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Incendio Cinema Corso di Torino: storia, splendore e distruzione del gioiello Art Déco

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Da Alessandro Maldera

Settembre 09, 2025

Costruzione del Cinema Corso di Torino nel 1926, capolavoro Art Déco poi distrutto dall’incendio del 1980

l Cinema Corso di Torino fu per oltre cinquant’anni uno dei luoghi simbolo della cultura cittadina. Progettato negli anni Venti dall’architetto Vittorio Bonadè Bottino, combinava l’imponenza di un edificio monumentale con l’eleganza dello stile Art Déco, allora al culmine della sua diffusione in Europa.
La sua parabola si concluse tragicamente nella notte del 9 marzo 1980, quando un devastante incendio distrusse quasi interamente la struttura, cancellando in poche ore uno dei più bei cinematografi d’Italia.

Storia e trasformazioni del Cinema Corso

  • 1927: Inaugurazione come Cine Palazzo
  • 1935: Ridenominato Cinema Corso
  • 1930-1970: Proiezione di grandi classici del cinema mondiale
  • 9 marzo 1980: Incendio e distruzione della sala
  • 1989: Ricostruzione ad uso uffici
  • 2014-2015: Restauro conservativo
  • 2020: Sede di BPER Banca

Il progetto e l’architettura

Il Cinema Corso sorse all’angolo tra via Carlo Alberto e corso Vittorio Emanuele II, punto nevralgico della città. L’ingresso angolare, con grande arcone e cupola, spezzava la linearità dei palazzi ottocenteschi circostanti e rendeva immediatamente riconoscibile la sala.

Il progettista Bonadè Bottino, già autore dello stabilimento FIAT Mirafiori, pensò a un edificio imponente ma funzionale: cemento armato per la struttura portante, decorazioni ricercate sia all’esterno che all’interno, e un comfort all’avanguardia per l’epoca, compresa l’installazione di uno dei primi ascensori cittadini.

Con 2.000 posti a sedere, la sala era tra le più grandi d’Italia e rappresentava il sogno del “palazzo del cinema” moderno.

Le grandi proiezioni e la vita culturale

Inaugurato nel 1927 come Cine Palazzo, il cinema esordì con il film muto Il fantasma dell’Opera (1925) di Rupert Julian, accompagnato dall’orchestra dal vivo diretta da Eugenio Tironi. L’evento fece scalpore: molti spettatori, impressionati dalla maschera di Lon Chaney, si sentirono male durante la proiezione.

Nel 1935 il locale cambiò nome in Cinema Corso e divenne un punto di riferimento della vita culturale torinese. Vi furono proiettati capolavori come Tempi moderni di Chaplin, Anna Karenina, Settimo cielo, Venere bionda, Ombre rosse di John Ford, e in seguito grandi successi come A qualcuno piace caldo e Agente 007 – Licenza di uccidere.

Il Corso non era solo un luogo di proiezione, ma un simbolo di modernità: con i suoi marmi policromi, specchi lucenti e vetrate colorate, trasmetteva al pubblico l’idea di un cinema come esperienza totale.

L’incendio del 1980

La notte tra l’8 e il 9 marzo 1980 segnò la fine della sala. Verso le 3:30 del mattino, un incendio scoppiò all’interno e in poco tempo devastò l’edificio.

Secondo le indagini, le fiamme furono causate dal surriscaldamento di un trasformatore che generò un cortocircuito. Il fuoco covò a lungo, poi esplose con violenza dopo la rottura delle vetrate, raggiungendo temperature tali da “cuocere” il cemento armato.

Il pavimento cedette e crollò sulla sottostante sala Castellino Danze, mentre la parete dello schermo sfondò parte della vicina Galleria del cinema Nazionale. In piedi rimasero solo le facciate e l’ingresso monumentale.

Fortunatamente non ci furono vittime, ma lo spettacolo fu devastante. Scrisse Guido Ceronetti su La Stampa:

“L’ultimo bel cinematografo di Torino. Si respirava il decoro, si godeva il sontuoso. Tutto per poca lira.”

Le coincidenze del destino

Il caso volle che l’ultimo film in programmazione fosse The Amityville Horror (1979), distribuito in Italia come L’incendio della casa maledetta. Una sinistra corrispondenza con il destino del cinema stesso, divorato dalle fiamme.

Anche la vita del suo architetto sembra legata a questo intreccio: Vittorio Bonadè Bottino morì nel marzo 1979, esattamente un anno prima che il suo capolavoro architettonico venisse distrutto.

Dopo il rogo: rinascita parziale

Nel 1989 l’architetto Pier Paolo Maggiora guidò la ricostruzione dei resti, trasformando il sito in uno stabile destinato a uffici. Nel 2014-2015 la società Emmequattro effettuò un restauro conservativo per preservare le parti storiche sopravvissute, mantenendo memoria dell’antico splendore.

Dal 2020 l’edificio ospita la BPER Banca, erede di una storia ormai lontana ma mai dimenticata dai torinesi.

FAQ – Quesiti sul vecchio Cinema Corso

Quando fu inaugurato il Cinema Corso?

Nel 1927 con il nome Cine Palazzo.

Quanti posti aveva la sala?

Circa 2.000, una delle più capienti in Italia.

Chi progettò l’edificio?

L’architetto Vittorio Bonadè Bottino.

Quando e perché andò distrutto?

Un cortocircuito provocò un incendio che devastò la struttura.

Cosa c’è oggi al posto del cinema?

Dopo la ricostruzione, dal 2020 ospita una sede della BPER Banca.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende