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Film Un uomo, una città: trama, riprese a Torino e storia del poliziottesco ambientato sotto la Mole

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Da Alessandro Maldera

Dicembre 01, 2025

Un uomo, una città (1974) è uno dei film più legati all’immaginario torinese degli anni Settanta. Girato tra il capoluogo e la provincia di Cuneo, mescola poliziottesco, denuncia sociale e atmosfere da commedia amara. Inoltre, essendo tratto dal romanzo Il commissario di Torino, inserisce la città al centro di una trama che attraversa giornali, questure, salotti della “Torino bene” e luoghi oggi completamente trasformati.

Di seguito ricostruiamo la storia del film, il contesto della produzione e i principali angoli di Torino che compaiono sullo schermo.

Luoghi torinesi nel film — mappa essenziale

Borgo Medievale — scenografia ideale per la “Torino bene”
Galleria Subalpina — boutique e interni d’élite
Piazza Bodoni — il Conservatorio diventa la “Questura”
Murazzi del Po — vuoti, cupi, pre-movida
Corso Valdocco — redazione della Gazzetta del Popolo

Trama del film Un uomo, una città (SPOILER)

Il protagonista è Michele Parrino, commissario della Squadra Mobile di Torino. È un uomo pragmatico, diretto, poco interessato ai reati minori e molto sensibile alla dimensione umana del suo lavoro. Con lui collaborano l’amico giornalista Paolo Ferrero e il maresciallo Polito, interpretato da Gipo Farassino.

Indagando su un giro di droga e prostituzione che coinvolge ambienti altolocati della città, Parrino si avvicina alla verità. Tuttavia, la stessa Torino che deve proteggere gli mette i bastoni tra le ruote: i suoi superiori lo trasferiscono proprio quando l’indagine sta per concludersi.

Nonostante questo, il commissario non si arrende, deciso a ribaltare una situazione che sa di ingiustizia.

Torino nel film: luoghi reali, atmosfere e scene chiave

Il film è un ritratto vivo della Torino degli anni Settanta. Molte scene sono girate in luoghi iconici:

  • Borgo Medievale, definito nel film “bello e falso, come una certa buona società torinese”
  • Galleria Subalpina, dove ha un negozio un personaggio chiave
  • Murazzi ancora deserti, lontani dalla movida contemporanea
  • Piazza Bodoni, usata come sede della Questura
  • Corso Valdocco, con interni riconoscibili della storica sede della Gazzetta del Popolo

Sebbene alcune location siano state ricostruite, l’insieme restituisce la Torino di fabbriche, traffico e differenze sociali molto marcate.

Le riprese tra Torino e il Piemonte

Le riprese si svolsero nella primavera del 1974 tra:

  • Torino
  • la provincia di Cuneo
  • Caraglio, sede di alcune scene molto partecipate dalla popolazione locale

Il 15 aprile 2025, in occasione del 50° anniversario, proprio a Caraglio è stata organizzata una serata celebrativa con la presenza del regista.

La produzione fu affidata a Luigi Rovere, mentre la sceneggiatura deriva dal romanzo Il commissario di Torino, scritto da Riccardo Marcato e Piero Novelli.

La ricezione del film: recensioni d’epoca e giudizi critici

Il film venne accolto in modo contrastante. Alcuni critici lo considerarono un titolo minore, penalizzato dal confronto con La donna della domenica. Tuttavia, molti ne apprezzarono:

  • la figura umana del commissario, interpretato da Enrico Maria Salerno
  • la capacità di fondere poliziottesco e commedia
  • le atmosfere rarefatte della Torino dell’epoca

Per altri critici, il film mostrava una “Torino bollente che non riusciamo a sentire sotto i piedi”, ma risultava comunque vivace, ricco di personaggi secondari e capace di non annoiare mai.

Eventi, ristampe e proiezioni commemorative

Il film è stato più volte celebrato:

  • 14 maggio 2018 al Cinema Massimo di Torino e al Cinema Trevi di Roma
  • 11 aprile 2024 per il cinquantenario, a cura del Glocal Film Festival
  • 15 aprile 2025 a Caraglio, con testimonianze e comparse dell’epoca

Nel 2018 è stato inoltre pubblicato il volume Un uomo, una città. Il commissario di Torino, che raccoglie il romanzo originale del 1973 e un ricco apparato di fotografie e interviste.

Distribuzione e incassi

Un uomo, una città uscì nei cinema italiani il 25 ottobre 1974 e incassò 1.309.698.000 lire.

Sebbene non divenne un blockbuster, è oggi considerato un documento prezioso della Torino di quegli anni e un tassello importante del poliziottesco italiano.

FAQ – risposte dedicate al poliziottesco torinese del 1974

Dove è stato girato Un uomo, una città?

Principalmente a Torino, in luoghi come Borgo Medievale, Murazzi, Galleria Subalpina e Piazza Bodoni. Alcune scene furono girate nel Cuneese, in particolare a Caraglio.

Il film è fedele al romanzo Il commissario di Torino?

La pellicola è una versione libera del romanzo, da cui trae i personaggi principali e l’ambientazione torinese, ma modifica tono e ritmo narrativo.

Che genere è?

È un poliziottesco atipico, con elementi da commedia sociale e un forte sguardo sul contesto urbano.

Perché la critica fu divisa?

Da un lato si apprezzò il realismo del commissario; dall’altro alcuni trovarono debole la rappresentazione della città e delle sue tensioni sociali.

Perché è importante per Torino?

Perché cattura un momento storico preciso e rende Torino protagonista tanto quanto i personaggi.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende