Storia di Villanova Canavese: dalle origini medievali al borgo moderno lungo la Stura

Da Alessandro Maldera
Settembre 21, 2025

La storia di Villanova Canavese si intreccia con quella del Canavese medievale, tra ricetti fortificati, franchigie concesse dai principi d’Acaia e invasioni francesi che devastarono il territorio. Sorto come borgofranco tra XI e XII secolo, il paese ha mantenuto nei secoli un forte legame con il fiume Stura e con la sua economia agricola, a cui si sono affiancate attività industriali e cave di ghiaia. Oggi Villanova conserva la memoria del suo passato e l’identità di una comunità resiliente.
Villanova Canavese nel tempo: eventi principali
- 1133 – Prime attestazioni del borgo sotto i Visconti di Baratonia
- 1342 – Giacomo d’Acaia concede franchigie e autorizza la costruzione del ricetto
- 1584 – Passaggio ai Provana di Leynì
- 1705-1706 – Saccheggi francesi durante l’assedio di Torino
- 1885 – Cambio di nome in Villanova Canavese
- 1927 – Aggregazione a Nole e perdita dell’autonomia
- 1947 – Recupero dell’autonomia comunale
- Anni ’70 – Costruzione del ponte sulla Stura, simbolo della comunità moderna
Origini medievali: il borgofranco e il ricetto
Il nome “Villanova” indica chiaramente la nascita di un nuovo insediamento rurale, tipico dei secoli XI-XII, quando vennero fondati numerosi borghi franchi nel Canavese. Le prime attestazioni documentarie risalgono al 1133, con la comunità affidata a un presbitero per la parte religiosa e al Visconte di Baratonia, signore della castellania di Balangero, per quella civile.
Nel 1342, Giacomo d’Acaia concesse importanti franchigie e autonomie, autorizzando la costruzione di un ricetto fortificato. Questo complesso, circondato da mura e fossati, costituiva il rifugio per la popolazione e lo spazio sicuro per custodire raccolti e bestiame in caso di attacco. Ancora oggi restano visibili i ruderi di una torre medievale, testimonianza dell’antico sistema difensivo.
Tra Acaia, Monferrato e Provana di Leynì
Villanova seguì le sorti dei principati locali:
- nel 1329 passò ai principi d’Acaia;
- nel 1347 fu affidata ai marchesi di Saluzzo;
- nel 1584 entrò nei domini dei Provana di Leynì, che concessero ulteriori franchigie e permisero la separazione da Mathi e Balangero.
Questi passaggi di sovranità, seppur complessi, contribuirono a rafforzare l’autonomia e i privilegi della comunità.
Le devastazioni francesi (1705-1706)
Il momento più drammatico della storia locale fu il saccheggio francese del 1705-1706, durante l’assedio di Torino. Le truppe di Luigi XIV devastarono il borgo e i campi circostanti, riducendo in miseria la popolazione. Questo episodio segnò profondamente la memoria collettiva villanovese.
Dall’Ottocento al Novecento: nome, autonomia e modernizzazione
Nel 1885 il comune cambiò denominazione da “Villanova di Mathi” a Villanova Canavese, rafforzando così la propria identità territoriale.
Nel 1927 perse l’autonomia amministrativa e fu aggregato a Nole, ma nel 1947 riconquistò la piena indipendenza comunale.
Durante il Novecento il paese visse una lenta modernizzazione:
- accanto all’agricoltura tradizionale (cereali e viticultura) si sviluppò l’industria meccanica;
- lungo la Stura si diffusero le cave di sabbia e ghiaia, fondamentali per l’edilizia.
Il ponte sulla Stura: simbolo di un’epoca
Per secoli, il borgo e la frazione Prati furono separati dal corso impetuoso della Stura di Lanzo. Gli abitanti usavano passerelle di legno (“piànche”) o un piccolo porto per attraversarla. Solo negli anni ’70 del Novecento fu realizzato un vero ponte, che cambiò radicalmente la vita quotidiana e i collegamenti del paese.
Questo episodio rappresenta uno spartiacque tra il passato rurale e l’epoca moderna, diventando un simbolo identitario per la comunità.
Patrimonio religioso e identità culturale
Il cuore del paese è Piazza IV Novembre, su cui si affacciano il municipio e la chiesa parrocchiale di San Massimo Vescovo, edificio semplice a navata unica che conserva un organo e diversi altari laterali.
Tra le memorie medievali resta la base di un torrione del ricetto, inglobato nelle abitazioni moderne. Anche se le trasformazioni urbanistiche hanno modificato il borgo, Via Villa conserva ancora oggi parte dell’aspetto originario.
FAQ – Villanova Canavese: le domande più comuni sulla sua storia
Il borgo sorse tra XI e XII secolo come nuovo insediamento rurale (“villa nuova”), tipico della colonizzazione medievale del Canavese
Era una struttura fortificata con mura e fossato, usata come rifugio per la popolazione e come deposito sicuro per raccolti e bestiame.
Tra 1705 e 1706 il paese fu saccheggiato dalle truppe francesi, subendo gravi devastazioni.
Nel 1885 il cambio servì a distinguere il borgo da altri comuni omonimi e a rafforzarne l’identità locale.
Realizzato negli anni ’70, sostituì le passerelle di legno e rappresentò una svolta epocale per la vita e i collegamenti del paese.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



