Lavanderia a Vapore di Collegno: architettura industriale, memoria del manicomio e rinascita artistica

Da Alessandro Maldera
Novembre 24, 2025

La Lavanderia a Vapore di Collegno è uno dei luoghi più simbolici dell’ex complesso psichiatrico torinese, dove storia, architettura industriale e creatività contemporanea convivono nello stesso spazio. L’edificio nasce nell’Ottocento come centro di lavaggio del Regio Manicomio, ma nel tempo diventa un laboratorio culturale riconosciuto in tutta Europa. Oggi ospita spettacoli, residenze artistiche, attività di danza e percorsi formativi, trasformandosi da luogo di separazione in spazio di incontro.
Lavanderia a Vapore — scheda rapida essenziale
• Autore del progetto: ingegnere Luigi Fenoglio
• Icona architettonica: la ciminiera ottocentesca che domina l’area
• Interventi recenti: riqualificazione completa dal 2004 al 2008
• Riapertura: inaugurazione ufficiale il 26 marzo 2008
• Funzione odierna: polo nazionale dedicato a danza, performance e ricerca contemporanea
Le origini ottocentesche nel quadro della Certosa Reale
La storia della Lavanderia a Vapore si intreccia con quella della Certosa Reale di Collegno, fondata nel 1641 per volontà della reggente di Savoia. Attorno al complesso monastico, tra il 1851 e il 1853, sorgono i “padiglioni” del Regio Manicomio di Torino, uno dei più grandi ospedali psichiatrici del giovane Regno d’Italia.
L’edificio che oggi conosciamo viene realizzato tra il 1870 e il 1875, su progetto dell’ingegnere Luigi Fenoglio, specializzato in architetture funzionali ma curate dal punto di vista estetico. La lavanderia è destinata fin da subito al lavaggio industriale della biancheria di migliaia di degenti, personale e reparti, diventando un ingranaggio essenziale della complessa macchina ospedaliera.
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Architettura originale: spazi, materiali e funzioni
La Lavanderia a Vapore presenta una pianta rettangolare, tetto a due falde e una ciminiera centrale, elemento che ancora oggi ne definisce il profilo urbano. Le pareti in mattoni a vista e le ampie finestre ad arco richiamano l’architettura industriale piemontese di fine Ottocento, dove pragmatismo e monumentalità convivono.
All’interno, un’unica navata ospitava macchinari a vapore, caldaie, lavatoi e zone di asciugatura. Grazie ai suoi impianti, l’edificio era dotato di sistemi all’avanguardia per la produzione e la distribuzione dell’acqua calda. La lavanderia funzionava come un microcosmo regolato da turni rigidi, procedure codificate e una gerarchia che rifletteva la logica delle istituzioni totali dell’epoca.
Vita quotidiana e ruolo sociale della lavanderia
Per oltre un secolo, la lavanderia garantisce il servizio di pulizia all’intero complesso psichiatrico. Vi lavorano uomini e donne, sia interni che esterni, secondo un modello organizzativo puntuale e disciplinato.
La struttura è parte integrante di una topografia del controllo: muri alti, accessi regolati, separazioni funzionali tra reparti e aree produttive. I documenti e le fotografie storiche mostrano panni stesi, caldaie in funzione, vapori continui. La lavanderia è un luogo di fatica, ma anche il simbolo dell’ordine che l’istituzione voleva rappresentare all’esterno.
La crisi del sistema manicomiale e la Legge Basaglia
Negli anni Settanta il modello manicomiale entra in crisi. Nel 1977, il Comune di Collegno abbatte il primo tratto del muro di cinta, aprendo simbolicamente il complesso alla città. Con la Legge 180 del 13 maggio 1978, nota come Legge Basaglia, gli ospedali psichiatrici vengono superati in tutta Italia.
La Lavanderia a Vapore interrompe gradualmente le sue funzioni e, con la chiusura definitiva del manicomio, resta inutilizzata per diversi decenni. Rimane tuttavia come testimonianza materiale di una stagione che segnò profondamente la storia sociale italiana.
Dal degrado alla rinascita: il restauro del 2004-2008
Il destino dell’edificio cambia nel 2004, quando Comune di Collegno e Regione Piemonte avviano un progetto di restauro guidato dall’architetto Antonio Besso Marcheis. L’obiettivo è doppio: preservare l’identità storica e trasformare la struttura in un centro culturale contemporaneo.
Il recupero conclude i lavori con l’inaugurazione del 26 marzo 2008. Oltre 1200 m² vengono riconvertiti in sala teatrale da 280 posti, sale prove, aree espositive e uffici. Sono mantenute la ciminiera, le finestre storiche, la navata e la matericità originale del mattone, integrate con tecnologie moderne per acustica, illuminazione e sicurezza.
La Lavanderia come casa europea della danza
Dalla riapertura, la Lavanderia diventa un polo dedicato alla danza contemporanea e ai linguaggi del corpo. Dal 2015 è gestita da Fondazione Piemonte dal Vivo e rientra nella rete EDN – European Dancehouse Network.
Gli spazi interni includono sala teatrale, sale prove, zona conferenze, area mostre e servizi dedicati alla ricerca artistica. Un patrimonio fatto non solo di strutture, ma di relazioni tra artisti, compagnie e comunità locali.
Eventi, residenze e formazione
La Lavanderia ospita spettacoli, festival, rassegne e workshop. Tra gli appuntamenti più noti c’è il Festival Interplay, che porta a Torino coreografi internazionali e giovani artisti.
Sono attivi anche corsi per danzatori e insegnanti, con docenti specializzati e percorsi che uniscono teoria e pratica. Inoltre, la struttura sviluppa progetti didattici rivolti alle scuole, come i laboratori avviati con il Liceo Coreutico Primo di Torino.
Perché la Lavanderia è un esempio di rigenerazione urbana
La trasformazione dell’edificio è considerata un modello nazionale: da spazio di segregazione a luogo di creatività. La scelta di preservare la “pelle” storica e lasciar dialogare antichi materiali e tecnologie moderne amplifica il valore culturale del sito.
Chi entra oggi riconosce ancora il disegno produttivo originario, ma lo vive in un contesto completamente ribaltato: non più disciplina e controllo, ma apertura, danza e possibilità.
Lavanderia a Vapore – Collegno (TO)
La Lavanderia a Vapore si trova a Collegno, nell’area dell’ex manicomio, accanto al Parco Generale Dalla Chiesa. Oggi è uno dei principali centri di produzione e spettacolo dedicati alla danza contemporanea, facilmente raggiungibile da Torino con metro e mezzi pubblici.
FAQ – Quesiti per visitare la Lavanderia a Vapore
Era la lavanderia industriale del Regio Manicomio di Torino, attiva dal 1875 e destinata al lavaggio della biancheria di migliaia di degenti.
Il restauro è iniziato nel 2004 e si è concluso nel 2008 con un’inaugurazione pubblica.
Spettacoli, residenze artistiche, laboratori, formazione, festival e progetti didattici dedicati alla danza contemporanea.
L’accesso agli spazi segue orari legati agli eventi, ai laboratori e alle attività della struttura. È consigliato verificare la programmazione.
Sì, è uno degli edifici storici principali del complesso e conserva elementi originali dell’architettura ottocentesca.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



