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20 anni presidenza Cairo Torino FC: luci e ombre di un’era Granata

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Da Alessandro Maldera

Settembre 02, 2025

Il 2 settembre 2025 segna un anniversario che divide la tifoseria: i 20 anni di Urbano Cairo come presidente del Torino FC.
Un record assoluto di longevità nella storia granata. Un’era che ha visto il club salvarsi dal baratro del fallimento e ritrovare stabilità economica, ma che non ha mai riportato il Toro ai livelli che la sua storia e la sua gente meriterebbero.

20 anni di Cairo : pro e contro

LuciOmbre
Salvataggio dal fallimento (2005)Media piazzamenti: 12° posto
Stabilità economicaSolo 1 derby vinto su 32
Europa League 2014 e 2019Nessuna finale di Coppa Italia
Vittoria storica a Bilbao (2015)Cessioni continue dei migliori giocatori
Ritorno al Filadelfia (2017)Rapporto logoro con la tifoseria
Nuovo centro giovanile RobaldoStadio non di proprietà

Dal fallimento Cimminelli a “Papa Urbano I”

L’estate 2005 fu una delle più difficili di sempre. La gestione Cimminelli, familiare e improvvisata, aveva lasciato macerie: retrocessioni, promesse mai mantenute, conti fuori controllo. E un presidente che nemmeno era granata, ma tifoso bianconero dichiarato.

Il fallimento segnò la cancellazione del club: il Torino FC ridotto al nulla.
In quel vuoto arrivò Urbano Cairo. Il 2 settembre 2005 si presentò con un drappo granata dal balcone del Comune e riaccese la speranza. I tifosi lo accolsero come un salvatore, al punto da soprannominarlo con ironia e devozione “Papa Urbano I”.

L’inizio fu travolgente: squadra costruita in due settimane, promozione immediata e 60mila tifosi allo stadio Delle Alpi per la finale playoff contro il Mantova. Sognare sembrava di nuovo possibile.

Dall’entusiasmo al brusco risveglio

Il risveglio arrivò presto. L’allenatore della promozione, Gianni De Biasi, fu esonerato prima ancora dell’inizio del campionato e sostituito da Alberto Zaccheroni.
Da lì tre stagioni di sofferenze: piazzamenti al limite della retrocessione e discesa in Serie B nel 2009.

La risalita arrivò nel 2012 con Giampiero Ventura, capace di restituire al Toro gioco e identità. E con lui arrivarono anche le soddisfazioni più grandi dell’era Cairo.

Le luci: Bilbao e le notti d’Europa

Gli anni con Ventura e i bomber come Rolando Bianchi, Alessio Cerci, Ciro Immobile e Andrea Belotti furono i più emozionanti.
Il 7° posto del 2014 riportò il Toro in Europa League, ma soprattutto regalò ai tifosi una notte indimenticabile: il 3-2 al San Mamés contro l’Athletic Bilbao, il 26 febbraio 2015. Prima squadra italiana a vincere in quello stadio: un’impresa che resta scolpita nella memoria.

Un altro 7° posto arrivò nel 2019 con Walter Mazzarri, sufficiente per tornare in Europa grazie ai guai economici di Milan e Parma. Nel frattempo, nel 2017, il club era tornato ad allenarsi al Filadelfia, simbolo storico del granata, anche se solo in affitto.

Urbano Cairo, vestito con un completo azzurro scuro, sorride in una giornata di sole a bordo campo. Sullo sfondo la Curva Maratona allo Stadio Grande Torino

Le ombre: mediocrità e frattura con i tifosi

Ma i numeri del presidente, alla lunga, hanno pesato più delle emozioni.

  • La media dei piazzamenti in Serie A in 20 anni è il 12° posto.
  • Nei derby con la Juventus, un tabù insopportabile: 1 vittoria su 32, con 24 sconfitte.
  • Nessuna finale di Coppa Italia, nessuna qualificazione Champions League.
  • I migliori giocatori venduti regolarmente ogni anno per fare cassa ( Ogbonna, Glik, Darmian, Cerci, Immobile, Buongiorno, Bremer, Bellanova, Ricci, Milinkovic Savic) senza mai costruire cicli vincenti.
  • Uno stadio comunale mai trasformato in casa granata.
  • Un rapporto con la tifoseria diventato logoro: contestazioni cicliche, lo slogan “Cairo vattene” come colonna sonora degli ultimi anni.

Il bilancio di un’era

Dopo vent’anni, la presidenza Cairo al Torino FC resta un mosaico contraddittorio.
Urbano Cairo sarà ricordato come l’uomo che ha evitato il fallimento e garantito stabilità economica, ma anche come il presidente che ha condannato il Toro a una lunga mediocrità, senza restituire al club ambizione, orgoglio e risultati all’altezza della sua storia.

FAQ – 20 anni presidenza Cairo Torino FC

Quanti anni è presidente Urbano Cairo del Torino FC?

Urbano Cairo è presidente del Torino FC dal 2 settembre 2005: nel 2025 raggiunge il traguardo dei 20 anni consecutivi, record assoluto nella storia granata.

Qual è stato il miglior risultato sportivo del Torino FC con Cairo presidente?

Il miglior risultato dell’era Cairo è il 7° posto in Serie A raggiunto due volte: nel 2014 con Ventura e nel 2019 con Mazzarri, che hanno garantito la qualificazione in Europa League.

Quante volte il Torino è andato in Europa League con Cairo presidente?

Il Torino ha partecipato a due edizioni di Europa League sotto la gestione Cairo: nel 2014-2015, con l’impresa storica di Bilbao, e nel 2019-2020.

Quanti derby ha vinto il Torino contro la Juventus nell’era Cairo?

Dal 2005 al 2025, il Torino ha vinto solo un derby di Serie A contro la Juventus, nel 2015, a fronte di 24 sconfitte e 7 pareggi.

Qual è il bilancio medio del Torino in 20 anni di presidenza Cairo?

La media dei piazzamenti in Serie A nell’era Cairo è il 12° posto: un dato che testimonia stabilità ma anche mediocrità sportiva.

Cosa ha fatto Cairo per le strutture del Torino FC?

Durante la sua presidenza sono stati completati due progetti chiave: il ritorno al Filadelfia (2017, in affitto) e la realizzazione del centro giovanile Robaldo, atteso per anni.

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Alessandro Maldera

Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende