitalieri, da cui discende l’attuale Ordine di Malta.
Già nel 1358, Candiolo compare come Priorato della Commenda Gerosolimitana, confermando il legame diretto con la rete religiosa e militare dell’ordine.
Candiolo unisce storia, quiete e natura: dalla parrocchia di San Giovanni Battista alle cascine che punteggiano il territorio, fino ai percorsi legati al Parco di Stupinigi. Il centro storico è raccolto, curato e attraversato da itinerari che raccontano la tradizione agricola e l’identità della cintura sud di Torino.
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Dalla famiglia Parpaglia ai Piossasco
Tra XVI e XVII secolo il castello passa nelle mani di figure di rilievo, tra cui:
- Mons. Vincenzo Parpaglia, ambasciatore del duca Emanuele Filiberto presso la Santa Sede
- Mons. Giuseppe Parpaglia, arcivescovo di Tarantasia
Successivamente il patrimonio viene acquisito dai Conti Piossasco, che tra Quattrocento e Cinquecento controllano un vasto feudo tra None, Airasca, Volvera e Piossasco.
Nel Settecento la proprietà entra nei beni del Regio Patrimonio (1760), insieme al feudo di Vinovo, e successivamente rientra nella Commenda Magistrale dello Stato del Mauriziano.
Il castello tra età moderna e contemporanea
Le mappe sette-ottocentesche descrivono il castello come dotato di torre medievale, cascine annesse e spazi agricoli estesi. Nel primo dopoguerra, tra il 1918 e il 1919, ospitò anche un gruppo di prigionieri austriaci divenuti cittadini polacchi dopo la nascita della nuova Polonia.
Nel XX secolo il complesso rimane abitato ancora per alcuni decenni: le pareti della torre conservavano affreschi raffiguranti dame e soldati, oggi purtroppo quasi scomparsi.
Il degrado recente e lo stato attuale
Oggi il Castello di Parpaglia è disabitato e in condizioni critiche: crolli, infiltrazioni, cedimenti strutturali e parti del tetto collassate minacciano ciò che resta del complesso. Il rischio di ulteriori danni ha reso urgente un intervento di messa in sicurezza.
I lavori di restauro avviati nel 2024
La Regione Piemonte ha avviato i primi lavori di consolidamento dell’edificio, finanziando integralmente l’intervento.
Le operazioni previste includono:
- sostituzione del tetto con lamiere provvisorie per fermare le infiltrazioni
- consolidamento delle strutture murarie e dei solai
- prevenzione dei crolli interni
- protezione del donjon, la torre principale
Secondo il sindaco di Candiolo, si tratta del “primo passo concreto verso un vero recupero”, risultato di anni di sensibilizzazione sul valore storico del castello.
FAQ – Domande frequenti sul Castello di Parpaglia
No, è inagibile e chiuso al pubblico per motivi di sicurezza.
La torre medievale, probabilmente risalente a XII–XIII secolo.
Perché la famiglia Parpaglia apparteneva ai Cavalieri di San Giovanni, da cui nasce l’Ordine.
Messa in sicurezza, nuovo tetto provvisorio e consolidamenti strutturali.
Sì, si trova nella sua porzione meridionale, all’interno dell’area protetta regionale.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



