Palazzo Bricherasio: storia completa della dimora seicentesca nel cuore di Torino

Da Alessandro Maldera
Novembre 30, 2025

Palazzo Bricherasio è uno degli edifici storici più rappresentativi del centro di Torino. Situato in via Lagrange 20, a due passi da Piazza San Carlo e Via Roma, racconta una storia che intreccia nobiltà sabauda, mecenatismo, arte, grandi trasformazioni urbane e un evento destinato a cambiare l’economia italiana: la nascita della FIAT.
Oggi il palazzo conserva ancora il fascino seicentesco delle sue origini, pur avendo attraversato secoli di rimaneggiamenti, restauri e nuovi utilizzi.
Ritratto Lampo di Palazzo Bricherasio
• Famiglie storiche: Solaro di Monasterolo → Cacherano di Bricherasio
• Punto di svolta: qui nacque la FIAT il 1º luglio 1899
• Destino novecentesco: scuola, istituto tecnico, polo espositivo
• Oggi: sede di rappresentanza della Banca Patrimoni Sella & C.
• Indirizzo: via Lagrange 20, nel pieno centro storico di Torino
Origini seicentesche: la Contrada dei Conciai
Le prime notizie documentate risalgono al 1636, quando l’edificio compare come dimora signorile nella vecchia Contrada dei Conciai, una zona caratterizzata da attività artigiane e piccole residenze nobiliari.
Nel corso del Settecento il palazzo viene acquistato dai conti Solaro di Monasterolo, che nel 1760 affidano un primo ampliamento a Carlo Emanuele Bovis. Questo intervento orienta il palazzo verso un gusto più vicino alla cultura architettonica torinese del periodo.
L’arrivo dei Cacherano di Bricherasio
La svolta arriva nel 1855, quando a diventare proprietari sono i Cacherano di Bricherasio, una delle famiglie più note dell’antica nobiltà piemontese.
Questa casata, legata da secoli ai Savoia, vantava:
- incarichi militari di grande prestigio
- titoli ereditari di vice-reali
- un forte impegno nel mecenatismo e nella filantropia
Sarà proprio questa famiglia a trasformare profondamente il palazzo.
Gli anni di Luigi Cacherano: neoclassicismo e salotti culturali
Il conte Luigi Baldassarre Cacherano di Bricherasio affida all’architetto Barnaba Panizza un ampio rimaneggiamento interno ed esterno secondo il gusto neoclassico.
Dopo la morte prematura del conte, avvenuta nel 1867, la moglie Teresa Massel di Caresana e i figli Sofia ed Emanuele mantengono vivo un clima culturale vivacissimo.
Sofia Cacherano: l’anima artistica del palazzo
Sofia, allieva del pittore Lorenzo Delleani, trasforma il palazzo in un punto d’incontro per:
- artisti
- musicisti
- intellettuali
- aristocratici torinesi
Nei saloni si incontrano Edmondo De Amicis, Arturo Toscanini, Rodolfo Morgari, Leonardo Bistolfi e alcuni dei maggiori protagonisti della vita culturale piemontese tra Ottocento e Novecento.
Emanuele di Bricherasio e la nascita della FIAT
Il 1º luglio 1899 Palazzo Bricherasio entra nella storia economica italiana.
Emanuele Cacherano di Bricherasio convoca nel suo studio un gruppo di aristocratici e notabili torinesi affascinati dalle nuove invenzioni meccaniche europee.
In quell’occasione viene redatto e firmato l’atto costitutivo della FIAT, con Emanuele nella carica di vicepresidente.
L’episodio sarà immortalato da Lorenzo Delleani nel celebre dipinto con i fondatori della F.I.A.T., oggi uno dei simboli della Torino industriale.
Una famiglia segnata da due destini: cultura e tragedia
La morte improvvisa di Emanuele nel 1904, a soli 35 anni, lascia un’ombra sulla storia familiare.
Sofia e la madre Teresa rimangono sole nel palazzo, dedicandosi ancora di più alla beneficenza.
Con la morte di Sofia nel 1950, senza eredi diretti, la famiglia Bricherasio si estingue.
Dal dopoguerra all’Opera Don Orione
Nel testamento, Sofia dispone un grande lascito a favore dell’Opera Don Orione, già beneficiaria delle sue opere caritatevoli.
Palazzo Bricherasio diventa:
- una scuola di ricamo per ragazze
- un istituto tecnico per periti meccanici
Questa fase prosegue fino agli anni Ottanta, quando la struttura inizia a mostrare segni di degrado.
Il restauro degli anni ’90 e la Fondazione Palazzo Bricherasio
Nel 1994 il palazzo viene acquistato dal gallerista Alberto Alessio, che avvia un restauro conservativo molto accurato con gli architetti Campanino, Dal Bianco e Cinquetti.
Nasce così la Fondazione Palazzo Bricherasio, che diventa uno dei centri espositivi più prestigiosi di Torino tra anni Novanta e primi Duemila.
Per circa quindici anni ospita mostre internazionali, attirando migliaia di visitatori.
La fondazione chiude però nel 2009, lasciando nuovamente incerta la sorte del palazzo.
Il salvataggio del 2010 e la rinascita con Banca Patrimoni Sella
Nel 2010 l’edificio rischia la lottizzazione per appartamenti di lusso.
Viene invece acquistato da Banca Sella, che lo destina a sede della Banca Patrimoni Sella & C., mantenendo però l’impegno a rendere l’edificio visitabile in alcuni periodi dell’anno.
Nel patio antistante viene costruita una struttura moderna in acciaio e vetro, destinata a una caffetteria aperta nel 2011.
Architettura esterna: neoclassico torinese
L’edificio ha una pianta quadrangolare regolare e prospetti caratterizzati da:
- finestre con timpani neoclassici
- semicolonne in bugnato
- cornici marcapiano
- abbaini sul tetto aggiunti nel 1994
La facciata principale presenta tre grandi monofore ad arco che si affacciano su una balconata dominata dallo stemma dei Cacherano di Bricherasio.
Una lapide ricorda la residenza torinese dello scrittore Giovanni Berchet, morto qui nel 1851.
Gli interni: ciò che resta della magnificenza antica
Molti elementi originali sono andati perduti, ma alcuni spazi restano tra i più affascinanti del palazzo:
- lo scalone dei putti in legno dorato e ottone, opera di Panizza
- i saloni con decorazioni settecentesche di Rodolfo Morgari
- la nuova scala ellittica con ascensore in acciaio e vetro
- la corte interna, sobria e luminosa
Nonostante secoli di rimaneggiamenti, gli interni raccontano ancora la stratificazione culturale della casa.
FAQ – Quesiti comuni sull’edificio
Sì, ma non liberamente. L’edificio è sede istituzionale e apre al pubblico solo in giornate dedicate o visite guidate organizzate.
Sì. Nel 1899, nel salotto di Emanuele Cacherano di Bricherasio, fu firmato il primo atto costitutivo della società.
Una famiglia nobile piemontese con ruoli di primo piano nella storia sabauda, attiva nel mecenatismo e nella vita culturale torinese.
In parte. Molti elementi sono andati perduti, ma restano lo scalone dei putti, alcune decorazioni e saloni storici.
Perché unisce storia nobiliare, arte, trasformazioni urbane e soprattutto la nascita della FIAT, evento cardine per lo sviluppo industriale della città.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



