Murales Primo Levi Torino: l’omaggio al grande scrittore

Da Alessandro Maldera
Dicembre 11, 2024

In corso Regina Margherita 274 a Torino sulla parete dell’edificio che ospitava la fabbrica Siva, ora c’è un murales che rende omaggio a Primo Levi.
Primo Levi, sopravvissuto all’Olocausto, chimico di professione e scrittore per vocazione, è una figura che incarna la resilienza umana. Un uomo capace di trasformare le esperienze più oscure in testimonianze illuminanti. Il murales dove Levi lavorò come chimico dopo il suo ritorno da Auschwitz, funge da ponte tra il suo passato professionale e il suo lascito letterario.
La genesi del progetto
Il progetto è il frutto di una riflessione profonda e di una collaborazione sinergica tra diverse entità. L’idea di rendere omaggio al celebre scrittore e chimico torinese attraverso l’arte urbana è emersa come una naturale evoluzione del percorso di riqualificazione artistica che la città di Torino sta intraprendendo da anni.
L’iniziativa ha preso forma grazie all’impegno del MAU – Museo di Arte Urbana, un’istituzione che da tempo si dedica alla promozione dell’arte pubblica come strumento di rigenerazione urbana e sociale. Il MAU ha riconosciuto nel murales un mezzo potente per connettere la storia personale di Levi con il tessuto urbano contemporaneo, creando un ponte tra passato e presente.
La scelta della location non è stata casuale. Corso Regina Margherita 274 non è solo un indirizzo, ma un luogo carico di significato nella biografia di Primo Levi. Qui sorgeva la fabbrica Siva, dove Levi lavorò come chimico dopo il suo ritorno da Auschwitz. Questo edificio, ora trasformato in un condominio, rappresenta un capitolo importante della vita dell’autore, simboleggiando il suo ritorno alla normalità e il suo impegno professionale parallelo all’attività di scrittore.
Gli artisti dietro l’opera
Il murales che rende omaggio a Primo Levi è il risultato del talento e della sensibilità artistica degli Mbag, una coppia di artisti composta da Margherita Bobini e Andrea Gritti. Questi due creativi, uniti nella vita come nell’arte da oltre un decennio, hanno portato la loro visione unica e la loro tecnica raffinata al servizio di questo progetto così significativo.
- Margherita Bobini, con il suo background in belle arti e la sua passione per le installazioni site-specific, ha contribuito con una profonda comprensione di come l’arte possa interagire con lo spazio urbano. La sua abilità nel creare opere che dialogano con l’ambiente circostante è stata fondamentale per integrare il murales nel contesto architettonico di Corso Regina Margherita.
- Andrea Gritti, d’altra parte, ha portato la sua esperienza nel campo della street art e della grafica digitale. La sua capacità di tradurre concetti complessi in immagini visivamente potenti ha permesso di catturare l’essenza di Primo Levi – sia come chimico che come scrittore – in un’unica, coinvolgente composizione.
La collaborazione tra Margherita e Andrea si è rivelata particolarmente fruttuosa per questo progetto. La loro capacità di fondere stili diversi e di lavorare in sinergia ha permesso di creare un’opera che è al contempo rispettosa della figura storica di Levi e innovativa nella sua esecuzione artistica.
Descrizione Dettagliata del Murales
L’opera si estende su una vasta superficie della facciata dell’edificio creando un impatto visivo immediato e duraturo.
Al centro del murales, domina la figura di Primo Levi, rappresentato con una precisione e una sensibilità che vanno oltre il semplice ritratto. Gli artisti hanno scelto di raffigurare Levi seduto alla sua scrivania, un’immagine che evoca sia il suo lavoro di chimico che la sua attività di scrittore. L’espressione sul volto di Levi è pensierosa, riflettendo la profondità del suo pensiero e le esperienze che hanno plasmato la sua vita.
Intorno alla figura centrale, si dispiega un universo di colori vibranti e forme dinamiche. Questo sfondo non è casuale, ma rappresenta il mondo delle vernici e dei composti chimici con cui Levi lavorava quotidianamente. Le tonalità brillanti e le sfumature si mescolano e si sovrappongono, creando un effetto visivo che ricorda sia le reazioni chimiche che il flusso creativo della scrittura.
