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Storia Montalenghe: castelli medievali, consortile canavesano e paesaggi della Serra

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Ottobre 22, 2025

Immagine di Montalenghe, borgo del Canavese con il campanile in mattoni rossi e le case storiche dai tetti in cotto immersi nel paesaggio collinare

Montalenghe, piccolo borgo del Canavese, si sviluppa sul margine sud dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea, in un territorio caratterizzato da boschi secolari, massi erratici e colline moreniche. La sua storia millenaria è legata a due castelli vicini, alle contese tra casati nobiliari e alla partecipazione al Consortile del Canavese, una delle istituzioni più significative dell’area.

Montalenghe – radici ed evoluzione

  • XI–XII secolo → costruzione del Castelvecchio
  • 1181 → prime attestazioni del Castrum Montalengarum
  • 1263 → nascita documentata della comunità; partecipazione al Consortile del Canavese
  • 1339 → assalto ghibellino al castello narrato dall’Azario
  • 1482 → statuti per la gestione dei beni comuni del Fraschetto
  • XVIII secolo → edificazione della villa settecentesca detta “Castello”
  • 2019 → approvazione dello stemma ufficiale con cedro monumentale

Origini e prime attestazioni

Le prime tracce di insediamenti risalgono all’epoca romana, come dimostrano i reperti rinvenuti sulla collina di Castelvecchio, dove sorgevano strutture difensive già tra XI e XII secolo.
Il nome Montalenghe appare per la prima volta nel 1181 con il toponimo Castrum Montalengarum. Nel 1263 la comunità viene citata ufficialmente, segno della sua organizzazione civile.

L’etimologia del nome è controversa: secondo alcune fonti deriverebbe dall’unione di “Monte” con il patronimico germanico Adeling; un’altra ipotesi lo collega a Montislega locus silvestris, “abitato in luogo boscoso”.

Il ruolo nel Consortile del Canavese

Tra XIII e XIV secolo, Montalenghe ebbe un ruolo attivo nel Consortile del Canavese, organismo che univa conti e comunità locali per difesa comune, missioni diplomatiche e regolazione dei confini.
Nel 1263, un documento riporta i nomi degli uomini di Montalenghe che giurarono i patti di mutuo aiuto: una testimonianza rara della vita comunitaria medievale.

I castelli di Montalenghe

Il borgo si distingue per la presenza di due castelli a pochi metri l’uno dall’altro:

  • Castelvecchio (o Castellazzo): eretto tra XI e XII secolo, oggi in rovina, domina dall’alto l’abitato. Fu il fulcro delle lotte medievali e il teatro di assedi memorabili.
  • Villa settecentesca, detta “Castello”: costruita nel XVIII secolo come residenza nobiliare, oggi sede della Fraternità San Pio X. Il suo parco custodisce un cedro del Libano monumentale, tra i più alti e longevi del Piemonte.

L’assalto del 1339 e le lotte di fazione

Un episodio centrale della storia di Montalenghe avvenne nel 1339, quando – come racconta lo storico Azario – il castello fu assalito dai ghibellini di San Giorgio, nemici dei nobili locali di parte guelfa.
Dopo aspri scontri, i difensori cedettero e la fortezza passò ai conquistatori, segnando la fine dell’egemonia dei San Martino e dei Castellamonte. L’episodio ebbe conseguenze drammatiche: molte famiglie abbandonarono il borgo e il potere passò ai Biandrate di San Giorgio e al Marchese del Monferrato.

Beni comuni e liti territoriali

Dal XV secolo in poi, la comunità di Montalenghe fu impegnata nella gestione dei beni comuni del Fraschetto, boschi e pascoli utilizzati collettivamente. Gli Statuti del 1482 regolavano il taglio della legna e l’uso dei pascoli per preservare l’ambiente.

Non mancarono però le liti territoriali: con Orio si stabilì la costruzione di un fossato di confine; con San Giorgio si arrivò all’acquisto di terreni per risolvere dispute secolari. Questi contrasti si protrassero fino all’Ottocento.

Tradizioni artigiane e vita agricola

Oltre all’agricoltura, Montalenghe sviluppò nei secoli attività artigiane di rilievo: era rinomata per la produzione di manici di fruste e di cappelli in canapa intrecciata, simbolo di una manualità tramandata di generazione in generazione.

Ancora oggi, il borgo conserva l’impronta di una comunità contadina, legata ai boschi della Serra e ai paesaggi agricoli circostanti.

Simboli e araldica civica

Dal 2019, lo stemma comunale raffigura:

  • tre cime d’argento su fondo azzurro, a richiamare l’anfiteatro morenico,
  • un cedro dell’Atlante, simbolo di longevità, votato dalla cittadinanza con un referendum.

Il gonfalone è partito di bianco e azzurro, con il motto latino “Ad montes lente sed securius” (“verso i monti lentamente ma più sicuri”).

Monumenti e luoghi d’interesse

  • Chiesa di San Pietro: edificata nel XIII secolo, rimaneggiata nel XIX.
  • Chiesa della Beata Vergine delle Grazie: parrocchiale dal 1760, cuore religioso del borgo.
  • Castelvecchio: ruderi medievali sulla collina di Castelvecchio.
  • Villa settecentesca “Castello”: residenza nobiliare con parco monumentale.
  • Pera del Vais: masso erratico di origine glaciale, usato da sempre come scivolo naturale dai bambini del luogo.

FAQ – Quesiti sulla memoria storica di Montalenghe

Perché Montalenghe ha due castelli vicini?

Perché conserva i ruderi del Castelvecchio medievale e la villa settecentesca, entrambi simboli della sua identità storica.

Cosa accadde nel 1339 al castello?

Secondo l’Azario, fu conquistato dai ghibellini di San Giorgio dopo uno scontro con i guelfi locali.

Che cos’era il Consortile del Canavese?

Una sorta di alleanza tra comunità e nobili canavesani per difesa, diplomazia e autogoverno.

Qual è il simbolo più caratteristico di Montalenghe?

Il cedro dell’Atlante del parco del Castello, riconosciuto come albero monumentale dalla Regione Piemonte.

Cosa vedere oggi a Montalenghe?

Le chiese storiche, i resti del Castelvecchio, la villa settecentesca con parco, e la Pera del Vais.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende