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Morte Alberto Bertone patron di Acqua Sant’Anna: vita, impresa e l’eredità

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Da Alessandro Maldera

Novembre 11, 2025

Alberto Bertone (1966–2025) è stato tra i volti più noti dell’industria italiana delle acque minerali. Dal 1996 ha guidato Fonti di Vinadio e il marchio Acqua Sant’Anna, trasformando la sorgente Rebruant in un’azienda leader. In queste righe trovi biografia, innovazioni, numeri, cronologia e reazioni alla sua morte, con uno sguardo chiaro su ciò che resta del suo modello industriale.

Da Vinadio al successo: la visione industriale di Alberto Bertone

Nome: Alberto Bertone (1966–2025), patron di Acqua Sant’Anna

Azienda: Fonti di Vinadio, leader in Italia con 200–220 addetti

Numeri: quota di mercato ~14%, circa 350 milioni € di fatturato, fino a 2 miliardi di bottiglie l’anno

Innovazioni: impianti automatizzati, packaging evoluto, debutto della BioBottle (2010)

Lascito: un modello che unisce efficienza, sostenibilità e centralità delle persone

Biografia essenziale: origini, studi e prime esperienze

Bertone nasce a Moncalieri nel 1966. Si laurea in Scienze politiche a indirizzo economico e completa un master al Politecnico di Milano. Inizia nell’impresa edile di famiglia fondata dal padre Giuseppe. Tuttavia, a metà anni Novanta matura la scelta di puntare sul comparto idrico minerale, aprendo una nuova fase imprenditoriale.

La svolta di Vinadio: come nasce Acqua Sant’Anna

Nel 1995 la famiglia individua la sorgente Rebruant a Vinadio (Valle Stura), quasi 2.000 metri di quota. Nel 1996 Bertone fonda Fonti di Vinadio Spa e lancia Acqua Sant’Anna. La combinazione tra purezza d’alta quota, impianti automatizzati e logistica studiata in modo scientifico consente una crescita rapida. Inoltre, il posizionamento del brand si lega da subito al territorio alpino.

Innovazione, scala e numeri dell’azienda

Sotto la sua guida, l’impresa raggiunge quote di mercato intorno al 14% in Italia, con fatturato nell’ordine dei 350 milioni di euro, produzione fino a 2 miliardi di bottiglie l’anno e 200–220 addetti. In parallelo, arrivano scelte che segnano il settore:

  • Automazione spinta degli impianti per qualità e efficienza;
  • Bottiglie squadrate per ottimizzare trasporti e stoccaggi;
  • Logistica a minor impatto con attenzione ai consumi;
  • BioBottle (2010), fra le prime bottiglie compostabili nel segmento.
    Di conseguenza, il marchio consolida la leadership e spinge l’intero comparto verso standard tecnici più elevati.

Persone, territorio e responsabilità

Nel racconto di colleghi e amministratori emerge un tratto costante: attenzione ai collaboratori e radicamento nella Valle Stura. In più occasioni, Bertone ha invitato gli imprenditori a premiare i dipendenti nei momenti difficili. Inoltre, la presenza produttiva in quota ha sostenuto occupazione e filiera in un’area montana complessa.

Ruoli e relazioni istituzionali

Nel tempo, Bertone partecipa a tavoli di rilievo, tra cui il Consiglio Superiore della Banca d’Italia e la Fondazione CRT. Questi incarichi confermano una rete di relazioni ampia e, soprattutto, la reputazione maturata oltre i confini del settore.

Una vita segnata anche dal dolore

La dimensione pubblica si intreccia con quella privata. Nel 2016 muore improvvisamente la moglie Roberta Ruffino, a 40 anni. In precedenza, nel 2008, la scomparsa del padre in un incidente stradale aveva già pesato sulle scelte familiari. Tuttavia, l’attività industriale prosegue con continuità.

Cronologia essenziale

  • 1966 — Nasce a Moncalieri (TO)
  • 1995–1996 — Individuazione della sorgente Rebruant e fondazione di Fonti di Vinadio
  • Anni 2000 — Espansione industriale, automazione, crescita in GDO
  • 2010 — Arriva BioBottle, proposta compostabile
  • 2016 — Scompare la moglie Roberta Ruffino
  • 10–11 novembre 2025Muore a 59 anni

Reazioni e cordoglio

Famiglia, azienda, istituzioni e comunità ricordano un imprenditore “visionario e coraggioso”. Le testimonianze insistono su tre elementi: innovazione, rispetto per le persone e attenzione al territorio. Infine, la filiera piemontese sottolinea il contributo portato in Valle Stura.

Cosa resta del suo modello

L’eredità imprenditoriale di Bertone si riassume in tre pilastri: innovazione di processo, radicamento locale e cultura d’impresa orientata a collaboratori e comunità. Pertanto, il percorso tracciato continuerà a pesare nelle scelte del comparto, sia sul fronte tecnologico sia su quello sociale.

FAQ – morte Alberto Bertone vita, impresa e lascito

Quando è avvenuta la morte di Alberto Bertone e quanti anni aveva?

È scomparso nella notte tra il 10 e l’11 novembre 2025, a 59 anni.

Dove nasce il progetto industriale di Acqua Sant’Anna?

Alla sorgente Rebruant di Vinadio, in Valle Stura, quasi 2.000 metri di quota.

Quali innovazioni hanno reso distintiva l’azienda?

Automazione, packaging ottimizzato per la logistica e BioBottle (2010), soluzione compostabile pionieristica.

Quali sono i principali numeri dell’impresa?

Quota attorno al 14%, fatturato di circa 350 milioni, produzione fino a 2 miliardi di bottiglie/anno e 200–220 dipendenti.

Che cosa rimane oggi del suo lavoro?

Un modello replicabile che integra tecnologia, sostenibilità e attenzione alle persone, con effetti concreti su Valle Stura e filiera piemontese.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende