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Chiesa del Santissimo Nome di Gesù Pianezza: interno barocco, ex Batù e pietra “parlante”

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Novembre 22, 2025

Facciata in mattoni della Chiesa del Santissimo Nome di Gesù a Pianezza vista da via XXV Aprile, incorniciata dalle case del centro storico

La Chiesa del Santissimo Nome di Gesù Pianezza, conosciuta anche come Chiesa del Gesù o del Santissimo, è uno dei luoghi più caratteristici del centro storico. Nasce come oratorio confraternale nel Seicento e oggi è un tassello fondamentale per capire la storia religiosa e urbana del paese. Il suo campanile slanciato, l’interno affrescato e alcuni dettagli curiosi, come la “pietra parlante” all’ingresso, la rendono una tappa imprescindibile tra le cose da vedere a Pianezza.

Punti chiave sulla Chiesa del Santissimo Nome di Gesù di Pianezza

Focus — Chiesa del Santissimo Nome di Gesù a Pianezza
– Antica chiesa confraternale dei Batù, dedicata al Santissimo Nome di Gesù e legata alla devozione popolare locale
– Edificata tra 1680 e 1682, con successivi interventi nel 1730 e nel 1843, fino al restauro complessivo del 2006
– Facciata in mattoni faccia a vista, impreziosita dal monogramma IHS e da iscrizioni che ricordano momenti chiave della sua storia
– Interno barocco a navata unica, copertura voltata affrescata e cappelle laterali intitolate alla Madonna Consolata e a San Giuseppe
Organo a canne del 1885 posto in controfacciata, testimonianza della tradizione musicale e liturgica della comunità
– Singolare “pietra parlante” sulla soglia, collegata a una benedizione attribuita a papa Innocenzo XI
– Campanile più alto di Pianezza, elemento dominante nello skyline del centro storico

Chiesa del Santissimo Nome di Gesù Pianezza: dove si trova

La Chiesa della Confraternita del Santissimo Nome di Gesù si trova nel centro storico di Pianezza, nel quartiere tradizionalmente chiamato Canton Albretta. È posta lungo l’antica direttrice di accesso al paese, sulla via che entra da est verso la piazza principale.

Si incontra a pochi passi dalla chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo e in prossimità dell’asse viario centrale, l’area di via XXV Aprile e del municipio. Non ha un numero civico univoco, perché è un edificio storico che si affaccia direttamente sul tracciato viario antico. Per chi arriva a piedi dal centro, è facilmente riconoscibile: è la piccola chiesa barocca con alto campanile che segna il profilo urbano del borgo.

Origini confraternali e nascita della chiesa

La Chiesa del Santissimo Nome di Gesù Pianezza nasce come sede della Confraternita del Santissimo Nome di Gesù, un sodalizio laicale legato alla devozione diffusa da san Bernardino da Siena in Piemonte fin dal XV secolo. A Pianezza la confraternita – conosciuta anche come confraternita dei Batù – resta attiva fino alla metà del Novecento, mantenendo viva una tradizione di pietà popolare e penitenza.

Nel 1660 il marchese Carlo Emanuele Filiberto Giacinto di Simiana, signore di Pianezza, promuove l’unione delle due antiche parrocchie di San Pietro e San Paolo. Una parte dei confratelli non accetta questa fusione e decide di dotarsi di un oratorio autonomo. Proprio da questa scelta nasce la Chiesa del Santissimo Nome di Gesù, costruita tra il 1680 e il 1682, come ricordano le iscrizioni sulla facciata.

La cronologia principale è questa:

  • 1680: avvio del cantiere della nuova chiesa confraternale
  • 1682: conclusione dei lavori, con la data riportata sulla facciata
  • 1730: costruzione o completamento del campanile, destinato a diventare il più alto di Pianezza
  • 1843: grande intervento di rifacimento dell’edificio, ricordato da una seconda data in facciata
  • 2006: restauro recente che consolida le strutture e valorizza interni e decorazioni

Nel corso dei secoli la chiesa rimane un punto di riferimento per la confraternita e per il quartiere, mantenendo una forte connotazione devozionale.

Architettura barocca e facciata in mattoni

Dal punto di vista architettonico, la Chiesa del Santissimo Nome di Gesù Pianezza è un esempio di barocco piemontese di fine Seicento declinato in scala oratoriale: dimensioni contenute, ma grande cura per i dettagli.

La facciata è in mattoni a vista (paramano) e si sviluppa su due ordini separati da un cornicione marcato. L’elemento centrale è una finestra tripartita, alleggerita da due colonnine che movimentano il prospetto e introducono luce all’interno. Sono visibili diversi elementi simbolici e cronologici:

  • la data 1682, che ricorda la fine della costruzione
  • il monogramma IHS, riferimento diretto al Santissimo Nome di Gesù
  • la data 1843, che segnala il grande rifacimento ottocentesco

Il portale è in legno di noce, interamente scolpito, e riflette la tradizione dell’artigianato locale tra Settecento e Ottocento, quando portoni e arredi sacri venivano lavorati con forte attenzione decorativa.

Interno: navata unica, affreschi e cappelle laterali

L’interno della chiesa è a navata unica, con volta a botte interamente affrescata. Le pitture, di epoca settecentesca, creano un ambiente raccolto ma scenografico, coerente con la funzione di chiesa confraternale, pensata per le pratiche devozionali dei laici.

Lungo le pareti si aprono due cappelle laterali, dedicate a:

  • Madonna Consolata
  • San Giuseppe

Questi altari secondari testimoniano la diffusione di culti particolarmente cari alla spiritualità piemontese tra Settecento e Ottocento.

Il presbiterio è separato dall’ampio coro retrostante da una parete che funge da fondo per l’altare maggiore. Il coro, spazio un tempo riservato alle pratiche della confraternita, oggi viene utilizzato come cappella invernale, adatta alle celebrazioni nei mesi più freddi, quando è necessario ridurre i volumi da riscaldare.

Sopra l’ingresso, in controfacciata, si trova un organo a canne con mantice datato 1885, preziosa testimonianza della tradizione liturgico-musicale ottocentesca legata alle celebrazioni e alle funzioni della confraternita.

Una “capsula del tempo” in soglia e un campanile che disegna lo skyline

Tra gli elementi più curiosi della Chiesa del Santissimo Nome di Gesù Pianezza c’è la cosiddetta “pietra parlante”. Sulla soglia in pietra, a sinistra vicino allo stipite, è visibile un piccolo incavo circolare. Secondo una tradizione orale, tramandata dall’ex sacrestano Mario Frigati, sotto quell’incavo sarebbe stato murato un tubetto di piombo contenente un cartiglio con:

  • la data di posa della prima pietra
  • una benedizione di papa Innocenzo XI

Si tratterebbe di una sorta di capsula del tempo devozionale, tipica di molti cantieri sacri dell’epoca, che unisce gesto simbolico, memoria storica e protezione spirituale.

Dal punto di vista urbano, la chiesa ha un ruolo molto riconoscibile. Il campanile, completato nel Settecento, è il più alto di Pianezza e uno dei principali riferimenti visivi del profilo del paese.

Chiesa della Confraternita del Santissimo Nome di Gesù – Alpignano

L’edificio si trova nel centro storico di Alpignano, in via XXV Aprile. Costruita nel XVIII secolo, è un piccolo gioiello del barocco piemontese, con facciata lineare, interni ricchi di stucchi e un altare dedicato al Nome di Gesù, curato nei secoli dalla confraternita locale.

FAQ – info utili sulla Chiesa del Santissimo Nome di Gesù

Dove si trova esattamente la Chiesa del Santissimo Nome di Gesù a Pianezza?

La chiesa si trova nel centro storico di Pianezza, nel quartiere Canton Albretta, lungo la direttrice storica che entra in paese da est. È a pochi minuti a piedi dalla chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo e vicino alla zona del municipio e di via XXV Aprile.

La Chiesa del Santissimo Nome di Gesù si chiama anche in altri modi?

Sì. Le fonti parrocchiali e locali la indicano spesso come “Chiesa del Gesù” o “Chiesa del Santissimo”, e nei documenti più antichi appare come Chiesa della Confraternita del Santissimo Nome di Gesù.

Perché questa chiesa è legata alla confraternita dei Batù?

La chiesa nasce come sede della Confraternita del Santissimo Nome di Gesù, confraternita di laici legata alla predicazione di san Bernardino da Siena. A Pianezza i confratelli, detti Batù, sono attestati fino alla metà del Novecento e hanno usato questo oratorio per funzioni, pratiche penitenziali e momenti comunitari.

Cosa rende particolare la facciata della chiesa?

La facciata, in mattoni a vista e organizzata su due ordini, presenta la data 1682, il monogramma IHS e la data 1843 che ricorda il rifacimento ottocentesco. L’insieme è completato da una finestra tripartita e da un portale ligneo in noce scolpita, tipico dell’artigianato locale.

Che cos’è la “pietra parlante” davanti all’ingresso?

Sulla soglia in pietra, vicino allo stipite, c’è un piccolo incavo circolare. Secondo la tradizione, sotto questo segno sarebbe murato un tubetto di piombo con un cartiglio che riporta la data di fondazione e una benedizione di papa Innocenzo XI. È una testimonianza simbolica che collega la chiesa alla pratica, molto diffusa un tempo, di creare piccole “capsule del tempo” devozionali nei cantieri sacri.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende