Storia Colleretto Giacosa: origini, borgo e legame con Giuseppe Giacosa

Da Alessandro Maldera
Ottobre 02, 2025

La storia di Colleretto Giacosa, piccolo comune del Canavese a pochi chilometri da Ivrea, affonda le radici nel Medioevo. Sorto come Colleretto Parella, il borgo deve la sua attuale denominazione al celebre drammaturgo Giuseppe Giacosa, che qui nacque nel 1847. Oggi il paese è riconosciuto come Borgo Sostenibile del Piemonte e conserva un forte legame con la cultura, il paesaggio e la tradizione agricola canavesana.
Colleretto Giacosa – percorso storico del borgo Canavese
- XI secolo – Prime menzioni sotto i San Martino
- XIII secolo – Ingresso nell’orbita dei Savoia
- 1600 – Carestie e crisi agricole, ma persiste la coltivazione di vite e canapa
- 1847 – Nascita di Giuseppe Giacosa
- 1906 – Il Comune cambia nome in Colleretto Giacosa
- Novecento – Emigrazione verso Ivrea e Torino
- 2000 – Nascita del Parco Letterario dedicato a Giacosa
Le origini del borgo medievale
Il primo nucleo documentato di Colleretto Giacosa risale al Medioevo. In origine era chiamato Colleretto Parella: “Colleretto” deriva dal latino collis (collina), mentre “Parella” indicava la famiglia feudale che dominava sul territorio.
In questa fase storica il borgo fu sotto la Signoria dei San Martino, potente casato del Canavese, e dal XIII secolo passò gradualmente sotto l’influenza dei Savoia. La chiesa di San Felice divenne il centro religioso e comunitario.
Dal Medioevo all’Età Moderna
Durante il Basso Medioevo Colleretto crebbe attorno alla parrocchia, pur subendo guerre e carestie. Nonostante le difficoltà, il borgo mantenne una forte vocazione agricola: i contadini coltivavano vite, cereali e canapa, prodotti tipici della pianura canavesana.
La sua economia rurale restò predominante fino all’Ottocento, quando il paese acquisì notorietà per la nascita di Giuseppe Giacosa.
L’Ottocento e Giuseppe Giacosa
Nel 1847 nacque a Colleretto Parella Giuseppe Giacosa, figlio di un avvocato. Divenne uno dei maggiori drammaturghi italiani, autore di testi teatrali e librettista per Giacomo Puccini, insieme a Luigi Illica. Tra le sue opere più note: La Bohème, Tosca e Madama Butterfly.
Alla morte di Giacosa, nel 1906, il Comune decise di intitolarsi a lui, assumendo l’attuale denominazione di Colleretto Giacosa.
Il Novecento e lo spopolamento
Il XX secolo vide un progressivo calo demografico dovuto all’industrializzazione di Ivrea e Torino. Molti abitanti si trasferirono nelle città in cerca di lavoro, mentre il paese conservava un’impronta agricola.
Negli ultimi decenni, grazie alla creazione del Parco Letterario Giuseppe Giacosa, Colleretto ha ritrovato centralità culturale e valore turistico.
Patrimonio architettonico e paesaggistico
Il centro storico conserva edifici medievali legati all’antica Regione Pianavilla, ricetto del Castello dei San Martino di Parella. Oggi la struttura rientra nel progetto Vistaterra, che promuove il rilancio del Canavese con eventi e attività legate al patrimonio culturale ed enogastronomico.
Dal borgo partono strade che raggiungono Regione Cimavilla, dove all’inizio del Novecento sorsero eleganti ville signorili. Dalle loro terrazze si ammira uno dei panorami più suggestivi sull’Anfiteatro Morenico di Ivrea e sulla Serra di Ivrea.
Particolarmente caratteristico è l’ambiente naturale delle Rocche, formazioni rocciose glaciali che emergono nel cuore del paese. Qui si intrecciano natura e memoria culturale, in un paesaggio che lo stesso pittore ligure Ernesto Rayper descrisse con entusiasmo.
Simboli comunali
Lo stemma comunale è inquartato: nel primo e quarto campo rosso compaiono due stelle d’oro a otto raggi, mentre nel secondo e terzo campo azzurro figurano nove rombi d’oro disposti in tre file. Il gonfalone è un drappo giallo bordato di azzurro.
FAQ – Colleretto Giacosa spiegato in 5 risposte
Il nome fu adottato nel 1906, dopo la morte di Giuseppe Giacosa, per onorare il legame con il drammaturgo.
Il centro medievale, le ville di Cimavilla, le Rocche e il Parco Letterario dedicato a Giacosa.
Sì, dista soli 8 km da Ivrea e circa 50 km da Torino, vicino al casello autostradale.
L’unione di storia medievale, memoria letteraria e paesaggi naturali unici sull’Anfiteatro Morenico
Sì, dal 2014 fa parte dei Borghi Sostenibili del Piemonte, progetto regionale per turismo e ambiente.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