Un elemento particolarmente significativo del murales è la rappresentazione dei libri e degli strumenti di laboratorio che circondano Levi. Questi oggetti simboleggiano la dualità della sua vita. Da un lato la passione per la scienza e la chimica, dall’altro l’impegno nella letteratura e nella testimonianza. I libri, alcuni aperti e altri chiusi, sembrano fluttuare nello spazio, suggerendo come le parole di Levi continuino a vivere e a diffondersi.
Gli artisti hanno incorporato nel murales anche elementi più sottili e simbolici. Sullo sfondo, si possono scorgere forme che ricordano molecole e strutture atomiche, un riferimento diretto alla formazione scientifica di Levi. Allo stesso tempo, alcune di queste forme si trasformano gradualmente in lettere e parole. Così, rappresentando la transizione dalla scienza alla letteratura che ha caratterizzato la vita di Levi.
L’Importanza della location
La scelta di realizzare il murales dedicato a Primo Levi in Corso Regina Margherita 274 a Torino non è stata casuale.
In primo luogo, l’edificio su cui è stato realizzato il murales è l’ex sede della fabbrica Siva, dove Primo Levi lavorò come chimico. Questo luogo rappresenta quindi un capitolo cruciale nella vita dell’uomo. Il suo ritorno alla normalità, il suo reinserimento nel mondo del lavoro e la sua capacità di ricostruire una vita.
La trasformazione di questo edificio industriale in un condominio residenziale, e ora in supporto per un’opera d’arte pubblica, riflette i cambiamenti della città di Torino nel corso dei decenni.
La posizione del murales su Corso Regina Margherita, una delle arterie principali di Torino, garantisce una visibilità massima all’opera.
Inoltre, la presenza del murales in questo specifico punto della città crea un legame tangibile tra il passato e il presente di Torino. Mentre la città si evolve e si modernizza, l’opera d’arte serve come ancoraggio alla memoria storica. Così, ricordando ai passanti l’importanza di figure come Levi nella formazione dell’identità culturale della città.
La location del murales contribuisce anche a creare un percorso di memoria urbana. Insieme ad altri luoghi significativi legati alla vita di Levi a Torino, come la sua casa natale o i luoghi menzionati nei suoi scritti, il murales diventa una tappa di un itinerario più ampio che permette di esplorare la città attraverso la lente della sua biografia.
Dal punto di vista urbanistico, la presenza del murales in questa location specifica contribuisce alla riqualificazione e alla valorizzazione del quartiere. L’arte pubblica ha il potere di trasformare spazi anonimi in luoghi di interesse culturale, stimolando un rinnovato senso di appartenenza e orgoglio nei residenti.
Il Ruolo del MAU – Museo di Arte Urbana
L’impegno del MAU in questa iniziativa si inserisce in un contesto più ampio di promozione dell’arte urbana. Uno strumento di rigenerazione urbana e di dialogo con la comunità.
Fondato nel 1995, il MAU si è affermato come una delle istituzioni pioniere nel campo dell’arte pubblica in Italia.
Il murales di Primo Levi, il MAU ha svolto diverse funzioni chiave:
- Concettualizzazione del progetto: Il MAU ha avuto un ruolo fondamentale nell’ideazione iniziale del progetto. Ha riconosciuto l’importanza di commemorare Primo Levi attraverso l’arte urbana e ha individuato in Corso Regina Margherita 274 la location ideale per questo tributo.
- Selezione degli artisti: il museo ha curato la selezione degli artisti, scegliendo gli Mbag (Margherita Bobini e Andrea Gritti) Q
- Coordinamento con le autorità locali: Il MAU ha gestito tutti gli aspetti burocratici e amministrativi necessari per ottenere le autorizzazioni per la realizzazione del murales.
- Supporto logistico e tecnico: durante la realizzazione dell’opera, il MAU ha fornito supporto logistico agli artisti, occupandosi di aspetti pratici come l’allestimento delle impalcature, la fornitura dei materiali e la gestione della sicurezza sul luogo di lavoro.
- Mediazione culturale: Il museo ha svolto un importante ruolo di mediazione tra gli artisti, gli esperti di storia e letteratura, e la comunità locale. Ha organizzato incontri e consultazioni per assicurare che l’opera rispecchiasse accuratamente la figura di Levi e fosse in sintonia con il contesto locale.

Alessandro Maldera
Giornalista, ha collaborato per molti anni con testate giornalistiche nazional e locali. Dal 2014 è il fondatore di mole24. Inoltre è docente di corsi di comunicazione web & marketing per enti e aziende



