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Storia di Maglione: assedi spagnoli, occupazioni francesi e rinascita agricola

Alessandro Maldera Avatar

Da Alessandro Maldera

Ottobre 11, 2025

Veduta del centro storico con case dai tetti rossi immerse nel verde delle colline, immagine legata alla storia di Maglione

La storia di Maglione, borgo del Canavese al confine con la provincia di Vercelli, è segnata da continui passaggi di dominio e da eventi bellici che ne hanno plasmato l’identità. Documentato dal 999, il paese passò da possedimenti imperiali a fedeltà a Vercelli, fino ai conti di Valperga e alla contea di Masino. Tra assedi, occupazioni straniere e rinascite agricole, Maglione ha mantenuto un ruolo significativo nella storia locale.

Maglione – radici ed evoluzione del Borgo

  • 999 – Prima citazione, donazione di Ottone III al vescovo di Vercelli
  • 1229 – Fedeltà al comune di Vercelli dei conti di Valperga
  • 1444 – Maglione passa alla contea di Masino
  • 1648-1652 – Assedio spagnolo e distruzione del castello
  • 1704 – Occupazione francese durante la guerra di successione spagnola
  • 1866 – Ritrovamenti archeologici in regione Valsorda
  • 1929-1948 – Fusione con Borgomasino e ritorno all’autonomia

Origini e Medioevo

Il borgo appare nelle fonti con il nome di Castro Malione in un documento del 999, quando l’imperatore Ottone III donò le terre al vescovo di Vercelli. Nei secoli successivi seguì le sorti dei conti di Valperga, che nel 1229 prestarono fedeltà al comune di Vercelli.

Il toponimo ha origini incerte: per alcuni deriva da malleum (“martello”), per altri dal latino Malones o Malhones, collegato alla presenza di vigneti diffusi sul territorio.

Feudi, assedi e occupazioni

Nel 1444 Maglione entrò sotto il controllo della contea di Masino con Jacopo I Valperga.
La sua posizione strategica portò il borgo a subire diversi eventi bellici:

  • nel 1462 fu danneggiato durante gli scontri tra truppe sabaude e i Valperga;
  • tra il 1648 e il 1652 gli spagnoli assediarono e distrussero il castello di Maglione;
  • nel 1704 fu occupato dai francesi durante la loro avanzata verso Ivrea.

Con l’estinzione dei Valperga, i possedimenti passarono agli Avogadro Lascaris.

Età moderna e Novecento

Durante l’epoca napoleonica, Maglione fece parte del Dipartimento della Dora. Nel 1929 il comune fu aggregato a Borgomasino, perdendo l’autonomia. Solo nel 1948, grazie alla volontà dei cittadini, riacquistò la propria indipendenza.

Economia agricola ed emigrazione

Il borgo ha legato per secoli la sua storia alla viticoltura. La crisi dovuta alla filossera nel Novecento provocò una forte emigrazione, soprattutto verso l’Argentina. La rinascita avvenne con la conversione dei terreni a frutteti e coltivazioni irrigue, sostenute da consorzi agricoli locali.

Ritrovamenti storici

Il territorio conserva testimonianze di epoche diverse:

  • nel 1866, in regione Valsorda, fu scoperta una tomba romana con oggetti in vetro e una moneta di Costantino;
  • in regione Carasenna, presso l’attuale cappella di San Maurizio, furono rinvenuti armi e resti di un ufficiale spagnolo, legati agli assedi seicenteschi.

Patrimonio architettonico e religioso

Oggi di Maglione restano tracce medievali e numerosi edifici religiosi:

  • la torre quadrangolare del castello, oggi campanile del cimitero;
  • la chiesa parrocchiale di San Maurizio, ristrutturata nel XVIII secolo con altari in marmo e facciata barocca;
  • la chiesa di San Grato, votiva e restaurata di recente;
  • la chiesa di San Rocco, costruita sul sito di un antico lazzaretto;
  • la cappella di San Maurizio in Carasenna, luogo legato alle guerre del XVII secolo.

FAQ -Maglione: risposte sulla sua storia millenaria

Quando viene citato per la prima volta Maglione?

Nel 999, in un atto di donazione di Ottone III al vescovo di Vercelli.

Chi furono i principali feudatari di Maglione?

I conti di Valperga, i conti di Masino e successivamente gli Avogadro Lascaris.

Cosa resta oggi del castello di Maglione?

Dell’antico castello rimane la torre quadrangolare, oggi campanile del cimitero.

Perché molti abitanti emigrarono da Maglione nel Novecento?

A causa della crisi della viticoltura dovuta alla filossera, che spinse numerosi abitanti verso l’Argentina

Quali sono i principali edifici religiosi del borgo?

La parrocchiale di San Maurizio, la chiesa di San Grato, la chiesa di San Rocco e la cappella di San Maurizio.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende